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Italia da riscoprire

 
 
Il Castello dei Principi Lancellotti a Lauro, il Palazzo di Loreto a Mercogliano e il Museo Abbaziale di Montevergine
  Tra Castelli, palazzi e abbazie nelle terre che diedero i natali a Giordano Bruno e Umberto Nobile
   
  Sabato 30 Novembre 2019
 
 
 

Visita a tre interessanti e poco noti siti posti tra l'agro nolano e il monte Partenio, in Irpinia. La giornata si articolerà con la visita all'antico castello Lancellotti di Lauro, ancora oggi di proprietà della famiglia romana - al Palazzo di Loreto a Mercogliano, palazzo benedettino del '700 che ospita un'antica Farmacia ed infine allo straordinario Museo Abbaziale di Montevergine, con opere di Tino di Camaino, Luca Giordano, Mattia Preti e numerosi altri...

 
 
 

programma

 

 

Sabato 30 Novembre 2019

Appuntamento alle ore 7:00 con i partecipanti all'escursione in piazzale Ostiense, mura aureliane e partenza in pullman GT. Lungo il percorso sarà effettuata una sosta caffè in autostrada.

Tema della giornata sarà costituito dalla visita di tre siti ubicati in Campania, tra l'agro nolano e la verdissima Irpinia, ai piedi del monte Partenio.

Le nostre visite avranno inizio dal cosiddetto Palazzo di Loreto a Mercogliano, ubicato su un modesto rilievo ai piedi del Partenio. Ancora oggi è residenza esclusiva dei monaci verginiani di Montevergine.

Secondo la tradizione il nome "Loreto" deriverebbe dal luogo in cui fu fondata l'abbazia, ovvero in un bosco di   alloro  (dal  latino   laurum  o  lauretum). L'attuale palazzo prese il posto di un precedente edificio monastico distrutto dal terremoto del  1732.

Tutto l'insediamento, iniziato con la costruzione del monastero a monte nel XII secolo e proseguito sette secoli dopo a valle con il nuovo Palazzo detto appunto di Loreto, si deve ad un pellegrino di origini vercellesi, Guglielmo, che diretto verso la Terrasanta si fermò sulla cima del  monte Partenio vivendo in solitudine e povertà. Ben presto si aggregarono numerosi altri giovani seguaci desiderosi di votarsi ad una vita di puro ascetismo sotto la  Regola di San Benedetto.

Nel 1126 fu costruita la prima chiesa sul monte e da quel momento i monaci, chiamati  Verginiani, fondarono la Congregazione dei monaci di Montevergine ispirandosi rigorosamente alla regola benedettina.

Tuttavia, la rigidità del clima e la dieta ferrea imposta da Guglielmo costrinsero i religiosi a trovare un luogo più mite per creare un'infermeria e prestare assistenza sanitaria agli anziani e agli infermi. Fu così che i Verginiani scesero ai piedi del Monte, nella valle di Mercogliano, dove costruirono il nuovo palazzo abbaziale. Vi fondarono anche una rinomata farmacia, oggetto della nostra visita, tra le poche rimaste in tutta la regione.

La spezieria, nata per servire esclusivamente i monaci, si aprì anche all'esterno, rimanendo fino all'Ottocento di cura e gestione dei confratelli. Fu chiusa dall'Abate Corvaia nel 1901. Essa custodisce oltre 200 tipici vasi, antichi scaffali e decorazioni. Il palazzo ospita anche la Biblioteca con 200.000 volumi e la Premiata Fabbrica di Liquori dei Padri Benedettini di Montevergine.

Nel suo insieme, il complesso architettonico del Palazzo di Loreto fu costruito nel 1733 nella contrada “Croce di Vesta” su commissione dell'abate Federici e portato a termine nel 1749 sotto il governo dell'abate Letizia. Il progetto fu dell'architetto Domenico Antonio Vaccaro, uno dei più stimati architetti napoletani, attivo anche come scultore e pittore. Si creò così un mirabile esempio dell'architettura della metà del secolo XVIII, con pianta dalle forme chiuse e curvilinee e con elegantissimi disegni delle finestre.

Proseguiremo poi verso la sommità del Monte Partenio, all'interno del Parco regionale, in visita ad un autentico scrigno di tesori, quello della grande collezione ospitata nel Museo Abbaziale di Montevergine.

E' un museo di recentissima istituzione, risalente come collezione al 1968 ma aperto al pubblico con un notevole e ben riuscito allestimento solo nel 2000. Il percorso espositivo ci darà inoltre modo di ammirare alcune antiche strutture abbaziali quali il chiostro dei Corvi e l'ex-refettorio monastico, da cui si gode di un vasto panorama Avellino e su tutta la valle del fiume Sabato.

La collezione si articola in quattro aree tematiche che offrono un ampio sguardo sulla storia artistica - e non solo - dell'Abbazia. Si ammireranno numerosissime opere di epoca   medievale, datate dal XII al XIV secolo e caratterizzata da elementi che costituivano l'arredo liturgico della chiesa gotica fino alla trasformazione seicentesca operata dall'abate Giordano. Tra queste opere si menzionano la Madonna del latte del  XII secolo, prima immagine ad essere venerata al santuario; una cattedra lignea appartenuta a  Federico II;  un Cristo deposto del  XIII secolo; le tavole cosiddette della Madonna in maestà, risalenti al  '300 ed offerte all'abbazia quale voto di  Margherita di Savoia.  

Una seziona è dedicata agli importanti dipinti realizzati dalla fine del Cinquecento e firmati da Guido Reni,  Luca Giordano,  Andrea Vaccaro,  Mattia Preti e Battistello Caracciolo.

Notevoli anche i reperti  marmorei  sia di  epoca romana come un  sarcofago  strigilato, sia di epoca medievale come il sarcofago  Lautrec oppure due  pulvini   romanici  del  XII secolo. Notevoli anche alcune   sculture  di  Tino di Camaino. Parte di queste opere vanno messe in relazione con gli angioini di Napoli, molto devoti al santuario, membri partecipi alle vicende della confraternita di Santa Maria di Montevergine al punto di voler essere sepolti nella chiesa del santuario.

Una piccola camera ospita l'impronta della Madonna, una pietra sulla quale è incisa l'orma mariana.

Splendidi gli oggetti liturgici quali mitrie, ostensori,  reliquiari,  pianete, una  croce astile  del  XV secolo, vari  calici  di scuola napoletana e siciliana impreziositi da   turchesi,  diamanti  e  ametiste. Importante è il Tesoro della Madonna, costituito una serie di gioielli, portati come  ex voto  ed apposti sul quadro fino al  1960.

Infine questa grande collezione, degna davvero di un grande museo, espone una mostra permanente di  presepi, provenienti da diverse parti d'Italia  e del  mondo; napoletani, siciliani, romani, abruzzesi, pugliesi, argentini,  portoghesi,  danesi,   peruviani, eschimesi,   vietnamiti,   giapponesi ed infine anche palestinesi.

All'interno invece della chiesa abbaziale superiore, costruita su progetto dell'architetto romano Florestano di Fausto, si ammira la  grande icona della Madonna di Montevergine  esposta sul Trono del vecchio altare maggiore nella nuova basilica. Il dipinto, probabilmente risalente alla prima metà del Trecento, rappresenta la Vergine attorniata dagli angeli, che tiene in grembo il Bambino Gesù. Particolare dell'opera, che ne spiega anche il nome popolare di  "Mamma Schiavona",   è il colore del volto della Madonna, scuro, tipico delle cosi chiamate  Madonne Nere.  Notevole anche la cripta di San Guglielmo, il busto di San Gennaro e il monumento funebre di Filippo d'Angiò e sua moglie Caterina II di Valois.

Al termine delle nostre visite sarà possibile pranzare in gruppo in ristorante (prenotazione del pranzo vivamente consigliata al momento della prenotazione dell'escursione stessa).

Nel pomeriggio le nostre visite proseguiranno poco lontano, di ritorno sulla strada per Roma, fermandoci nell'agro nolano in visita al poderoso castello dei principi romani Lancellotti a Lauro, posto su uno sperone roccioso chiamato “primo sasso di Lauro”che domina la vallata.

Primi documenti del 976 già citano una qualche sorta di fortificazione che successivamente, nel 1277, compare quale castello nel repertorio angioino perché concesso a Margherita de Toucy, cugina di Carlo I d'Angiò.

Numerose furono le signorie che in seguito abitarono nel castello apportando nel corso dei secoli trasformazioni e migliorie: i Sanseverino conti di Caserta, i del Balzo conti di Avellino, gli Orsini conti di Nola per giungere infine ai Pignatelli e ai Lancellotti, ancora oggi proprietari del maniero.

Nel 1870 il principe don Filippo Massimo Lancellotti avviò i lavori di ricostruzione per realizzare un magnifico complesso. L'attuale edificio è posto nella parte alta di questo piccolo ma interessante borgo - che diede i natali ad Umberto Nobile - ed è raggiungibile con una comoda e breve passeggiata tra le case del paese. L'edificio è interamente cinto di mura irregolari, con torri e torrette, merlature e caditoie, ponti ed archi e la sua inconfondibile sagoma risulta visibile da lunga distanza. Il maniero presenta elementi in stile gotico, rinascimentale e barocco fusi insieme in un complesso armonioso.

Gli ambienti del castello si impostano lungo il perimetro dei cortili, splendidi perchè interamente cinti dalle costruzioni castellari che vi si affacciano ed in alcune parti porticati con affacci sui giardini a due livelli con ampi bacini d'acqua. La visita condurrà attraverso la scuderia con i suoi carri, cocchi e carrozze d'epoca, la sala Rossa, la grande sala d'Armi, la graziosa Cappella decorata con affreschi, la sala del Biliardo, la bella ed affascinante Biblioteca. Splendida la vista dalla loggia ad arcate su tutto il Vallo di Lauro. Oggi è una delle residenze d'epoca più suggestive e visitate di tutta la Campania.

Non lontano, se il tempo a disposizione ce lo consentirà, ammireremo il ninfeo della Villa romana di San Giovanni in palco a Lauro.

Al termine della visita partenza in pullman GT per Roma. Lungo il percorso sarà effettuata una sosta in Autogrill. con arrivo previsto in serata.

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Le informazioni sul viaggio
Tutte le escursioni e i viaggi sono riservate ai membri del Club di Turismo Culturale Italiano [scopri di più]
 

Quota Euro 68.00 p.p. *

La quota comprende:

viaggio in pullman GT A/R, visite guidate, sistemi audio riceventi, spese parcheggio pullman, ztl, iva, imposte e tasse. Biglietti d'ingresso o spese di apertura etc. sono esclusi. Eventuali gratuità/riduzioni saranno considerate al momento dell'acquisto in situ dei biglietti.

 
Quota valida con minimo 20 partecipanti.
Prenotazione con pagamento anticipato e fino a esaurimento dei posti disponibili. La prenotazione è confermata solo al momento del pagamento. Al momento della prenotazione è preciso dovere del partecipante chiedere l'eventuale presenza di biglietti d'ingesso e/o spese di ingresso ai siti oggetto delle visite non indicate alla voce "la quota comprende". Tali eventali importi saranno nel caso raccolti brevi manu nel corso del viaggio.
La quota non comprende tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende".
N.B. Il programma può subire delle modifiche per ragioni non dipendenti dalla nostra volontà.
 
Possibilità di prenotare il pranzo di gruppo in ristorante. La prenotazione del pranzo deve essere comunicata al momento della prenotazione del viaggio stesso. Non è possibile aggiungersi sul posto all'ultimo momento. Si informa che i menù sono necessariamente fissi pertanto qualsiasi forma di intolleranza, allergia, dieta e regime alimentare particolare deve obbligatoriamente essere comunicato al momento della prenotazione del pranzo. Il pagamento del pranzo potrà avvenire brevi manu il giorno stesso del viaggio. La prenotazione del pranzo non è obbligatoria ma consigliata. In alternativa è certamente possibile organizzare un pranzo al sacco da casa o cercare per proprio conto in situ la migliore soluzione.
Rientro a Roma in serata.
 
* la quota può essere soggetta a variazioni del costo preventivato dei biglietti d'ingresso/accessi/prenotazioni, per variazioni delle tariffe aeree/ferroviarie/pedaggi autostradali, mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti, variazione dei tassi di cambio, se il pagamento della prenotazione avviene oltre i termini indicati, o per altri motivi [leggi]. In ogni caso eventuali variazioni saranno, da parte dell'organizzatore, preventivamente comunicate.
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Appuntamento alla partenza
   
App.to in piazzale Ostiense, alle Mura Aureliane. Partenza ore 7:00
Clicca qui per vedere il luogo di partenza sulla mappa
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Viaggio in pullman
   
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