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  Palazzo Venezia
 
   
 

La storia

Il palazzo, simile d'aspetto ad una fortezza medievale, si apre tuttavia alla nuova temperie culturale del Rinascimento. Si tratta del palazzo più antico di Roma, dopo quello Capranica e rimane il più completo ed importante esempio di architettura quattrocentesca romana. La storia della nascita del palazzo non è del tutto certa, come tra l'altro non lo sono gli architetti: sono stati fatti i nomi di Bernardo Rossellino (1409-1464), Giuliano da Maiano (1432-1490), Giacomo da Pietrasanta (1452-1495), e di alti ma probabilmente Leon Battista Alberti (1404-1472) diede il suo contributo allo sviluppo dell'opera.

La costruzione

La costruzione del palazzo si è svolta nel corso di numerosi anni, ma una data certa è costituita dal 1455, anno in cui vengono eseguiti i lavori di ampliamento e sistemazione dell'edificio medievale. A quel tempo, nel luogo dove sorgerà il palazzo vi era una casa che ospitava i titolari della basilica di S. Marco, ma il cardinale Pietro Barbo (veneziano, trasferitosi a Roma nel 1440 e diventato Cardinale titolare della Basilica di S. Marco nel 1451) volle creare una sede più vasta per un porporato. Nel 1464 Pietro Barbo fu eletto papa con il nome di Paolo II e continuò ad ingrandire il palazzo fino alle attuali dimensioni. Facendo realizzare contemporaneamente la parte poi chiamata “il palazzotto Venezia”. Nel 1471 alla morte di Paolo II, il Cardinale Lorenzo Cybo, nipote di Innocenzo VIII Cybo, fece continuare i lavori di costruzione del palazzo fino a portarli alle forme attuali. All'epoca l'edificio rappresentava non solo la dimora dei cardinali di S. Marco ma anche la dimora dei pontefici che ancora non potevano usufruire della costruenda sede sul colle del Quirinale. Alla metà del Cinquecento parte del palazzo fu donata alla Repubblica di Venezia che potesse utilizzarla come residenza dei suoi ambasciatori a Roma. Nel 1605 il palazzotto subì diversi danni a causa di un violento terremoto: danni che furono prontamente restaurati da Bartolomeo Breccioli. Nel corso del Settecento i prelati che si susseguirono alla carica di Cardinali di S. Marco furono particolarmente attivi nella cura e nell'abbellimento dell'intero complesso a partire dall'interno, e così fu anche per gli Ambasciatori Veneti che ne occupavano una parte. Nel 1797 a seguito del trattato di Campoformio Palazzo Venezia passò alla Francia napoleonica e nel 1841 all'Austria come residenza dei suoi ambasciatori. Tra il 1909 e il 1911 il palazzotto Venezia fu demolito, per consentire la vista del Vittoriano da via del Corso e ricostruito nell'attuale posizione. Ovviamente questo spostamento portò allo snaturamento del suo valore storico architettonico. Dal 1916 i due edifici appartengono allo Stato Italiano e subirono ulteriori modifiche e lavori di consolidamento tra 1924 e 1930. Durante il ventennio fascista il palazzo fu sede del Capo del Governo e dopo la seconda guerra mondiale venne adattato a museo permanente e biblioteca, mentre il palazzotto S. Marco ospita vari enti ed istituzioni come l'Istituzione Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte. Palazzo Venezia a tre piani presenta ancora non ostante le modifiche subite nel coro dei secoli, la sua forma prerinascimentale e presenta finestre centinate, crociate e a cornice semplice. Una possente merlatura sul cornicione a centine mensolate, corona l'edificio. L'intero complesso è dominato da un'imponente torre che non ha merli. Su via del Plebiscito notevole è il portale, affiancato da colonne scanalate con stilobati recanti gli stemmi del cardinale Marco Barbo e con un timpano entro il quale due angeli reggono lo stemmaa di Paolo II. Verso sinistra è murato un rilievo marmoreo Leone di S. Marco donato nel 1922 da Venezia.Tra il palazzo ed il palazzetto Venezia nella piazza, apre la sua facciata rinascimentale la Basilica di S. Marco al lato del quale è posto un busto romano femminile in marmo, conosciuto come “Madama Lucrezia”, una delle statue parlanti di Roma. Nell'angolo di Palazzotto Venezia, la fontana rionale a foggia di pigna opera del 1926 dell'architetto Pietro Lombardi.

 

 

 

     
   
     
  Domenica 4 Novembre 2018 ore 16.00  
 
Prenotazione obbligatoria l Massimo 25 Persone l Quota visita guidata Euro 11.00. Visita svolta con l'ausilio di sistemi audio-riceventi l Biglietto d'ingresso gratuito
App.to ore 16.00 in via del Plebiscito, 118 l Individua sulla Mappa l Più info sul palazzo
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