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  Palazzo Colonna
 
   
 

La storia

la famiglia Colonna è una delle più antiche ed importanti famiglie romane e discendono dai conti di Tuscolo. Prime notizie si hanno già dal X secolo e poi ancora a partire dal XII secolo, con documenti relativi Pietro Colonna. Per molti secoli numerosi membri della famiglia Colonna hanno ricoperto importanti titoli religiosi, con un Papa Martino V nella prima metà del Quattrocento ed ebbero molti cardinali. Molte furono anche le cariche civili ricoperte come Senatori del popolo romano. In epoca medievale notevoli furono le lotte per il potere a Roma che contesero con i principali antagonisti, soprattutto gli Orsini, e successivamente con altre famiglie rivali tra le quali i Riario ed i Borgia che appoggiati dal potere del Pala, arrivarono anche alla confisca di edifici in seguito ridonati ai legittimi proprietari da Papa Giulio II e Leone X. Illustre esponente del casato Colonna fu Marcantonio II, vincitore della battaglia di Lepanto. Notevoli erano i possedimenti fuori Roma della famiglia legati ai vari rami in cui la stessa si divise, oltre alle molte proprietà cittadine. Il palazzo di piazza SS. Apostoli sorge su antichissime costruzioni risalenti al Medioevo, quando l'intera zona infatti era sotto il dominio di Oddone Colonna. L'area comprendeva torri e case che si inerpicavano sul colle del Quirinale attorno al primo nucleo del palazzo situato a lato della chiesa dei SS. Apostoli. I palazzi di proprietà dei vari esponenti della famiglia a partire dal Quattrocento e per quasi due secoli successivi, occuparono molti isolati, ruotando tutti nell'orbita del primo antico nucleo di piazza Ss. Apostoli, in cui spiccava il palazzo fatto realizzare da Papa Martino V alla metà del XV secolo. All'epoca risalgono anche il giardino del cardinale Giuliano Della Rovere, futuro Papa nel 1503 con il nome di Giulio II, che donò a Marcantonio Colonna il terreno del giardino. Successivamente, la maggior parte di questi edifici sorti nel tempo alle pendici del Quirinale, vennero inglobati in un primo ampio progetto di ristrutturazione intrapreso dal cardinale Girolamo I Colonna alla metà del Seicento e continuati alla sua morte dal nipote Lorenzo Onofrio e ancora nel Settecento dal figlio di quest'ultimo, Filippo II. Seguì in pieno Settecento una seconda fase di lavori, più importante e vistosa della prima, intrapresa dal cardinale Girolamo II Colonna e da Fabrizio Colonna, che fecero costruire i due prospetti principali del palazzo.

La costruzione

I grandi lavori iniziati dal cardinale Girolamo I Colonna, vennero affidati a partire dal 1654 ad Antonio Del Grande, che lavorò al palazzo fino al 1665, e dopo la sua morte, avvenuta nel 1671, vennero proseguiti da Girolamo Fontana. I lavori riguardarono essenzialmente la ristrutturazione degli edifici preesistenti ed il collegamento con i giardini, posti oltre la via della Pilotta. La complessa planimetria dell'edificio esprime in pieno l'articolazione spaziale dei vari corpi di fabbrica; questi sono disposti essenzialmente attorno a due grandi cortili delimitati dalle costruzioni, costituite da tre stecche parallele. La prima, prospettante sulla piazza dei SS. Apostoli, venne aggiunta nella seconda fase dei lavori, affidata a Nicola Michetti nel 1730, che realizzò un'originale quinta composta da una lunga fascia bassa con botteghe, con due portali e due eleganti padiglioni a delimitarne la larghezza, in parte alterata nel XIX secolo. Uno di questi era adibito a Coffehaus ed ha nel primo piano uno splendido affresco nella volta dipinto da Francesco Mancini e raffigurante la favola di Amore e Psiche. Oltre la bassa facciata si accede al primo cortile, più antico e di origine quattrocentesca, dove prospetta l'imponente facciata disegnata dal Del Grande - secondo corpo di fabbrica -, con motivo parietale a grandi arcate chiuse, comprendenti due piani di finestre e divise da lesene doriche giganti e completata con rimaneggiamenti dopo la sua morte. Dietro si imposta il terzo cortile, detto della cavallerizza , racchiuso dall'ala su via della Pilotta e collegato con una serie di ponti arcuati al giardino del palazzo, mentre la facciata dell'ala sud prospettante su via IV Novembre venne ricostruita nel 1879 per l'apertura di questo nuovo tracciato. E' proprio dietro questa facciata che si compone la magnifica galleria del palazzo, che si imposta per quasi tutta la profondità dell'edificio a ospitare la celebre raccolta di dipinti creata nel 1654-1665 dal cardinale Girolamo e incrementata con successive acquisizioni da Lorenzo Onofrio e Fabrizio Colonna, e in parte alienata nel 1798 per le vicende della Repubblica Romana. Sistemati lungo un asse di oltre cento metri si trovano in successione la Coffehaus , il terrazzo, l'ingresso alle tre sale della galleria, il ponte realizzato da Girolamo Fontana nel 1698 e il giardino dove l'asse visivo termina, alla fine di questa passeggiata, con un'edicola realizzata nel 1713 contenente la statua di Marcantonio II. Le tre sale, quella della Colonna Bellica , la Sala Grande lunga ben 40 metri, alta 13 e larga 13, e quella dei Paesaggi, furono ideate originariamente da Antonio Del Grande e da Girolamo Fontana. Queste vennero affrescate con importanti rappresentazioni della figura del condottiero cristiano Marcantonio II Colonna vincitore sui Turchi a Lepanto; gli affreschi eseguiti tra il 1675 ed il 1700, raffigurano rispettivamente l'Apoteosi di Marcantonio II presentato alla Vergine in cielo di Giuseppe Bartolomeo Chiari, la Battaglia di Lepanto nella sala Grande di Giovanni Coli e Filippo Gherardi mentre per la parte decorativa intervenne Giovanni Paolo Schor. Nella sala dei Paesaggi si trova una allegoria della vittoria di Marcantonio II Colonna, opera di Sebastiano Ricci. Oltre ai notevoli dipinti posti lungo le pareti tra le monumentali lesene corinzie binate con fregi di stucco dorato con trofei e panoplie, si ammirano una serie di splendidi tavoli in legno intagliato, scolpito e dorato con il motivo dei prigionieri turchi sempre ricorrente. Magnifiche sono le specchiere dipinte con vasi e fiori da Carlo Maratta e Mario dei Fiori e lo scrigno in ebano disegnato probabilmente da Carlo Fontana. Altre importanti sale compongono il palazzo, tra le quali vanno citate quella del Trono, quella dell' Apoteosi di Martino V, la Galleriola ed il Gabinetto degli Specchi.

Le curiosità

Durante l'assedio francese a Roma del 1849, una palla di cannone sparata secondo la tradizione da un obice francese posto sul Gianicolo entrò nella galleria del palazzo dopo aver sfondato una finestra per terminare il suo volo contro i gradini della sala Grande, dove ancora si trova. Nei giardini del palazzo venne esposto il cadavere di Cola di Rienzo.

 

Gli ospiti

Prima che il palazzo venisse ristrutturato ed ampliato nel Seicento, ospitò numerosi ospiti illustri, quali Federico il Bavaro, Castruccio Castracane, il Petrarca, Torquato Tasso e l'imperatore Carlo V di Spagna.

Giovedì 15 Novembre 2018 ore 15.15

Prenotazione obbligatoria con pagamento anticipato l Quota visita guidata e spese apertura straordinaria Euro 32.00. Visita svolta con l'ausilio di sistemi audio-riceventi
App.to ore 15.15 in piazza SS. Apostoli, 66, al palazzo l Individua sulla Mappa l Più info sul palazzo
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