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La storia

Il palazzo quattrocentesco, costruito per il Cardinale Domenico Della Rovere, prende il suo nome nel ‘600 quando fu destinato ad abitazione dei prelati, che avevano incarico di confessare nella Basilica di S. Pietro. Nel 1601 anno della morte del cardinale passò al cardinale Francesco Alidosi, che fece decorare la sagrestia e che fu poi ucciso da Francesco Maria della Rovere, duca d'Urbino e nipote del papa Giulio II perché sospettato di tradimento. Tuttavia Francesco Maria abitò in questo palazzo e vi portò notevoli modifiche, migliorandolo. Nel 1948 il palazzo appariva “sfigurato e rognoso e minacciava di sfasciarsi…”. Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli scrissero che di questo gioiello dei borghi tutto era in rovina. Così in quello stesso anno si provvide a dei restauri che hanno riportato alla luce intere sale con tesori e vasti fregi, decorazioni parietali e perfino iscrizioni murali dei Lanzichenecchi, risalenti al Sacco di Roma.

La costruzione

Il palazzo fu costruito tra il 1470 e il 1490 per il cardinale di S. Clemente Domenico Della Rovere. Si discute ancora se il progetto sia di Baccio Pontelli o di Meo del Caprina (Amedeo di Francesco) o di Giacomo da Pietrasanta. L'edificio si sviluppa su tre piani dei quali il primo ha grandiose finestre crociate che recano un'incisione il nome “Do.Ruvere Card.S.Clem.”; il secondo e il terzo hanno finestre rettangolari col motto “Soli Deo”. La torre quadrangolare che si scorge sulla sinistra è stata restaurata mentre il portale principale risale al Seicento. Notevole è il cortile circondato da colonne ottagonali e con loggiato. Alcune sale sono state affrescate da Bernardino di Betto detto il Pinturicchio con motivi mitologici, biblici e di storia greca e romana. In un salone vi è lo stemma della famiglia e quello di casa Savoia, alla quale il Cardinale Domenico, torinese, era affezionato. Vi fu anche costruita una cappella con volta a botte; bella la galleria decorata nel Cinquecento.

Gli ospiti

In queste sale visse fastosamente il Cardinale Luigi d'Aragona assieme alla figlia Tullia. Vi abitò anche il cardinale Salviati che incaricò Francesco de' Rossi (1510-1563), chiamato Cecchino Salviati di affrescare le sale del secondo e del terzo piano. Tra gli altri illustri ospiti di questo palazzo si ricordano Cristoforo Modruzzo e Giovan Francesco Commendane.

 

Lunedì 5 Novembre 2018 ore 15.15

Prenotazione obbligatoria l Quota visita guidata e spese apertura straordinaria Euro 16.00. Visita svolta con l'ausilio di sistemi audio-riceventi
App.to ore 15.15 in via della Conciliazione, 33, al palazzo l Individua sulla Mappa l Più info sul palazzo
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