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Il tradizionale viaggio autunnale nei luoghi dei nobili vigneti italiani e di antiche dimore nobiliari

 
 
Le Langhe, il Monferrato e il Marchesato di Saluzzo
Viaggio in una antica terra ricca di tradizione immersa nel fascino del paesaggio autunnale, tra le dolci colline ricoperte di vigneti che producono celebri vini.
itinerario culturale di qualità
 
  Giovedì 31 Ottobre / Domenica 3 Novembre 2019
 
 

 
itinerario culturale di qualità
L'itinerario studiato condurrà ad Alba, la capitale delle Langhe detta la Città delle Cento Torri e nota per la produzione del Tartufo, Grinzane Cavour con il bel maniero, al borgo medievale di Serralunga d'Alba, a Monforte d’Alba antico centro dell’eresia catara, al Castello di Barolo centro di produzione del pregiato vino, al Sacro Monte di Crea, a Casale Monferrato capitale del Basso Monferrato, a Cherasco la città stellata, al borgo di Nizza Monferrato ed Asti.
   
 
 
Il Tema

Terre di grandi vini e patria del tartufo, le Langhe sono oggi una delle mete del turismo internazionale. Nel dialetto piemontese il termine "langa" indica le particolari colline, dai morbidi profili, che si rincorrono caratterizzando il paesaggio di una ben precisa zona del Piemonte: una terra affascinante compresa per la maggior parte nella provincia di Cuneo, la zona che da Alba scende verso sud (alla destra orografica del fiume Tanaro), fino ai pendii settentrionali dei monti liguri e, per una porzione minore, nella provincia di Asti, la Langa Astigiana.
Le Langhe in periodo medioevale videro sorgere una miriade di castelli, chiese, abbazie e nei secoli successivi ville gentilizie, palazzi, borghi contadini, casolari. Pavese, Fenoglio e Revelli ce le hanno restituite intatte, immortalandole in alcune delle pagine più belle della nostra storia letteraria. La zona a nord ovest di Alba, prende invece il nome di Roero, dai Signori che ne ebbero per molto tempo il dominio e si presenta agli occhi del visitatore con due distinte aree. Una ad occidente è un altopiano uniformemente ondulato, l'altra ad oriente un labirinto di colline.

Il Monferrato in origine era una contea, divenne un marchesato con il conte Aleramo del Monferrato nel 961 in seguito alle lotte per il potere in Italia fra Berengario d'Ivrea e l'imperatore Ottone I. I marchesi del Monferrato si imparentarono con le case reali di Francia e dell'impero. A seguito delle crociate si imparentarono con i re di Gerusalemme e con la famiglia imperiale di Bisanzio. I discendenti di Aleramo (aleramici) governarono il Monferrato finché nel 1305 passò alla casa imperiale dei Paleologi. Fu per pochi anni sotto il dominio spagnolo per passare ai Gonzaga (dal 1536 al 1708). Una parte del marchesato era già passata ai Savoia nel 1631 con la guerra di successione del ducato di Mantova; i Savoia presero pieno possesso del marchesato nel 1708 quando il ducato di Mantova fu occupato dalle truppe imperiali di Leopoldo I.

La "Provincia Granda", grande nella sua estensione di territorio, grande nei suoi sentimenti e nella sua storia, storia di cappa e spada, di dame e cavalieri, di conti e marchesi. Il   Marchesato di Saluzzo, nei suoi secoli di travagliata lotta per sopravvivere, incalzato tra l'immenso regno di Francia e l'incombente dinastia dei Savoia, ci ha regalato un patrimonio enorme di cultura e tradizioni.

 
 

programma

 

Giovedì 31/10/2019

Appuntamento con i partecipanti al viaggio alle ore 7:10 alla Stazione FS di Roma Termini e partenza in treno Italo Alta Velocità per Torino .

Inizio del viaggio. Trasferimento in pullman gran turismo riservato in visita al Monferrato e visita di Casale Monferrato. L'imprendibile cittadella venne fatta saltare con le mine nel 1695 per accordi fra le grandi potenze. Per la pace di Utrecht del 1713, il Monferrato passava ai Savoia. In conseguenza Casale perdeva la supremazia di capitale, venendo spogliata di importanti servizi e autorità. Subito dopo Casale fu investita dal vento barocco e per l'impegno dei nobili borghesi, residui della nobiltà di corte, nacque una elegante architettura nelle chiese e nei palazzi che ancora oggi è ammirata. Arrivò la bufera francese e nell'epoca napoleonica, per riconoscimento di Bonaparte, Casale ebbe qualche miglioramento. Con la ricostruzione dello Stato Sabaudo, Casale fu città di frontiera.

Il Duomo è il più antico monumento della città di Casale Monferrato e una delle più importanti cattedrali in stile romanico-lombardo del Piemonte.. Ai lati del portale vi sono due colonne su cui sono collocate le statue raffiguranti il re longobardo Liutprando e la regina Teodolinda. Opera importante ed unica il Nartece, non consueta in zona. Costruzioni similari si trovano in Armenia ed in Georgia. Secondo la teoria di alcuni studiosi tale opera è dovuta all'impiego di mano d'opera saracena, venuta in Monferrato quale prigioniera di guerra al seguito dei marchesi aleramici o secondo altri ai cavalieri templari, che avevano all'epoca sede in Santa Maria del Tempio, località vicina a Casale Monferrato. Nel nartece interessanti capitelli messi in luce dai recenti restauri. Lo spazio è suddiviso in cinque navate.

Notevole anche il Castello dei Paleologi un'imponente costruzione militare situata in riva al fiume Po e si caratterizza per la sua pianta esagonale con quattro torrioni angolari e per il fossato che la cinge su tutti i lati.

Pausa Pranzo.

Proseguimento in visita al Sacro Monte di Crea. Il Sacro Monte si erge su uno dei punti più elevati del settore orientale del Basso Monferrato. In posizione dominante sui rilievi collinari del Monferrato, il Sacro Monte venne progettato nel 1589. Attualmente il Santuario, la serie di 23 cappelle e i 4 romitori sparsi nel bosco, formano un complesso ricco di preziose opere d'arte, suggestivo complemento alla componente paesaggistica. Alla realizzazione dei gruppi statuari, dei dipinti e degli affreschi contribuirono artisti di fama.
Di origine romanica, venne retto dai Canonici di Vezzolano, dai Lateranensi nel 1798 e dai Francescani. L'interno, a tre navate, conserva importanti opere: la Madonna con Bambino e Santi, tavola autografa di Macrino d'Alba (1503); il ciclo di affreschi con le Storie di Santa Margherita d'Antiochia del XV sec.; l'effige della Vergine, statua lignea del XIV sec.; la vasta raccolta di ex voto; la Via Crucis e gli amboni di L. Bagna.

Nel tardo pomeriggio arrivo in albergo a Saluzzo, sistemazione nelle camere assegnate. Cena con menù del territorio.

Venerdì 1°/11/2019

Prima colazione a buffet in albergo. In mattinata visita del castello di Grinzane Cavour. Il maniero è un imponente edificio a pianta quadrilatera con un'alta torre, le cui origini risalgono al 1200. Nel 1832 la costruzione pervenne all'amministrazione di Camillo Benso di Cavour: ancora oggi è possibile visitare la sua camera. Qui Cavour si occupò di innovazioni nel settore agricolo e nella vinificazione. L'attuale sistemazione si deve ai restauri a iniziati nel 1961 in occasione del primo centenario dell'Unità d'Italia. Il castello occupa attualmente la sede dell'Enoteca Regionale Piemontese Cavour ed ospita due musei (Museo con cimeli cavouriani e un Museo Etnografico).

A seguire itinerario tra le colline e i vigneti lungo la rinomata Strada del Barolo.

Giungeremo al Castello di Barolo per una degustazione dei vini. Edificato al centro del paese di Barolo, la sua origine risale all'XI secolo. Dopo il crollo del castello Della Volta avvenuto ai primi del '300, diviene di proprietà dei Falletti fino all'estinzione della famiglia nella seconda metà del '800, quando Giulia Colbert, che aveva sposato l'ultimo Marchese, volle per testamento che divenisse un collegio. La stessa Giulia assunse come bibliotecario Silvio Pellico reduce dall'esperienza nel carcere dello Spielberg. Nel 1970 fu acquistato dal comune di Barolo che provvide ai successivi restauri. Il castello ospita nelle sue cantine l'Enoteca Regionale del Barolo, un Museo del vino e delle contadinerie e la Biblioteca Storica ordinata da Silvio Pellico.

Pausa pranzo degustazione in tenuta con specialità tipiche.

Nel pomeriggio visita del castello di Monforte d'Alba. Di antichissima origine deve il suo nome al castello cinto da mura che sorse nell'Alto Medioevo sulla sommità del colle e che, nel 1028, secondo gli storici Glabro e Landolfo Se-niore, fu espugnato dagli armati inviati dall'Arcivescovo di Milano, Ariberto d'Intimiano, per soffocare l'eresia catara diffusasi in loco coinvolgendo gli stessi feudatari. Gli abitanti di Mons Fortis, fatti prigionieri, furono condotti a Milano e costretti a scegliere tra l'abiura e il rogo; la maggior parte, coerentemente con i propri principi, si lanciò tra le fiamme. Non è azzardato supporre che la presenza del nome Monforte nella toponomastica di Milano sia da ricollegarsi a questa vicenda. Dopo alterne vicende il paese divenne, nel XIII secolo, feudo dei marchesi Del Carretto, cui più tardi subentrarono i marchesi Scarampi del Cairo. Nel 1703 fu conquistato dalle truppe di casa Savoia e passò quindi definitivamente al regno di Sardegna.

Al termine visita del borgo medievale di Serralunga d'Alba. L'origine del paese viene fatta coincidere con la costruzione del castello. Dominio di Bonifacio del Vasto, "Sera Longa" (per la sua caratteristica forma di lingua di terra stretta e lunga sulle colline), fu in seguito possesso dei Del Carretto e dei marchesi di Saluzzo. Divenne poi feudo dei marchesi Falletti di Barolo, che vi fecero erigere il castello e, con titolo comitale, dei Baldi di Bra. Il castello fu espugnato nell'anno 1616 e fu poi conquistato dagli Spagnoli. Il centro di Serralunga, tipico borgo medievale, è quasi intatto. Dalle mura del castello si può osservare la struttura urbanistica: le vie e le case sono poste in modo concentrico per favorire l'accesso della popolazione al castello in caso di guerra.

Nel tardo pomeriggio rientro in albergo a Saluzzo. Cena in locale caratteristico con menù del territorio.

Sabato 2/11/2019

Prima colazione a buffet in albergo.

Visita guidata alla città di Saluzzo con una passeggiata nel cuore medievale della città alta, piccolo gioiello quattrocentesco. La visita toccherà alcuni dei monumenti più famosi della città come l'antico Palazzo Comunale, dominato dalla Torre Civica che, con i suoi 48 metri di altezza, costituisce un eccezionale punto panoramico sulla città, la pianura e la cerchia del Monviso; la suggestiva chiesa di San Giovanni che ospita nell'abside i sepolcri dei Marchesi di Saluzzo. Vi ammireremo anche Casa Cavazza, splendido esempio di casa-museo allestito in una residenza nobiliare quattrocentesca pressoché intatta.

Proseguiremo poi a breve distanza, per ammirare uno dei castelli più importanti del Piemonte, il Castello della Manta. La splendida corona delle Alpi Cozie, dominata dal massiccio del Monviso, fa da cornice a questo grande Castello che sorge negli immediati dintorni di Saluzzo, su una delle ridenti colline della valle Varaita. Numerose sono gli ambienti che lo caratterizzano: in una sala, all'interno di una piccola nicchia è conservato un affresco raffigurante una Madonna del Latte in cui è raffigurata la Vergine Maria nell'atto di allattare Gesù. L'opera risalente al Quattrocento è opera di un anonimo pittore. La sala baronale conserva il più importante ciclo pittorico conservato nel castello. Questo è infatti arricchito da un'importante sequenza di affreschi che ne decora perimetralmente le pareti, capolavoro e rara testimonianza della pittura profana tardogotica attuata nell'Italia settentrionale. L'opera è attribuita all'anonimo pittore Maestro del Castello della Manta. Il ciclo, completato poco dopo il 1420, rappresenta una serie di eroi ed eroine (presumibilmente i ritratti dei marchesi e marchese di Saluzzo) qui illustrati secondo la tradizione iconografica classica, ebraica e cristiana ed effigiati con preziosi abiti del tempo - e la cosiddetta Fontana di giovinezza, tema questo ripreso dall'antica tradizione dei romanzi francesi medievali. I suddetti personaggi sono ispirati ad un poema scritto da Tommaso III di Saluzzo, le Chevalier Errant, tutti ancora ben visibili, tranne l'ultima eroina, rimasta mutilata dal crollo dell'intonaco).

Pausa pranzo libero.

Nel pomeriggio visita di Alba. Le origini di Alba sono sicuramente preromane, probabilmente liguro/celtiche. Il nome Alba è infatti tipico della civiltà ligure. La città ottenne l'imprimatur romano con l'editto del console Gneo Pompeo Strabone e venne battezzata Alba Pompeia.

L'agricoltura e l'allevamento del bestiame erano le principale attività di una parte importante dell'elite di Alba Pompeia. Lo storico Plinio descrive già l'esistenza di una tecnica agricola applicata alla viticoltura affinata ed evoluta. La città cinta all'epoca da grandi mura poligonali ospitò l'imperatore Augusto in viaggio per le Gallie ed elesse al trono imperiale Publio Elvio Pertinace. Nei periodi successivi alla dominazione romana vennero ricostruite le mura medioevali. Ogni porta disponeva di una o due torri per il corpo di guardia e per i funzionari addetti alla riscossione dei pedaggi. Grazie all'espansione territoriale del comune, Alba vide il formarsi di sette Camparie e sei castelli, costruiti a formare una corona sulle colline adiacenti con funzioni prettamente di difesa. Nello stesso periodo in città vennero edificati monasteri, chiese e persino sei ospedali. La città è celebre nel mondo per il tartufo.

Nel tardo pomeriggio rientro in albergo a Saluzzo. Cena in locale caratteristico con menù del territorio.

Domenica 3/11/2019

Prima colazione a buffet.

In mattinata proseguiremo il nostro itinerario con la visita di Pollenzo e della Real Tenuta di Pollenzo. L’antica Pollenzo, la città romana di Pollentia, è stata citata da Plinio tra i nobilia oppida della Liguria antica. Essa venne fondata alla fine del II secolo a.c. nella valle del Tanaro in una posizione strategica dal punto di vista viario, trovandosi all’incrocio di importanti corridoi naturali quali le vie Fulvia ed Aemilia Scauri. L’interesse dei Savoia per Pollenzo fu testimoniato dal finanziamento della prima campagna di scavi alla ricerca di reperti di epoca romani, compiuti tra la fine del '700. I propositi dei Savoia, e del nuovo re Carlo Alberto in particolare, su Pollenzo non erano limitati alla valorizzazione di un importante sito archeologico. Nel 1832 iniziarono i lavori di ristrutturazione del castello, del borgo e di un’area di oltre 600 ha. La progettazione del restauro del castello medievale venne affidata all’architetto Ernest Melano, mentre l’artista Palagi si occupò delle decorazioni. Il progetto complessivo portò alla realizzazione di cascine, dell’imponente edificio dell’edificio dell'agenzia, della torre sulla piazza della chiesa ed, infine, la caratteristica costruzione gotica della parrocchiale di San Vittore.

Ci trasferiremo poi per una breve passeggiata nel centro di Cherasco. Cherasco nasce nel 1243, per volontà di Manfredi Lancia, vicario imperiale, appartenente ad un ramo cadetto della dinastia degli Aleramici e Sarlo di Drua, podestà di Alba. Già in età romana esisteva un borgo, chiamato Clerascum, presso al quale il vicario imperiale Lancia volle far edificare il nuovo paese. In ogni caso, Cherasco passò rapidamente alla fazione guelfa di Carlo d'Angiò, tradendo così la sua fondazione ghibellina. Come comune libero ed indipendente, nei torbidi periodi delle lotte comunali, Cherasco passò nuovamente ai ghibellini insieme ad Alba, Asti e Chieri, nel 1277. Nel 1303 la città dovette cedere la sua autonomia agli Angiò e quindi, nel 1347, ad Amedeo VI di Savoia.

A seguire trasferimento ad Asti. "Municipium" romano noto con il nome di Hasta Pompeia o semplicemente Hasta, fu sede del ducato di Asti, ducato longobardo della Neustria. Libero comune nel Medioevo, con diritto di "battere moneta", fu uno dei più importanti centri commerciali tra XII e XIII secolo, i suoi mercanti svilupparono il commercio ed il credito in tutta Europa. È conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini, in particolare l'Asti spumante ed ogni anno, a settembre, vi si tiene uno dei concorsi enologici più importanti d'Italia, denominato la Douja d'Or. Celebre è anche il suo Palio storico, manifestazione tra le più antiche d'Italia, che si svolge a settembre e culmina con una corsa di cavalli montati "a pelo" (senza sella).

Durante il Medioevo, Asti è stata un importante centro di scambi commerciali e bancari. È questo il periodo più felice per la città, che si abbellisce di numerose torri e caseforti e vede estendere il proprio potere su numerose città e paesi, come Bra, Villanova, Fossano, Nizza Monferrato, Ceva e Garessio. Asti è, dopo Torino e insieme a Vercelli, una delle principali città d'arte del Piemonte in quanto custode di un ricco patrimonio artistico ed architettonico. La città in particolare presenta il più vasto patrimonio architettonico basso-medievale della regione, a memoria di quello che fu il più potente comune piemontese. Numerose sono le torri, le case-forti, le chiese, domus e palazzi.

Del periodo romano, sono ancora presenti, la Torre Rossa, probabile vestigia della porta occidentale della cinta romana, la domus di Via Varrone e i resti dell'Anfiteatro. Del periodo romanico di notevole interesse sono le cripte di Sant'Anastasio, San Secondo (VII secolo) in cui è conservato il corpo del patrono e San Giovanni. Nella zona orientale della città è possibile ammirare il complesso di San Pietro in Consavia, sede nel Medioevo del priorato gerosolimitano di Lombardia. Del Periodo basso-medievale ricordiamo la Cattedrale di Santa Maria Assunta, considerata la più importante cattedrale gotica del Piemonte. Tra i principali edifici medievali, torri e case-forti medievali sono da citare Palazzo Catena, Palazzo Zoya, il Palazzo del Podestà o del Comune, la Torre Asinari, la Torre Comentina.

A metà pomeriggio trasferimento in pullman GT privato nella stazione di Torino e partenza in treno Alta Velocità Italo per Roma Termini con arrivo previsto nel tardo pomeriggio.

 
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I Vini Piemontesi
 
Viaggio adatto anche ai non "bevitori"! In ogni caso i vini si degustano, anche solo olfattivamente e la visita tra i vigneti, le cantine e le tenute rappresentano sempre un'esperienza unica e piacevole. Per gli amici astemi invece è possibile degustare salumi, formaggi ed altro. Per gli amici astemi e vegetariani è possible degustare delle squisite verdure sott'olio o del miele.
 

 

La prima parola che viene associata a queste zone d'Italia, il Piemonte, è la parola vino, e non è certamente un caso; la coltivazione della vite risale a tempi immemorabili e le qualità dei suoi prodotti sono riconosciute da sempre a livello mondiale.

Il vino fa parte della cultura e della storia. I primi reperti che indicano la coltivazione della vite in Piemonte risalgono agli inizi del IV millennio a.C (neolitico) con i ritrovamenti di polline a Casalnoceto e data la tendenza della vite ad avere una limitata diffusione di polline, questa, potrebbe essere la prova che già in quell'epoca la diffusione della vite fosse consistente.

Non è certo che questi reperti indichino una vera coltivazione della vite, ma visti gli eventi successivi è da ritenersi molto probabile. Vi sono stati anche ritrovamenti risalenti al XIV - XIII secolo a.C ad Alba (media età del bronzo) ed è stato trovato un vinacciolo a Vislavio risalente al X - IX secolo a. C. Dati successivi attestano l'attività del commercio dei vini sin dall'epoca preromana.

Il Barolo, vino d.o.c.g., il Barbaresco, vino d.o.c.g., il Nebbiolo, il Grignolino, il Dolcetto, il Barbera, il Moscato e l'Asti il Brachetto detto "birbet", il Pelaverga...

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Le informazioni sul viaggio
Tutte le escursioni e i viaggi sono riservate ai membri del Club di Turismo Culturale Italiano. Iscriversi è semplicissimo e puoi farlo al momento della prenotazione del viaggio con validità al 31/12/2019 [scopri di più]
 
Quota Euro 880.00 p.p.(supplemento camera singola Euro 85.00 - camere singole limitate) *
Prezzo soggetto a verifica e conferma al momento della prenotazione.
 
 

La quota comprende:

viaggio in treno Italo Alta Velocità Roma / Torino AR, tutti i trasferimenti in pullman GT privato per le escursioni e i trasferimenti da/per stazione, tutti i biglietti d'ingresso / spese di apertura dei siti indicati, spese di prenotazione, visite guidate a cura di guide-conferenziere locali e degli esperti di Turismo Culturale italiano, accompagnamento culturale da Roma, pernottamento in hotel cat. 3* S Antico Podere Propano a Saluzzo, prime colazioni a buffet, cene con menu del territorio a quattro portate con abbinamento di vini inclusi, un pranzo tipico in tenuta lungo il percorso, degustazione di vino docg, tassa di soggiorno (ove prevista), assicurazione assistenza medica/bagaglio/R.C., spese parcheggio pullman, ztl, iva, imposte e tasse.

 
Quota valida con minimo 18 partecipanti
La quota non comprende tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende".
 
Prenotazione con pagamento alla prenotazione preferibilmente entro il 7/10/2019 e fino a esaurimento posti disponibili. La prenotazione è confermata solo al momento del pagamento nelle misure seguenti: 25% dell'importo all'acconto, saldo entro 30 giorni dalla data di partenza del viaggio. Le prenotazioni giunte dopo la data di scadenza indicata saranno accettate in caso di disponibilità.
 
* la quota può essere soggetta a variazioni del costo preventivato dei biglietti d'ingresso/accessi/prenotazioni, per variazioni delle tariffe aeree/ferroviarie/pedaggi autostradali, mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti, variazione dei tassi di cambio, se il pagamento della prenotazione avviene oltre i termini indicati, o per altri motivi [leggi]. In ogni caso eventuali variazioni saranno, da parte dell'organizzatore, preventivamente comunicate.
N.B. Il programma può subire delle modifiche per ragioni non dipendenti dalla nostra volontà.
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Normativa sulla Tutela, trattamento dei dati personali (Privacy)
   
Si informa che i dati da lei comunicati al fine garantirle la partecipazione alle attività in programma (visite guidate, escursioni, viaggi, gran tour, cicli di incontri etc.), saranno trattati nell'assoluto rispetto della normativa vigente (Regolamento UE n. 2016/679 “GDPR”) [leggi]
   
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Assicurazione Annullamento Viaggio
   
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Appuntamento alla Partenza
   
Appuntamento alle ore 7:10 Stazione Roma Termini
 
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Viaggio in Treno
 
 
treno di andata  
31/10/2019 - Italo Alta Velocità - Roma Termini ore 07:45 / Torino ore 12:27

 

 
treno di ritorno  
3/11/2019 - Italo Alta Velocità - Torino / Roma Termini ore 17:00 / ore 21:14
 
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Mappa di viaggio
 
 
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N.B. La Polizza deve essere richiesta e sottoscritta al più tardi entro le ore 24 del giorno successivo al giorno di iscrizione / prenotazione al viaggio.
FONDO DI GARANZIA
A seguito della soppressione del Fondo Nazionale di Garanzia Pubblico con decorrenza 30/06/2016, informiamo che, nel rispetto di quanto richiesto dalla normativa e in ottemperanza agli obblighi di legge derivanti dal DL 79 del 23 maggio 2011 - art. 50 comma 2 e comma 3 e successive modifiche/integrazioni (Codice del Turismo), Turismo Culturale Italiano ha aderito al Consorzio FOGAR-FIAVET, Compagnia "Filo Diretto Assicurazioni Spa" (Polizza numero  5002002211/L), in grado di sostituire la funzione svolta fino a tale data dal fondo di garanzia “pubblico”
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