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  Palazzo Spada
 
   
 

La storia

La storia del palazzo ha origine nel 1550 con Girolamo Capodiferro che ne ordinò la costruzione. I Capodiferro ebbero numerosi conservatori in Campidoglio, come Ciriaco ed Evangelista nel Quattrocento, Raimondo e Domenico nel Cinquecento e Maddaleno nel Seicento. La famiglia si estinse poi in un ramo nei Maddaleni ed erede del Cardinale Girolamo fu il nipote Pietro Paolo Mignanelli, che portava il cognome del patrigno Fabio Mignanelli, avvocato concistoriale. Nel 1632 i Mignanelli, vendettero il palazzo a Bernardino Spada. Così il palazzo fu degli Spada, i quali ottennero il patriziato romano e vennero compresi nella Bolla benedettina. La famiglia si estinse nel 1902. Nel 1907 l'edificio fu alienato allo Stato Italiano che vi pose la sede del Consiglio di Stato.

La costruzione

Probabilmente la costruzione del palazzo fu diretta dall'architetto Giulio Merisi da Caravaggio con il quale collaborò, per gli stucchi sulla facciata Giulio Mazzoni (1525-1618). Quando la proprietà passò a Bernardino Spada nel 1632, furono chiamati Paolo Maruscelli (1594-1649), Vincenzo della Greca (?-1650) e Francesco Borromini (1599-1667) per diversi lavori di restauro e numerosi pittori per abbellire e decorare le sale. Nuovi lavori furono effettuati per conto degli eredi Spada all'inizio del Novecento. Il palazzo presenta al pianterreno otto finestre architravate con inferriate con un davanzale su mensole. Al centro si apre un portale bugnato con due stemmi sulla sommità. Al primo piano sulla cornice-marcapiano che divide il piano terreno dal piano nobile vi sono le statue in stucco di Traiano, Gneo Pompeo, Fabio Massimo, Romolo, Numa, Claudio Marcello, Cesare e Augusto. Sui timpani delle finestre seggono coppie di putti che sostengono festoni e medaglioni nei quali si ripete l'impresa del Cardinale Capodiferro: un cane presso una colonna ardente avvolta da un nastro col motto VTROQ(VE) TEMPORE. Al centro è visibile lo stemma degli Spada. La facciata è ornata anche da cariatidi e candelabri con festoni. All'ultimo piano, nove finestre a cornice semplice sono intervallate da iscrizioni che riguardano le statue nelle nicchie del primo piano. Di grande bellezza il cortile del palazzo a cui si accede da un breve androne. Sulle arcate del portico si vedono triglifi e metope con gli emblemi dei Capodiferro. Al di sopra si può ammirare un fregio con la Centauromachia (la lotta sostenuta da Teseo contro i centauri ubriachi) e la caccia alle fiere . Nelle nicchie si trovano alcune statue di dei che il mito talvolta accoppiò: Ercole e Onfale (la regina della Lidia presso la quale Ercole fu condannato ad essere schiavo e a filare la lana e ad essere da lei deriso), Venere e Marte , Giove e Giunone, Plutone e Proserpina , Anfitrite e Nettuno , Minerva e Mercurio . Attraverso la biblioteca si può osservare la celebre “Galleria Prospettica” attribuita al Borromini, che consiste in un colonnato lungo solo otto metri in fondo al quale vi è una piccola statua che, per un gioco prospettico sembra ingigantita come il corridoio che dà l'impressione di essere lungo almeno trenta metri. Nelle sale si possono ammirare quadri di Guido Reni, del Guercino, di Andrea del Sarto, Annibale Carracci, Amico Aspertini, Tiziano, baciccia e Benefial.

Le Curiosità

Nella Sala Grande si trova la statua di Pompeo Magno sulla quale si racconta un aneddoto curioso. Nel 1553 vicino al palazzo Riario in via dei Leutari fu scoperta negli scavi la famosa statua di Pompeo ai piedi della quale, nella Curia, sarebbe stato ucciso C. Giulio Cesare. La statua fu trovata sotto al muro divisorio di due case. Ed è così che i proprietari delle due case cominciarono a discutere circa la proprietà della statua finché andarono davanti a un giudice in tribunale. Il giudice ignorante dispose che venisse divisa: ad uno spettò la testa e all'altro il corpo. Intervenne poi il Cardinale Capodiferro che, informatosi della sentenza chiese al Papa Giulio III di opporsi alla divisione dell'antica statua. Così il papa inviò una somma di denaro ai due contendenti, prelevò la statua ancora integra e la donò al Cardinale che la espose nel suo palazzo, dove ancora oggi si trova.

 

 

 

     
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  Sabato 10 Novembre 2018 ore 11.45  
 
Prenotazione obbligatoria con dati d'identità al momento della prenotazione l Massimo 35 persone l Rimborso spese organizzative e noleggio sistemi audio Euro 5.00 p.p. Visita svolta con l'ausilio di sistemi audio-riceventi l Ingresso gratuito.
App.to ore 11.45 in piazza Capodiferro, al palazzo l Individua sulla Mappa l Più info sul palazzo
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