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  Napoli ci aspetta nella sempre suggestiva cornice natalizia
 
 
Napoli Riaperta. Il Filangieri e i Girolamini
  Visita a due eccezionali documenti artistici e storici, due collezioni artistiche, due biblioteche...
   
  Sabato 8 Dicembre 2018
 
 
 
Una intera giornata, nella consueta e sempre suggestiva cornice natalizia che l'antica capitale borbonica sa offrire, in visita a due importantissime collezioni chiuse per tanti anni e a lungo difficilmente visitabili. Avremo occasione così di ammirare, dopo restauri e riallestimenti, la collezione dello storico Palazzo Filangieri per poi passare alla Quadreria della straordinaria struttura dei Girolamini...
 
 
 

programma

 

 

Sabato 8 Dicembre 2018

Appuntamento con i partecipanti in p.le Ostiense, alle mura aureliane e partenza in pullman GT per Napoli. Lungo il percorso in autostrada sarà effettuata una sosta caffè in autogrill. L'itinerario ci condurrà a visitare approfonditamente due scrigni dell'arte napoletana, i Girolamini e il Filangieri.

Prima tappa del nostro itinerario sarà costituita dalla visita del complesso monumentale dei Girolamini. La Quadreria dei Girolamini è frutto delle committenze relative alla chiesa e delle donazioni di nobili collezionisti. Nel 1620 grazie ad una donazione di Domenico Lercaro, un ricco sarto e commerciante di tessuti, si forma la prima quadreria pubblica di Napoli, con testamento alla Congregazione dell'Oratorio con tutti i suoi mobili e le opere d'arte. Dieci ani dopo si aggiungeva la donazione testamentaria con un secondo nucleo di opere, quello conferito dalla collezione artistica donata famiglia Milano 1631.

L'originaria sede della quadreria era la sacrestia della chiesa, dove oggi sono esposti tra gli altri alcuni dipinti facenti parte della chiesa. L'ultimo allestimento, quello del 1995, sposta i quadri dalla collocazione dell'abside nell'attuale collocazione. Ciò fù causato anche a seguito delle decisioni di intervento seguite a causa del terremoto dell'Irpinia del 1980. La quadreria è oggi allestita nelle sale del primo piano del convento, a cui si accede tramite il magnifico e suggestivo chiostro degli aranci.

Le opere conservate sono esposte in ordine cronologico e comprendono un periodo che va dagli inizi del ‘500 alla metà del ‘700. Uno dei quadri più antichi è l' Adorazione dei Magi di Andrea Sabatini del 1513, uno dei primi pittori dell'Italia meridionale a mostrare di avere assimilato la lezione di Raffaello e Leonardo . Tra le opere spiccano il San Sebastiano del Cavalier d'Arpino e un'Adorazione dei Magi di Federico Zuccari; notevoli un Giudizio di Pilato e un Salvator Mundi di Bartholomäus Spranger.

Ben rappresentato è il '600 napoletano colto sia nel suo dominante caravaggismo come nei quadri dei giovani Battistello Caracciolo e Jusepe de Ribera ai quali si devono i capolavori assoluti della collezione: al primo spetta il Battesimo di Cristo, al secondo la serie di ritratti di apostoli San Pietro, San Paol, San Giacomo , a cui probabilmente si aggiungevano altri ritratti poi scomparsi o trafugati, il Sant'Andrea e la Flagellazione di Cristo. Arricchiscono la pinacoteca pitture di scuola parmense tra cui spiccano due capolavori di Guido Reni Fuga in Egitto e Incontro di Cristo con il Battista, ed opere di Fabrizio Santafede e Giovanni Bernardo Azzolino i cui stili ricalcano il manierismo toscano. Sono esposte quindi opere dei maestri del tardo-manierismo romano (Pomarancio, Federico Zuccari) e napoletano (Marco Pino, Fabrizio Santafede, Bernardo Azzolino, fino a Belisario Corenzio), insieme agli esponenti del classicismo romano e bolognese, come Guido Reni. Significativa è la presenza di Pietro da Cortona che con il suo Sant'Alessio morente mostra il luminismo della pittura barocca. Ben presente il Barocco napoletano, il cui esponente principale, Luca Giordano, documenta, con l'affresco in controfacciata, la straordinaria capacità dinamica del colore, frutto di una “dannata libertà di coscienza” artistica, poco disposta al rispetto alle regole e molto incline, piuttosto, alla pura invenzione.

Notevoli gli esempi dell'arte plastica von le sculture di Pietro Bernini, padre del più famoso Gian Lorenzo, che impreziosiscono la maestosa cappella marmorea di Caterina Ruffo, disegnata a inizio Seicento, da Jacopo Lazzari. I due monumentali Angeli reggifiaccole di Giuseppe Sanmartino, scolpiti nel 1784 per decorare la balaustra della tribuna, sono prove del suo virtuosismo plastico. Il scultore napoletano è presente con le sue statue marmoree anche in facciata, disegnata dal Fuga. Settecenteschi sono i bozzetti per gli affreschi di Mosè e David della chiesa monumentale di Francesco Solimena e le opere di Ludovico Mazzanti raffiguranti la Morte di Ozia e la Cacciata di Eliodoro, copie degli affreschi compiuti dallo stesso pittore per la chiesa dei Girolamini.

Del complesso fanno parte la Biblioteca statale oratoriana annessa al Monumento nazionale dei Girolamini di Napoli e specializzata in Teologia  cristiana,  Filosofia,  Chiesa  cristiana  in Europa,  Storia della Chiesa, Musica sacra e Storia generale dell'Europa. Ospitata nell'Oratorio dei Girolamini, contrariamente agli usi degli ordini monastici, che non ammettevano il pubblico nelle loro biblioteche,  l'Istituto  dal 1586 fu aperto al pubblico.  La Biblioteca è una delle più ricche del Mezzogiorno e la più antica  tra  quelle napoletane,  frequentata  da  Giambattista Vico.  Ha un patrimonio librario di circa 159.700 unità tra volumi  ed  opuscoli,  tra  i quali 137 stampati musicali, 5.000 edizioni del '500, 120 incunaboli,   10.000  edizioni rare e di pregio, 485 periodici.

Un vero e proprio scrigno di tesori, che si apre con discrezione ed eleganza dopo anni di chiusura in seguito ai bombardamenti dlla guerra, ai drammatici eventi del terremoto e alle recenti vicende.

Al termine delle visite pausa pranzo a Spaccanapoli con tempo a disposizione per acquistare prodotti tipici, pastori del presepio, pasticceria su ordinazione da Scaturchio.

Nel pomeriggio le visite proseguiranno con la collezione, da poco riaperta, del Filangieri.

Carlo Filangieri  era un illustre militare, tra più in vista del Regno Napoletano: fu insignito dell'onorevole titolo di  Cavaliere dell'Ordine di San Gennaro, mostrando uno strettissimo legame con la Deputazione che da secoli amministra e conserva il Tesoro di San Gennaro. Suo figlio, il principe Gaetano Filangieri, pensò bene di  dedicare proprio alla figura del padre la prima sala del Museo  che venne organizzata con l'obiettivo di trovare una sintonia tra il profilo del quattrocentesco Palazzo Como e la migliore visione di prodotti del raffinato artigianato artistico del territorio napoletano, oltre a armi e dipinti.

La Sala Carlo Filangieri è divisa in  tre campate, grazie alle grandi volte a vela realizzate in mosaico a fondo oro affidate alla Fabbrica Salviati di Venezia. Un ambiente dalle molteplici funzionalità narrative: dall'architettura del Rinascimento a quella rinnovatrice del Novecento, per poi passare alle sculture, alle armi, agli abiti, alle ceramiche che raccontano culture lontane come quelle Orientali. Il punto focale dell'ambiente è la nicchia in cui è collocato il  busto di Carlo Filangieri, realizzato dallo scultore Tito Angelini. La sala Carlo Filangieri ospita una serie unica di  armi e armature  sette-ottocentesche provenienti da Cina, Giappone e Turchia, collezionate da Carlo Filangieri, che ricoprì la carica di ministro della guerra durante il regno di Francesco II di Borbone.

La sala superiore del museo è dedicata alla madre del principe Filangieri,  Agata Moncada di Paternò. Strutturata secondo i criteri d'innovazione industriale, introdotti sul finire del XIX secolo, l'ambiente si caratterizza per la particolare pavimentazione a maiolica, sul cui fondo si ripete la cifra e l'arme dei Filangieri.

Per la realizzazione del pavimento, il principe incaricò il Museo Artistico Industriale di Napoli, affidando la direzione artistica a Fillippo Palizzi e la direzione tecnica a Giovanni Tesorone. L'illuminazione diffusa dello spazio è fornita dal fantastico lucernaio in ferro e vetro, del 1888, commissionato alla Società di costruzioni metalliche Cottrau.

La galleria contiene opere pittoriche, dal XVII al XIX secolo, di grandi maestri europei tra cui si annoverano: Heckart, Fuger, Luca Giordano, Solimena, Andrea Vaccaro e Jusepe de Ribera. Un passetto in legno permette l'accesso al passaggio pensile, uno spazio, che amplia la superfice espositiva e che consente poi di raggiungere la biblioteca.

In questo secondo livello, le vetrine contengono una raffinata collezione di porcellane e biscuit, la loro provenienza è varia, da Meissen alla Real Fabbrica di Capodimonte. Il caratteristico pavimento maiolicato con l'emblema della famiglia Filangieri.

Notevole la Biblioteca, un ambiente riservato, a cui si accede mediante pochi gradini, il legno del mobilio e le decorazioni a maiolica, dai caldi colori, definiscono uno spazio raffinato e meditativo. Al centro, la scrivania del principe, su cui trovano posto alcuni documenti sciolti e gli occhiali. Sugli scomparti della biblioteca, una vasta raccolta di libri e riviste, acquistati dal Filangieri, alcuni dei quali, estremamente rilevanti con oggetto le arti, l'industria e il disegno. Nella collezione spiccano i testi di:  Eugène Viollet Le Duc,  Claude Sauvageot,  Albert Jacquemart ,  Giuseppe Corona, G. Campori, A. Venturi, G. Morelli, G.B. Cavalcaselle e G. Milanesi.

Al termine delle visite partenza in pullman per Roma con arrivo in serata.

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Le informazioni sull'escursione
 
 

Quota Euro 70.00 p.p. *

La quota comprende:

viaggio in pullman GT A/R, visite guidate, sistemi audio riceventi, spese parcheggio pullman, ztl, iva, imposte e tasse.

Quota valida con minimo 25 partecipanti.
Prenotazione con pagamento anticipato entro il 02/12/2018 e fino a esaurimento dei posti disponibili. La prenotazione è confermata solo al momento del pagamento. Al momento della prenotazione è preciso dovere del partecipante chiedere l'eventuale presenza di biglietti d'ingesso e/o spese di ingresso ai siti oggetto delle visite non indicate alla voce "la quota comprende". Tali eventali importi saranno nel caso raccolti brevi manu nel corso del viaggio.
 
Pausa pranzo libero nel centro antico di Napoli, a Spaccanapoli.
 
La quota non comprende tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende".
N.B. Il programma può subire delle modifiche per ragioni non dipendenti dalla nostra volontà.
Rientro a Roma in serata (pl.le Ostiense unica fermata)
 
* la quota può essere soggetta a variazioni del costo preventivato dei biglietti d'ingresso/accessi/prenotazioni, per variazioni delle tariffe aeree/ferroviarie/pedaggi autostadali, mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti (in tale caso l'adeguamento previsto dalla normativa non potrà essere superiore all'8% delimpoto dell'escursione/viaggio), variazione dei tassi di cambio, se il pagamento della prenotazione avviene oltre i termini indicati, o per altri motivi [leggi]. In ogni caso eventuali variazioni saranno, da parte dell'organizzatore, preventivamente comunicate.
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Appuntamento alla partenza
   
App.to ore 7.30 in piazzale Ostiense, alle Mura Aureliane.
Clicca qui per vedere il luogo di partenza sulla mappa
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Viaggio in pullman
   
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Viaggio conforme alle direttive internazionali sul Turismo e del Codice del Turismo D.Lgs. 79/2011.
Aut.ne: Det.ne Dirigenziale R.U. Provincia di Roma n. 806 del 25/02/2013.
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