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  Palazzo de Carolis
 
   
 

La storia

L'origine del palazzo è da ritrovare con Livio De Carolis, che nel 1714 acquista lungo la via del Corso alcune case che erano state di altre nobili famiglie, quali quelle degli Incoronati e dei Tedallini. Subito dopo l'acquisto di queste proprietà hanno inizio i lavori per la costruzione del nuovo edificio, che per bellezza e grandezza, risultò costare troppo rispetto alle potenzialità economiche del committente. Alla morte di Livio De Carolis, avvenuta nel 1748, il palazzo venne messo all'asta e venne acquistato dalla Compagnia di Gesù, i quali decisero di metterlo a reddito, dandolo in affitto a nobili, tra i quali il principe Boncompagni Ludovisi, e a religiosi, tra i quali monsignor de Canillhac, il cardinal Vitaliano Borromeo e dopo il cardinale De Bernis. Successivamente il palazzo fu venduto dai Gesuiti al marchese Giacomo Simonetti che lo tenne per breve periodo, vendendolo a sua volta alla famiglia Boncompagni Ludovisi. Dal 1908 è sede del Banco di Roma.

La costruzione

I lavori di costruzione vennero affidati al celebre architetto Alessandro Specchi, che a partire dal 1715 inizia la costruzione del palazzo, terminandolo nel 1724. La causa dei ritardi nel completamento dell'opera è senz'altro da ritrovare nella difficoltà economica causata dalla rilevanza delle spese, che provocò rallentamenti nei lavori del cantiere e l'indebitamento di Livio De Carolis presso numerosi creditori. Il palazzo nonostante le difficoltà dell'opera, al momento dell'inaugurazione risultò tra i più rappresentativi del Settecento romano anche grazie alla posizione su cui sorse, lungo l'importante e trafficata via del Corso. La lunga e compatta facciata ben si armonizza con gli altri palazzi della strada. Essa è a due piani più ammezzato e oltre il cornicione, alterando l'originaria composizione, successivamente fu aggiunto un piano. In posizione simmetrica, in asse con lo slargo della piazza di san Marcello, si apre il bel portale, composto da quattro colonne il travertino con al centro la porta d'ingresso al palazzo decorata in alto da una bella maschera femminile. Poco sopra e sorretto dalle colonne del portale si apre un ampio balcone con parapetto a balaustrini in travertino che un tempo risultava coperto, a formare il caratteristico mignano, elemento presente in quasi tutti i palazzi romani. Le finestre del piano nobile recano dei timpani a ghiera mentre quelle del secondo piano sono più elaborate, con timpani curvilinei che racchiudono una conchiglia. Poco sopra si apre il piano ammezzato e a conclusione della composizione della facciata si trova la bella cornice a mensole, decorata anch'essa con conchiglie. Il piano terreno fu parzialmente modificato agli inizi del Novecento con la realizzazione di ambienti di servizio della Banca di Roma e il cortile fu trasformato in sala. Uno degli elementi di maggiore importanza del palazzo e a ragione descritta come una delle meraviglie di Roma è la scala elicoidale progettata da Alessandro Specchi che in quest'opera mise a frutto gli insegnamenti di architetti del XVI e XVII secolo (Bramante, Vignola e Borromini), realizzando un autentico capolavoro. Notevoli sono le decorazioni ad affresco di alcune sale del piano nobile, eseguite da Francesco Trevisani, Andrea Procaccini, Sebastiano Conca, Giovanni Odazzi. Spicca per bellezza la splendida Galleria che affaccia sulla via del Corso, decorata da Benedetto Luti e Giuseppe Chiari. Dopo l'acquisto del palazzo nel 1908 da parte del Banco di Roma, vennero effettuati altri lavori di risistemazione, affidati a Pio Piacentini.

Le curiosità

Nel 1849, durante l'assedio di Roma, una palla di cannone sparata da un obice francese colpì il palazzo. Sul fianco sinistro del palazzo si trova ora la fontana detta del Facchino e originariamente collocata sulla facciata principale.

Gli ospiti

All'epoca in cui il palazzo era abitato dal card. De Bernis vi venne ospitata l'Ambasciata di Francia. Altri importanti esponenti francesi dimorarono a palazzo: si ricordano le figlie di re Luigi XV e, nella prima metà dell'Ottocento l'ambasciatore di Francia, il visconte di Chateaubriand.

 

     
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  Giovedì 8 Novembre 2018 ore 13.45  
 
Prenotazione obbligatoria l Massimo 25 Persone l Quota visita guidata Euro 11.00. Visita svolta con l'ausilio di sistemi audio-riceventi
App.to ore 13.45 App.to in piazza san Marcello - via del Corso l Individua sulla Mappa l Più info sul palazzo
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