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Le pietre della Guerra e della Fede tra Valnerina, val di Chienti, val di Narco

 
 
Abbazie e Castelli dell'Umbria
  I luoghi della fede e dell'arte in Umbria. Pernottando all'interno di un'antica e famosa abbazia, oggi elegante e raffinata dimora di carattere, scopriremo rocche, castelli, abbazie e monasteri del cuore verde d'Italia...
   
  Sabato 9 / Domenica 10 Novembre 2019
 
 
 

Un itinerario in abbazie e castelli dell'Umbria, importanti testimonianze artistiche ed architettoniche ubicate nelle suggestive campagne di questa bella regione. Dalla bella San Pietro in Valle in Valnerina - dove pernotteremo e degusteremo la deliziosa proposta enogastronomica - all'abbazia di Santa Croce a Sassovivo nel folignate, dalla picola e poco nota abbazia di Santi Felice e Mauro in Val di Narco al magico luogo dell'abbazia di San Felice a Giano dell'Umbria. Ma anche una serie di visite nei castelli e nei manieri dei famosi Capitani di Ventura che furono del Gattamelata e di Bartolomeo d'Alviano...

 
 
 

 

 

Programma

 

 

Sabato 9 Novembre 2019

Appuntamento alle ore 7:00 con i partecipanti in piazzale Ostiense, mura aureliane, e partenza per l'Umbria in pullman GT. Lungo il percorso sarà effettuata una sosta caffè in autostrada.

Tema della giornata sarà costituito dalla visita di tre siti, tre monasteri di fondamentale importanza per comprendere le vicende legate alla storia dell'architettura e dell'arte sacra in Umbria nel corso del Medioevo.

Le nostre visite inizieranno dall'abbazia di San Felice a Giano dell'Umbria, ubicata su una terrazza naturale alle pendici dei Monti Martani.

La nascita dell'abbazia è strettamente collegata alla figura del vescovo martire Felice. Come recita il testo farfense del secolo X, il corpo del Santo, raccolto dai suoi fedeli discepoli, fu trasportato in “ Castrun Icciani“, l'attuale Giano dove fu sepolto. La prima comunità monastica si fondò intorno al  950  mentre la chiesa fu edificata nel  XII  secolo riutilizzando materiali di spoglio di un primitivo oratorio. Passata nel 1373 sotto il controllo della potente e vicina comunità monastica benedettina di Santa Croce di Sassovivo, a questi ultimi subentrarono i Cassinesi prima e gli Eremitani poi, che la tennero a lungo fino quando vennero accusati di immoralità causando la confisca dell'immobile.

L'edificio venne costruito su una preesistenza paleocristiana a partire dal 1130 in quella che viene definita "tipica espressione del romanico spoletino". Vennero impiegati materiali di recupero provenienti dalle preesistenze romane quali blocchi lapidei, capitelli e colonne. A tre navate su pilastri in pietra ha possenti volte e tre belle absidi pronunciate all'esterno. La cripta è una vera gemma di spiritualità: è divisa in tre navate, con colonne e capitelli decorati e conserva la bell'arca con le reliquie di San Felice. Il chiostro è a pianta rettangolare ed è formato da pilastri di mattoni con due loggiati. Lungo le lunette del portico sono presenti numerosi affreschi molto ben conservati.

Proseguiremo in pullman per la seconda visita che avverrà nelle campagne di Foligno dove incontreremo il monastero della Santa Croce a Sassovivo, letteralmente incastonato in un magnifico contesto naturale caratterizzato da un'ampia tenuta di quasi 10 ha di lecci secolari, tra le più antiche strutture della regione.

Fu fondata nel IX secolo dal monaco benedettino Mainardo - proveniente dal non lontano eremo sul monte Catria - su di alcune antiche preesistenze di una residenza fortificata appartenuta originariamente alla nobile famiglia dei Monaldi e che fu donata ai monaci dal conte Ugolino di Uppello. Fu un'abbazia ricchissima ed importantissima, tanto che nel XII secolo amministrava quasi cento monasteri, decine di pievi, chiese e ospedali. Va considerato che dopo Montecassino e Subiaco era la più potente roccaforte dell'Ordine Benedettino. Importanti per la fondazione e i primi anni furono le decisioni favorevoli di papi quali Gregorio VII e Pasquale II. Alla fine del Quattrocento ai benedettini subentrarono gli olivetani e a seguito dell'Unità d'Italia, l'abbazia venne conseguentemente soppressa.

Il monastero conserva un impianto architettonico articolato a ridosso di un importantissimo   chiostro romanico, opera del maestro romano Pietro de Maria iniziato nel 1229 e terminato nel 1232. A pianta rettangolare e interamente in marmo bianco, il chiostro è costituito da un doppio ordine di 128 colonnine binate. Le strutture - la cappella al primo piano, il refettorio e l'Appartamento dell'Abate - conservano numerosi affreschi. Belle e ricche di fascino anche la cripta di Alano e i dormitori. Notevole è la cosiddetta  loggia del Paradiso con lacerti di affreschi dei primi del Quattrocento, attribuibili a Giovanni di Corraduccio.

Al termine delle nostre visite mattutine ci trasferiremo per la pausa pranzo libero che avverrà nel centro della cittadina di Foligno.

Nel pomeriggio giungeremo a valle delle sorgenti del fiume Clitunno, alle Fonti del Clitunno, in una zona dove si trovano altre risorgive dette Vene del Tempio. Qui troveremo la Chiesa di San Salvatore o Tempietto del Clitunno che fa parte del sito seriale UNESCO "Longobardi in Italia: i luoghi del potere". Si tratta di una piccola chiesa a forma di tempietto corinzio. In passato era ritenuto essere un sacello romano riconsacrato come chiesa ma la presenza di una croce al centro del timpano, coerente e integrata al resto della decorazione scolpita, sembra provare che fu invece sin dall'inizio un edificio di culto cristiano.

La costruzione dell'edificio è stata attribuita al IV-V secolo ed ha riutilizzato probabilmente i resti di un più antico sacello pagano e materiali di reimpiego; la maggior parte degli ornamenti scolpiti sono tuttavia, a differenza di altre opere architettoniche longobarde, manufatti originali e non reimpieghi di elementi di età romana.

Infine quale ultima tappa della giornata, giungeremo all'Abbazia dei Santi Felice e Mauro, in  Val di Narco, un importante esempio dello stile  romanico sviluppatosi in Umbria. La sua origine risale ai Santi Mauro e Felice, pellegrini ed eremiti arrivati dalla Siria nel VI secolo d.C. che in alcune grotte crearono il primo insediamento eremitico sul fiume. Solo nel 1194 sarà realizzata una prima chiesa abbaziale con una facciata suddivisa in tre ordini, con rosone  circondato dai simboli degli evangelisti. Appena sotto si ammira un   fregio  in bassorilievo che narra l'uccisione del drago e un altro con le gesta di Mauro e Felice. Altre decorazioni con colonnine tortili, un timpano su archetti e un Agnus Dei completano la decorazione.

La Chiesa conserva il presbiterio, in  stile cosmatesco che precede l' abside  con l'antica copertura in pietra. Nel catino si trova un bell'affresco raffigurante Cristo benedicente  e solenne tra due angeli, dipinto dal  maestro di Eggi  alla metà del XV secolo. Più in altro si trovano San Sebastiano e Santa Apollonia. Sotto si trova la bella cripta che custodisce la  cripta che ospita il sarcofago romano con le spoglie di Felice, di Mauro e della loro nutrice. Sopra il sarcofago un affresco del  Cristo Risorgente .

Tra i  molteplici affreschi  rimasti, quello di maggiore importanza è quello presente nella parete di sinistra, risalente alla prima metà del Quattrocento e raffigurante  l'adorazione dei Magi; poi un affresco con   San Mauro nell'atto di attirare il drago fuori dal suo nascondiglio e   l'Arcangelo Michele mentre tiene a bada il Diavolo. Dipendente dalla vicina  Abbazia di San Pietro in Valle, ospitò monaci benedettini e nel XII secolo assurse al rango di  Priorato, alle dipendenze  dell'Abbazia di Sassovivo. Passò poi al clero secolare e nel 1536  da Clemente VII fu concessa in commenda alla famiglia Lauri di Spoleto.

Al termine ci trasferiremo nei pressi di Ferentillo nell'albergo, l'Abbazia di San Pietro in Valle, ubicato in magnifica posizione lungo la Valnerina. Oggi è un'elegante e suggestiva dimora storica sapientemente restaurata e trasformata in un residenza di lusso con ristorante gourmet. Cena e pernottamento in Abbazia.

 

Domenica 10 Novembre 2019

Prima colazione a buffet in albergo.

A seguire prima visita della giornata umbra che inizierà proprio con l'Abbazia di San Pietro in Valle. L'abbazia risale all'VIII secolo quando venne realizzata per volere  di  Faroaldo II   duca di Spoleto esattamente nel sito dove, secondo leggende, vissero due eremiti, Lazzaro e Giovanni. In questo luogo, secondo la tradizione, il  duca di Spoleto ebbe in sogno San Pietro  che lo esortò ad edificare nel luogo dell'attuale abbazia un monastero benedettino. A ciò fece seguito la conversione del duca il quale rinunciò al titolo e si fece monaco nell'abbazia. Da quel momento, questo importante cenobio, rimase strettamente connesso a Spoleto accogliendo le spoglie di numerosissimi duchi della città.

L'edificio è magnificamente immerso in una cornice ambientale di assoluta bellezza: è circondata da mura che la fortificano, tutta in pietra, con numerosi edifici, torrette e tetti in coppi mentre tutto intorno alti cipressi sempreverdi le conferiscono un fascino assoluto. La navata risale al VII secolo mentre l'abside venne rifatta nel corso del XI-XII secolo. Oltre a custodire affreschi d'epoca medievale che rivestono la navata e soprattutto l'abside, l'edificio conserva sarcofagi classici riutilizzati quali tombe - tra cui quella del duca Faroaldo e splendide lastre di chiara fattura longobarda - veri gioielli di quest'arte -, tra le quali spicca la celebre lastra di Orso, commissionata dal duca Ilderico nel lontano 739 e che è una tra le più antiche firme d'artista conservate: Ursus magester fecit. Piacevole e ben conservato è il chiostro.

Proseguimento del percorso nella provincia di Terni, tra le verdi, incontaminate e suggestive campagne alla scoperta di due documenti dell'arte e dell'ingegneria militare italiana in un momento in cui la scienza della guerra, divenuta ormai un'arte, vedeva nell'Italia uno dei centri più importanti di sperimentazione architettonica. Iniziando dall'antica tecnica difensiva medievale di Narni, vedremo in Alviano lo sviluppo di questa scienza.

Le nostre visite avranno inizio dal pittoresco borgo di Alviano. Il Castello di Alviano risale nelle sue più antiche strutture alla fine del X secolo quando venne realizzato dal conte Offredo. L'attuale poderosa struttura si fa risalire al 1490 quado il valoroso condottiero, conte ed architetto Bartolomeo d'Alviano ne decise la ricostruzione seguendo i dettami più aggiornati delle regole dell'ingegneria militare, con una nuova struttura funzionale adeguata alle esigenze militari di quegli anni. Venne così progettato un tipico esempio di fortilizio di fine Quattrocento e che mostra ancora oggi le caratteristiche sia di baluardo difensivo e che di edificio signorile e residenziale.

Realizzato nell'alto del colle in posizione strategica a sovrastare la valle del Tevere, vide ai suoi piedi lo svolgersi di battaglie ed il passaggio di eserciti o di compagnie di ventura. Il figlio di Bartolomeo, Bernardino, vi avviò una florida attività di fonderia di cannoni, tra le più importanti del centro Italia. Il castello rimase agli Alviano fino al 1543, quando la nipote Isabella Cesi la permutò con Acquasparta. Nella cappella gentilizia del maniero rimangono affreschi della vita di san Francesco, attribuiti a Giuseppe Bastiani, tra cui si riconosce il volto di Olimpia mentre nelle sale al piano terra altre pitture sono riferibili al Pordenone.

Al termine delle visite trasferimento ad Amelia, grazioso e pittoresco borgo poco distante dove effettueremo la pausa per il pranzo in gruppo in ristorante.

Nel pomeriggio, al termine della pausa, proseguimento dell'itinerario e trasferimento in pullman privato per Narni per l'ultima delle nostre visite.

La rocca di Narni è un'autentica ed inespugnabile fortezza militare di controllo e dominio della città, importante testimonianza: espressione della politica di restaurazione papale operata dall'Albornoz, un autentico sistema di fortezze che il papato, dopo Avignone, pone a presidio dello Stato Pontificio, in questo caso a dominio della Via Flaminia, l'abitato e la valle del fiume Nera da una posizione strategica favorevolissima.

La Rocca venne edificata sui resti di un più antico monastero di clarisse nel corso del 1367 con opera dei Maestri Ugolino di Montemarte e di Matteo Gattapone (lo stesso progettista della rocca albornoziana di Spoleto), che conclusero i lavori nel 1378. Il committente di quest'importante opera difensiva fu il cardinale Egidio Albornoz il cui sistema di rocche, nell'Italia centrale del ‘400, fu la spina dorsale del dominio papale dopo l'esilio Avignonese. Nel 1378 vennero ultimati i lavori e per l'inaugurazione intervenne il cardinale Philippe d'Alençon. Nel 1395 fu conquistata da Pandolfo Malatesta. Nel 1417, in seguito alla campagna di conquista dell'Umbria, Braccio Fortebraccio si impadronì di Narni e della Rocca.

Si componeva originariamente di un ampio fossato perimetrale con da doppia cortina muraria che racchiude un cortile con due eleganti porticati goticheggianti ricondotti alle preferenze del cardinale d'Alençon, una cisterna e una cappella. Poco dopo altri lavori occorsero nel maniero, voluti nel 1484 da papa Sisto IV della Rovere, il quale ordina un nuovo intervento di fortificazione terminato sotto il pontificato del genovese Innocenzo VIII Cybo. I lavori dovettero essere davvero ben riusciti se la rocca sopportò non pochi assalti, fra cui quello terribile dei Lanzichenecchi di ritorno dal Sacco di Roma del 1527. Vi abitarono Papi (Bonifacio IX, Niccolò V, Pio II Piccolomini, Leone X de Medici e Paolo III Farnese), Imperatori, Cardinali, dignitari. Divenne nel corso dell'Ottocento un carcere e nel 1906 fu acquistato dal principe russo Mestschezsy.

Prima di abbandonare la graziosa Narni avremo occasione per ammirare il pittoresco complesso abbaziale dei benedettini di San Cassiano, isolato dal centro abitato e protetto da mura merlate ed immerso nella boscaglia.

Al termine delle visite partenza in pullman per Roma con arrivo in serata. Lungo il percorso effettueremo una sosta in autogrill in autostrada.

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Le informazioni sul viaggio
Tutte le escursioni e i viaggi sono riservate ai membri del Club di Turismo Culturale Italiano. Iscriversi è semplicissimo e puoi farlo al momento della prenotazione del viaggio con validità al 31/12/2019 [scopri di più]
 
 
Quota Euro 378.00 p.p. in camera doppia (supplemento camera singola Euro 22.00 - camere limitate)*. Prezzo soggetto a verifica e conferma al momento della prenotazione.
 

La quota comprende:

viaggio in pullman GT e tutti i trasferimenti in pullman GT privato per le escursioni, tutti i biglietti d'ingresso / spese di apertura dei siti indicati, spese di prenotazione, visite guidate a cura di guide-conferenziere locali e degli esperti di Turismo Culturale italiano, accompagnamento da Roma, pernottamento in hotel "Abbazia di San Pietro in Valle", prima colazione a buffet, una cena con menu del territorio a quattro portate con abbinamento di vini inclusi, un pranzo tipico lungo il percorso di visita, tassa di soggiorno (ove prevista), sistemi audio-riceventi, kit di viaggio 8su richiesta), assicurazione assistenza medica/bagaglio/R.C., spese parcheggio pullman, ztl, iva, imposte e tasse.

 
Quota valida con minimo 20 partecipanti.
Prenotazione con pagamento anticipato e fino a esaurimento dei posti disponibili. La prenotazione è confermata solo al momento del pagamento.
La quota non comprende tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende".
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Rientro a Roma in serata.
 
* la quota può essere soggetta a variazioni del costo preventivato dei biglietti d'ingresso/accessi/prenotazioni, per variazioni delle tariffe aeree/ferroviarie/pedaggi autostradali, mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti, variazione dei tassi di cambio, se il pagamento della prenotazione avviene oltre i termini indicati, o per altri motivi [leggi]. In ogni caso eventuali variazioni saranno, da parte dell'organizzatore, preventivamente comunicate.
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Appuntamento alla partenza
   
App.to in piazzale Ostiense, alle Mura Aureliane. Partenza ore 7:00
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Viaggio in pullman
   
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L'Albergo del viaggio
 
Hotel Abbazia di san Pietro in Valle Dimora Storica
 

L'Hotel di charme Abbazia San Pietro in Valle si trova in Umbria tra la Cascata delle Marmore e Spoleto ed è completamente circondata dalla fitta e rigogliosa vegetazione che riveste tutta la Valnerina. Giunti in Abbazia a darvi il benvenuto saranno Federica, Letizia e Chiara le tre sorelle proprietarie che gestiscono la residenza storica. L'hotel di charme ha 21 camere. Paesaggistica e architettura ti riportano subito nel XII secolo con camere e servizi integrati in armonia col sito. Il privilegio di soggiornare in questo capolavoro storico non ha prezzo.

Hotel Abbazia di San Pietro in Valle

Via dell'Abbazia, 05034 Ferentillo TR. Tel. 0744 780129 https://www.sanpietroinvalle.com

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