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Le Reali Ville del Miglio d'Oro

  Dalla Real Villa della Favorita di Ferdinando alla Villa Campolieto del Vanvitelli, dalla Villa d'Elboeuf sul mare alla riaperta Villa Vannucchi. Un mondo da conoscere tra il mare ed il Vesuvio
   
  Sabato 5 Novembre 2016
 
 
 
Un insieme di eleganti residenze lungo la celebre via costiera vesuviana dove la nobiltà napoletana si accostava a Carlo di Borbone e dove giungevano i viaggiatori del celebre Gran Tour...
 
 
 

programma

 

 

Sabato 5 Novembre 2016

Appuntamento con i partecipanti al viaggio in piazzale Ostiense e partenza per la Campania in pullman GT. Lungo il percorso sarà effettuata una sosta in autostrada.

Itinerario alla scoperta delle ville vesuviane, una splendida realtà purtroppo ancora poco conosciuta, importante tappa nel passato del Grand Tour. Avremo modo di visitare alcune tra le più belle residenze storiche private sorte lungo la costa tra Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano e Torre del Greco, lungo il Miglio d'Oro nell'incantevole scenario alle falde del Vesuvio.

Attraverseremo il gran cortile del Real Palazzo di Portici, costruito nel 1740 da Antonio Medrano e Antonio Canevari per Carlo III di Borbone e Maria Amalia di Sassonia. La realizzazione del nuovo palazzo reale, di dimensioni non vastissime, stimolò la costruzione di numerose altre dimore storiche nelle vicinanze (le Ville Vesuviane del Miglio d'oro), nate col fine di ospitare la corte reale che non poteva essere ospitata pienamente nella reggia porticese. L'edificio è di pianta assai complessa e si imposta attorno un grande cortile ottagonale allungato aperto verso la città e attraversato dalla strada regia.

Visiteremo gli interni della famosa Villa Campolieto, uno degli esempi più significativi del rococò napoletano, che è stata recentemente restaurata. La villa sorge in posizione panoramica sul lato rivolto al mare dell'allora strada regia per le Calabrie, nel tratto divenuto poi noto come Miglio d'oro per la presenza di questa ed altre dimore nobiliari di epoca borbonica. L'impianto planimetrico è quadrangolare, con quattro corpi separati dai bracci di una galleria centrale a croce greca, con al centro una cupola illuminata da quattro finestre ovali.

La villa fu fatta edificare a partire dal 1755 da Lucio di Sangro, duca di Casacalenda, che commissionò la progettazione ed esecuzione dell'opera a Mario Gioffredo; qualche anno dopo, per contrasti sorti tra l'architetto e i duchi Casacalenda, questi ultimi gli revocarono l'incarico, nonostante fosse ad uno stadio avanzato dei lavori. In un primo momento fu chiamato a sostituirlo l'architetto Michelangelo Giustiniani, ma poi l'opera fu affidata a Luigi Vanvitelli che diresse i lavori dal 1763 al 1773, dando così la propria impronta con l'esecuzione di poche ma sostanziali modifiche al progetto originario; dopo la sua morte, gli subentrò il figlio Carlo, che portò a compimento la fabbrica nel 1775.

Passeremo poi a villa Ruggiero. La villa fu costruita dal barone Enrico Petti nella seconda metà del 1700 e si ha notizia certa che, dal 1863, divenne proprietà dei Ruggiero fino al 1985 quando fu acquistata e restaurata dall'Ente per le Ville Vesuviane. Gli ambienti del piano nobile presentano eleganti affreschi di vario soggetto ed in particolare quelli della galleria hanno un ricco apparato decorativo dove tra tralci di vite e fiori che rispecchiano i colori della natura circostante, si alternano variopinti vasi di fiori e frutta con particolare riferimento alle quattro stagioni e ovali di gusto pompeiano. Dal cortile si accede alle antiche scuderie dove sono visibili tutti gli elementi in piperno ancora ben conservati come gli abbeveratoi e la mangiatoia.

Proseguiremo poi in visita alla Real Villa della Favorita, una delle più sontuose ville vesuviane del XVIII secolo. Fu realizzata nel 1768 da Ferdinando Fuga e nel 1792 fu acquistata da Ferdinando IV di Borbone che la destinò a residenza reale. Parco sul Mare della Villa Favorita è quella parte del parco della Real Villa che Ferdinando IV acquistò dai Zezza per creare un'unica grande area verde che conducesse dalla villa sul Miglio d'Oro a mare. Qui furono realizzati gli interventi decorativi e ricreativi da parte di Leopoldo di Borbone. Il parco ospita o spita peschiere e chioschi in stile moresco

A breve distanza sul mare, i suggestivi Bagni della Regina, voluti da Ferdinando IV e i resti della villa d'Elboeuf, la prima, in ordine cronologico, delle 122 ville vesuviane del Miglio d'oro. Fu fatta costruire nel 1711 dal duca d'Elboeuf, su disegno di Ferdinando Sanfelice.

L'edificio, di pianta rettangolare, si sviluppava su due piani, con una loggetta dalla parte del Vesuvio e due terrazze sul mare, una verso Torre del Greco ed una verso Napoli. Pochi anni dopo la fine della costruzione, nel 1716, il palazzo fu ceduto a Giacinto Falletti, duca di Cannalonga; nel 1738 ospitò Carlo di Borbone, che si innamorò di quei luoghi e fece costruire nelle vicinanze la Reggia di Portici. Nel 1742 il re acquistò la villa dagli eredi del Falletti, trasformandola in dependance della reggia, della quale costituiva anche l'approdo dal mare. Successivamente Ferdinando IV ampliò il complesso facendo costruire il bagno della regina, un emiciclo a due piani di gusto neoclassico affacciato sul mare.

Visiteremo la Villa Vannucchi, uno splendido esempio di villa monumentale del Miglio d'Oro a San Giorgio a Cremano. La villa fu voluta da Giacomo d'Aquino di Caramanico, gentiluomo di camera del Re, nel 1755. Il prospetto che si apre sul magnifico giardino all'italiana fu progettato nel 1783. La villa divenne un luogo di riferimento per la nobiltà napoletana ai tempi di Gioacchino Murat e nella metà del XIX secolo fu venduta ai Van den Henvel e nel 1912 alla famiglia Vannucchi.

La dimora è una delle più imponenti della zona vesuviana. Completano il progetto architettonico della dimora la cappella dedicata all'Immacolata, una sagrestia, una sala della musica e una ex scuderia adibita a teatro. Il giardino all'italiana di Schiantarelli, la cui vastità è pari al bosco di Portici, è caratterizzato, come si legge anche nella pianta Carafa, da un lungo viale che parte da una quinta ad esedra posta in fondo al cortile e giunge ad una fontana monumentale posta al centro e formata da quattro vasche laterali disposte simmetricamente in diagonale. Da qui si dipanano a "raggiera" quattordici viali che tagliano il giardino per esteso fino al limite della proprietà. Nel giardino sono conservati ancora oggi esemplari di alberi di canfora, pini, lecci, palme, magnolie, datteri, cedri, mimose e albicocchi.

Infine avremo occasione di ammirare un'ultima residenza, la Villa Bruno. La villa fu proprietà dapprima della famiglia Monteleone, e successivamente della famiglia Lieto. Durante il periodo in cui i Lieto furono i tenutari dell'edificio, esso ospitò a più riprese per le vacanze il Cardinale Luigi Ruffo Scilla, Arcivescovo di Napoli nonché parente del famoso cardinale sanfedista Fabrizio Ruffo. A partire dal 1816 la villa ospitò la fonderia Righetti, nella quale avvenne la fusione dei cavalli delle due monumentali statue equestri raffiguranti Carlo di Borbone (futuro Re Carlo III di Spagna) e Ferdinando I delle Due Sicilie (già Ferdinando IV di Borbone), le quali furono poste nel 1829 in piazza del Plebiscito a Napoli. Nelle fonderie avvenne inoltre la fusione del monumento in bronzo a Pulcinella, che oggi adorna il cortile principale della Villa.

Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma con sosta lungo il percorso con arrivo previsto in serata.

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le informazioni sul viaggio
Tutte le escursioni e i viaggi sono riservate ai membri del Club di Turismo Culturale Italiano [scopri di più]
 

Quota Euro 64.00 p.p. (biglietti d'ingresso inclusi)*

La quota comprende:

viaggio in pullman, biglietti d'ingresso / spese di apertura e visite guidate, spese parcheggio pullman, ztl, iva, imposte e tasse.

Quota valida con minimo 20 partecipanti.
Prenotazione con pagamento anticipato entro il 30/10/2016. La prenotazione è confermata solo al momento del pagamento.
Possibilità di prenotare il pranzo (la prenotazione deve essere effettuata in anticipo).
App.to ore 7.30 in piazzale Ostiense, alle Mura Aureliane.
Rientro a Roma ore 20.00 ca.
La quota non comprende tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende".
N.B. Il programma può subire delle modifiche per ragioni non dipendenti dalla nostra volontà.
 
* la quota può essere soggetta a variazioni del costo preventivato dei biglietti d'ingresso/accessi/prenotazioni, per variazioni delle tariffe aeree/ferroviarie/pedaggi autostadali, mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti, variazione dei tassi di cambio, se il pagamento della prenotazione avviene oltre i termini indicati, o per altri motivi [leggi]. In ogni caso eventuali variazioni saranno, da parte dell'organizzatore, preventivamente comunicate.
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appuntamento alla partenza
   
App.to ore 7.30 in piazzale Ostiense, alle Mura Aureliane.
Clicca qui per vedere il luogo di partenza sulla mappa
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viaggio in pullman
   
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mappa di viaggio
 
 
 
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