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  Palazzo Della Valle
 
 
   
 

La storia

I della Valle, antica famiglia di origine spagnola, arrivarono in Italia nel XIV sec., ascrivendosi alla nobiltà di Napoli e si trasferirono a Roma all'inizio del Quattrocento. Tra i suoi membri più illustri la famiglia annovera Paolo, archiatra di Alessandro V (1409-1410) e di Martino V (1417-1431), Conservatore di Roma nel 1418, che dall'imperatore Sigismondo ricevette il titolo di conte e il privilegio di aggiungere l'aquila al suo stemma. Alla metà del Quattrocento i Della Valle si trasferirono in Rione Sant'Eustachio. Le loro case furono fatte demolire in seguito alle lotte con i Santacroce per volere di Sisto IV, che nel 1483 li dichiarò nemici della Chiesa. Il palazzo fu eretto per volere del Cardinale Andrea, già vescovo di Crotone e Mileto, insigne umanista e mecenate, probabilmente tra il 1517 e il 1523. L'architetto, autore del progetto è sconosciuto. Secondo il Vasari l'edificio sarebbe da attribuirsi a Lorenzo Lotti detto il Lorenzetto (1494-1541), allievo e collaboratore di Raffaello. Nel 1527, durante il Sacco di Roma, quando il cardinale diede asilo nel suo palazzo a quattrocento persone, i lanzichenecchi devastarono le sue proprietà. Nel Seicento il palazzo fu ingrandito fino a risvoltare nella piazza antistante la Chiesa di S. Andrea. Alla morte del Cardinale il palazzo passò al vescovo Quintio de' Rustici e quindi ai Caprinica. Nel 1584 Paolo Domenico e Ottaviano Caprinica cedettero la collezione del cardinale, eccetto pochi pezzi al card. Ferdinando de' Medici per soli 4000 ducati. Statue e rilievi furono quindi trasferiti a Villa Medici al Pincio, per essere definitivamente collocati in seguito a Palazzo Pitti, nel giardino di Boboli e nella Villa di Poggio Imperiale. Parte di quanto rimasto fu acquistata nel 1733 da Clemente XII per i Musei Capitolini. Il palazzo tornò poi ai Della Valle, nel 1633 la figlia dell'ultimo della Valle sposò Ottavio del Bufalo e il palazzo passò a questa famiglia, che nel Settecento lo fece sopraelevare di un piano. Il palazzo fu venduto in seguito all'Unione Commercianti Romani e nel 1948 ceduto alla Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana, che vi ha tutt'ora sede.

La costruzione

La facciata, a tre piani divisi da marcapiani marmorei, si presenta leggermente convessa secondo l'andamento dell'antica via Papalis. Su ogni piano, sul lato di Corso Vittorio Emanuele, si aprono dodici finestre (prima dell'ampliamento seicentesco erano solamente otto), e due nel risvolto sulla piazza: al primo e secondo ordine sono architravate, mentre al terzo a cornice semplice. Al piano terreno si entra attraverso un elegante portale con stipiti e architravi in marmo africano su cui campeggia l'iscrizione “ANDREAS – CAR. DE. VALLE. F.” (Andreas cardinalis De Valle fecit), realizzato agli inizi del sec. XVII a seguito dell'ampliamento. Il portale originario si trovava più a destra. Lungo la facciata sono state aperte più recentemente numerose botteghe. Al lato destro della porta si trova un arco di laterizio su colonne appartenenti ad un portico medievale entro cui c'è una finestra antica e al lato sinistro una edicola sacra con la Vergine col Bambino e un santo inginocchiato. All'angolo del largo del Teatro Valle si trova un'altra immagine della Vergine e sul largo stesso un portale con lo stemma del Cardinale Della Valle, con due leoni, cinque stelle e un'aquila. A coronamento dell'edificio è posto un cornicione su mensole con ovoli sopra cui vi è una cornice con un motivo a stelle. All'interno dell'antica entrata vi era un affresco di Raffellino del Colle su cartone di Giulio Romano, raffigurante la Vergine col Bambino dormiente e i Santi Andrea apostolo e Nicola. Al piano nobile si possono oggi ammirare soffitti a cassettoni con figure di Sibille, fregi con figure alate. Nella Sala Serpieri, che prende il nome dal senatore e cultore di economia agraria Arrigo Serpieri, il soffitto è decorato con rosoni, girali e putti, e sulle pareti, nella parte superiore, si trovano pitture raffiguranti guerrieri e figure femminili alternate a pitture con finestre finte dalle quali si scorge un cielo nuvoloso. La decorazione sottostante presenta figure maschili e femminili, in funzione di cariatidi, alternate a finte finestre dipinte a balaustri, aperte su paesaggi con ruderi. Sulla sinistra si trova un imponente camino in cipollino che reca l'iscrizione “ANDREAS S. PRISCAE PRES CAR DE VALLE”: si ritiene quindi che la decorazione risalga a dopo il 9 febbraio del 1531 quando Andrea della Valle divenne cardinale titolare di S. Prisca. La Galleria, o Sala Donini, dedicata a Alberto Donini, uno dei fondatori della Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana, ha un soffitto a cassettoni con rosoni dorati, dove al centro campeggia lo stemma di Andrea Della Valle. Nello studio del Direttore Generale della Confederazione il soffitto è decorato con rosoni dorati, con al centro lo stemma del card. Andrea della Valle e intorno alle pareti gira un fregio on figure di Fama alate, con trombe, candelabre, animali e lo stemma della Valle-del Bufalo, del secolo XVII. Il cortile rettangolare si apre al piano terreno in una ordine di arcate, che poggiano su colonne di marmo e granito grigio, con capitelli finemente decorati con rosette palmette e o lo stemma dei Della Valle, secondo una tipica tipologia cinquecentesca, e ai lati su pilastri in travertino. Sui pennacchi tra le arcate si trovano medaglioni di porfido e vari marmi policromi. Al primo e al secondo piano si aprono finestre rispettivamente architravate e ad arcate. Le nicchie tra le finestre, oggi vuote, contenevano originariamente le statue della collezione del cardinal Della Valle, che comprendeva tra statue, rilievi e elementi architettonici 238 pezzi. Parte della collezione era inoltre collocata nel giardino pensile, oggi scomparso, che si trovava a livello del primo piano sulla parte posteriore del palazzo. Autore di questo complesso programma decorativo sarebbe stato, secondo il Vasari, proprio il Lorenzetto fornendo un modello per le collezioni di altre famiglie nobili romane.

Curiosità

Abitò nel palazzo Pietro della Valle, detto il “pellegrino”, eclettica figura di viaggiatore, guerriero, scienziato e musicista. Divenne noto per aver conservato a lungo il corpo imbalsamato della moglie defunta Sira Maani Gioerida

 

 

Venerdì 23 Novembre 2018 ore 14.45

Prenotazione obbligatoria l Quota visita guidata Euro 11.00. Ingresso gratuito. Visita svolta con l'ausilio di sistemi audio-riceventi
App.to ore 14.45 in piazza S. Andrea della Valle, 9 l Individua sulla Mappa l Più info sul palazzo
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