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Percorso tra i suggestivi castelli e residenze abitate dallo Stupor Mundi
   
   
I Castelli di Federico II in Puglia e Basilicata
Un viaggio nel cuore del Medioevo italiano ed europeo tra il blu del mare e il verde intenso della campagna pugliese e lucana
 
Giovedì 6 / Domenica 9 Dicembre 2018
 
 
 
 
itinerario culturale di qualità
Questo itinerario tra Basilicata e Puglia ci condurrà alla scoperta dei luoghi edificati da Federico II di Svevia nel XIII sec. Castelli, palazzi, padiglioni di caccia a suggellare la presenza di un'illuminata corte. Dal castello delle Pietre di Lucera al castello di Barletta, dal castello di Lagopesole al maniero di Melfi fino a Venosa con la suggestiva Abbazia della Trinità per terminare a Castel del Monte e Trani...
   
 
 

 

 
Il Programma di Viaggio

programma

 

Giovedì 6/12/2018

Appuntamento con i partecipanti al viaggio alle ore 7.00 in p.le Ostiense e partenza in pullman GT per la Puglia. Lungo il percorso di viaggio effettueremo una sosta caffè in autostrada.

In tarda mattinata arrivo a Lucera e visita del Castello. La costruzione del castello fu ordinata da Federico II del Sacro Romano Impero in seguito alla sua decisione di condurre nella città di Lucera i ribelli saraceni della Sicilia, tentando in questo modo di pacificare la situazione. Il castello fu fatto costruire da Federico II del Sacro Romano Impero nel 1233 sulle fondamenta di una cattedrale romanica, mentre le mura furono aggiunte da Carlo I d'Angiò. Questa aggiunta fu resa necessaria per il diverso utilizzo che quest'ultimo voleva fare della struttura: da palazzo imperiale come era nelle intenzioni a castello fortificato, sede di un presidio militare. Il materiale di costruzione fu acquisito dai resti delle costruzioni romane presenti nella zona. Il castello sorge nel luogo della acropoli della città romana. All'interno del recinto si trovano i poderosi ed affascinanti resti del palazzo, costruito e progettato su moduli numerici che ne fanno un importante esempio di progettazione moderna.

Pausa pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio trasferimento a Monte Sant'Angelo e visita del castello e della Grotta dell'Apparizione.

Posto a nord-ovest dell'abitato, il castello di Monte Sant'Angelo è il risultato di dieci secoli di storia, ma soprattutto di distruzioni, ricostruzioni e ristrutturazioni. Il nucleo originario, la torre pentagonale detta "dei Giganti", è attribuito ai Normanni che, prima con Rainulfo conte di Aversa e poi con Roberto il Guiscardo, avrebbero eretto un edificio fortificato sul sito di un precedente impianto longobardo; al tempo di Federico II dovettero esserci interventi di una certa consistenza, come testimoniato dallo «Statutum de reparatione castrorum».

Secondo la tradizione, l'imperatore svevo vi soggiornò per alcuni anni insieme a Bianca Lancia, e vi nacquero i figli Enzo e Manfredi. Agli Aragonesi si deve invece il decisivo ampliamento e la revisione globale delle strutture, che assunsero una conformazione in linea con i tempi e con le mutate esigenze difensive; a questo periodo appartiene il torrione di testata, a forma di carena di nave, che riporta la data del 1493.

Il Santuario di San Michele Arcangelo fu costruito nel XIII secolo da Carlo I d'Angiò. Il portale ha battenti in bronzo (1076) dove sono raffigurate scene del vecchio e del nuovo testamento. Attraverso l'aula interna si accede alla grotta dell'apparizione. Qui si trova un altare e una statua realizzata da Andrea Sansovino raffigurante l'Arcangelo. L'altare della Madonna risale al XI-XII secolo.

Al termine delle visite trasferimento a Barletta in albergo, sistemazione nelle camere riservate. Cena in ristorante con menu tipico e pernottamento.

 

Venerdì 7/12/2018

Prima colazione a buffet in albergo.

In mattinata partenza per Castel del Monte e visita al celebre castello inserito nell'elenco dei monumenti nazionali italiani nel 1936 e in quello dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1996. La fondazione dell'edificio si colloca ufficialmente il 25 gennaio 1240. Incerta è però l'attribuzione ad un preciso architetto: alcuni riconducono l'opera a Riccardo da Lentini ma molti sostengono che ad ideare la costruzione fu lo stesso Federico II. Probabilmente alla morte di Federico II (avvenuta nel 1250) l'edificio non era ancora terminato.

Malgrado sia comunemente definito "castello", l'esatta funzione dell'imponente edificio è tuttora sconosciuta. Privo dal punto di vista architettonico di elementi tipicamente militari e posto in una posizione non strategica, in realtà l'edificio non fu probabilmente una fortezza. Anche l'ipotesi che fosse una residenza di caccia, attività assai amata dal sovrano, è messa in discussione dalla presenza di fini ornamenti e dall'assenza di stalle e altri ambienti tipici delle residenze di caccia.

A causa dei forti simbolismi di cui è intrisa, è stato ipotizzato che la costruzione potesse essere una sorta di tempio o padiglione del sapere, in cui dedicarsi indisturbati allo studio delle scienze. In ogni caso si rivela come un'opera architettonica grandiosa, sintesi di raffinate conoscenze matematiche ed astronomiche.

A seguire trasferimento a Venosa e pausa pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio visita al castello e all'abbazia della Trinità, detta l'Incompiuta. La costruzione del Castello iniziò nel 1470 per volere del duca Pirro del Balzo Orsini nell'ottica di un progetto di fortificazione più ampio. Si tratta di una costruzione imponente, a pianta quadrata con quattro torri cilindriche. Lo stemma dei Del Balzo, il sole raggiante, è visibile sulla torre ovest. La costruzione del castello e lo scavo del fossato in conformità alle nuove dottrine fortificatorie comportò la demolizione della cattedrale romanica e del quartiere che la circondava. Fu pertanto costruita una nuova cattedrale in una espansione dell'abitato sulla parte bassa del pianoro dove sorge la città.

Isolata nella campagna alle porte di Venosa, l'Abbazia della SS. Trinità è uno dei più interessanti e suggestivi monumenti medievali dell'Italia meridionale. Si tratta di un complesso di origine paleocristiana, formato da tre parti distinte: la chiesa vecchia, la sede abbaziale e la chiesa nuova rimasta incompiuta. La chiesa vecchia, fondata nel secolo XI, ha una semplice facciata e un portale frammentario della fine del Duecento. Il palazzo abbaziale è aperto a pianterreno da due arcate; al piano superiore i vari ambienti hanno finestre a bifora; una cappelletta è coperta da cupola di tipo musulmano.

La chiesa nuova fu iniziata in forme romaniche di derivazione francese, utilizzando materiale del vicino anfiteatro, di antiche chiese e delle catacombe ebraiche di età imperiale e altomedievale; della grande costruzione, rimasta incompiuta, restano i muri perimetrali, le tre absidi e all'interno il colonnato di destra della navata mediana. Attorno all'abbazia si stende una vasta area di scavo con strutture di età repubblicana e imperiale.

Al termine delle visite trasferimento a Barletta in albergo, sistemazione nelle camere riservate. Cena in ristorante con menu tipico e pernottamento.

 

Sabato 8/12/2018

Prima colazione a buffet in albergo.

In mattinata trasferimento a Trani e visita della celebre cattedrale sul mare. La Cattedrale di Trani, dedicata a San Nicola Pellegrino, è la regina delle chiese di Puglia. La vicinanza al mare, nel quale si riflette, l'aria austera e leggera, la luminosa pietra che ne fa anche una splendida architettura di luce, rendono questo luogo di fede tappa fra le più richieste dei tour in Puglia. Progettata in ideale posizione scenografica, testimonia lo splendore della Trani medievale.

La vicenda dell'edificio ha inizio nel 1099, quando l'Arcivescovo di Bisanzio, dopo aver proclamato santo il giovinetto pellegrino Nicola, cominciò a costruire una chiesa in suo onore. In seguito visse varie fasi costruttive, ma la spinta maggiore alla costruzione fu data tra il 1159 e il 1186.
Solo nel quarto decennio del XIII sec. iniziarono i lavori di costruzione del bellissimo campanile (alto m. 58,90) che si protrassero per più di un secolo. Vista dal mare, non si può non rimanere colpiti dal corpo absidale. Dalla poderosa struttura del transetto si staccano i semicilindri delle tre absidi altissime, da cui emerge prepotentemente quella centrale arricchita da un monumentale finestrone quale la struttura dell'abside richiedeva. Sarà possibile anche salire sui matronei, tra i pochi accessibili in Europa, da dove ammirare dall'alto l'intera bella navata della cattedrale.

A seguire visita del Castello Svevo di Trani, uno dei più importanti e, nonostante le mutazioni subite, uno dei meglio leggibili tra quelli fatti erigere dall'imperatore Federico II di Svevia a tutela del suo prediletto Regno di Sicilia, ereditato dalla madre, la principessa normanna Costanza di Altavilla. La sua fondazione, su un banco roccioso di quota sensibilmente ribassata rispetto alla terra ferma e probabilmente isolato fin dall'origine, comportò la distruzione di un modesto avamposto di vedetta, una piccola torre di guardia riferibile ai secoli X - XI, rinvenuta sotto il piano di calpestio dell'attuale ingresso.

Importante caposaldo sulla costa pugliese del sistema castellare Federiciano, sorge a breve distanza dalla celebre cattedrale, strategicamente collocato al centro di una rada. Su modello dei castelli crociati di Terra Santa, a loro volta debitori dei Castra Romani, ebbe semplice e funzionale impianto quadrangolare, rinforzato ai vertici da torri quadrate.

Pausa pranzo libero nel centro di Trani.

A termine rientro in pullman a Barletta e visita del Castello di Barletta. Il nucleo originario che ha dato vita all'attuale castello di Barletta è stato costruito dai Normanni tra il 1046 e il 1050. L'insediamento costruito da Pietro il Normanno era costituito da una rocca a sud-est. In seguito alla distruzione di Bari e alla nomina di Barletta a capoluogo territoriale, Guglielmo il Malo, tra il 1156 e il 1162, amplia l'edificato erigendo altre due torri, collegate tra loro da una semplice muratura a cui in seguito ne sarà aggiunta una quarta, sul lato sud-ovest, andando così a creare un impianto pseudo-trapezoidale. Il periodo normanno si conclude nel 1194 con la morte di Tancredi.

Tra il 1224 e il 1228 Federico II interviene abbattendo l'area orientale e costruendovi la sua domus federiciana, accentuando gli aspetti decorativi ed architettonici del castello e trasformando quella che in precedenza era una rocca a scopo difensivo in una reggia per la sua corte. Nel 1250 con la morte di Federico II, Carlo I d'Angiò rileva il possesso del castello. All'interno è ospitato tra gli altri il busto di Federico II, forse l'unico esistente al mondo.

Al termine delle visite rientro a Barletta in albergo, sistemazione nelle camere riservate. Cena in ristorante con menu tipico e pernottamento.

 

Domenica 9/12/2018

Prima colazione a buffet in albergo.

In mattinata partenza dall'albergo in direzione della Basilicata.

Trasferimento per la visita del Castello di Lagopesole e visita del castello federiciano. Luogo federiciano per eccellenza, in posizione suggestiva e in un territorio di grande importanza strategica, sin dall'alto medioevo sorge a più di ottocento metri di altitudine nel territorio del comune di Avigliano, in provincia di Potenza, dove fu edificato un castello-residenza (alternativamente citato nei documenti come castrum e domus), generalmente attribuito a Federico II (dal 1242 al 1250, forse il suo ultimo sforzo costruttivo), benché più plausibilmente eretto su precedente costruzione normanna. Verosimilmente i Normanni edificarono in questo luogo una struttura fortificata, anche se fu solo con Federico che il castello assunse le proporzioni e la configurazione più vicine alla situazione attuale.

A seguire trasferimento a Melfi per la pausa pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio visita del bellissimo castello di Melfi. L'origine del Castello di Melfi risale alla fine XI secolo ad opera dei normanni, sorto in posizione strategica che funge da punto di passaggio tra Campania e Puglia. Il suo collocamento era indispensabile per difendersi dagli attacchi esterni e come rifugio per gli alleati. La struttura fu luogo di avvenimenti "storici" durante l'era normanna.

A Melfi, sede della Contea di Puglia, si tennero cinque concili ecumenici, organizzati da cinque diversi Pontefici tra il 1059 e il 1137. Nell'estate del 1059, Niccolò II soggiornò nella rocca fortificata e fu al centro di importanti avvenimenti: in giugno stipulò il Trattato di Melfi, poi, dal 3 agosto al 25 agosto celebrò il Concilio di Melfi I ed infine con il Concordato di Melfi riconobbe i possedimenti conquistati dai Normanni. Il Papa nominò Roberto il Guiscardo duca di Puglia e Calabria. La città di Melfi, passava un periodo fulgido della storia: in tale circostanza fu promossa a Capitale del Ducato di Puglia e Calabria. Roberto il Guiscardo, per sposare Sichelgaita di Salerno vi mandò in esilio la prima moglie Alberada di Buonalbergo.

Nel Castello di Melfi furono organizzati altri Sinodi: il Papa Alessandro II dal primo agosto 1067 presiedette il Concilio di Melfi II; ricevette il Principe longobardo di Salerno, Gisulfo II, ed i fratelli Roberto il Guiscardo e Ruggero d'Altavilla. Nel corso del Concilio di Melfi III, nel 1089, il Papa Urbano II indisse la Prima Crociata in Terra Santa, poi Pasquale II nel 1101 convocò il Concilio di Melfi IV ed infine Innocenzo II nel 1137 celebrò il Concilio di Melfi V, ultimo della serie. Vi fu anche nel 1130 un Concilio di Melfi non riconosciuto dalla Chiesa, perchè organizzato dall'Antipapa Anacleto II, che istituì il Regno di Sicilia. Con la venuta degli svevi, Federico II diede grande importanza al Castello di Melfi e ne apportò alcuni restauri. Nel 1231, il maniero fu il luogo di promulgazione delle Costituzioni di Melfi, codice legislativo del Regno di Sicilia, alla cui stesura parteciparono Federico II assieme a persone come il suo notaio Pier delle Vigne ed il filosofo e matematico Michele Scoto.

Nel 1232, Federico II ospitò al castello il marchese di Monferrato e la nipote Bianca Lancia, che divenne sua moglie e da cui ebbe il figlio Manfredi. Nel 1241, il sovrano svevo rinchiuse nell'edificio due cardinali e vari vescovi francesi e tedeschi, che avrebbero dovuto far parte di un concilio papale che prevedeva la sua destituzione.

Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma. Lungo il percorso di ritorno sarà effettuata una pausa in autostrada.

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Le informazioni sul viaggio
 
Tutte le escursioni e i viaggi sono riservate ai membri del Club di Turismo Culturale Italiano. Iscriversi è semplicissimo e puoi farlo al momento della prenotazione del viaggio con validità al 31/12/2019 [scopri di più]
 
Quota a partire da Euro 775.00 p.p. con pagamento entro il 25/10/2018 (supplemento camera singola Euro 85.00 - camere singole limitate) *
Oltre la data indicata la quota di partecipazione potrebbe subire una variazione. Verificare al momento della prenotazione l'importo della quota di vendita.

La quota comprende:

viaggio in pullman GT e tutti i trasferimenti in pullman GT privato per le escursioni (standard di 2 posti p.p. ca.), tutti i biglietti d'ingresso / spese di apertura dei siti indicati, spese di prenotazione, visite guidate a cura di guide-conferenziere locali e degli esperti di Turismo Culturale italiano, sistemi audio riceventi per le visite, accompagnamento culturale da Roma, pernottamento in hotel cat. 4* sul lungomare di Barletta, prime colazioni a buffet, cene con menu del territorio a quattro portate di mare con abbinamento di vini inclusi, tre pranzi caratteristici di terra lungo il percorso di visita, tassa di soggiorno (ove prevista), assicurazione assistenza medica/bagaglio/R.C., spese parcheggio pullman, ztl, iva, imposte e tasse.


Quota valida con minimo 25 partecipanti. Posti limitati
La quota non comprende tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende".
N.B. Il programma può subire delle modifiche per ragioni non dipendenti dalla nostra volontà.
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Appuntamento alla Partenza
   
Appuntamento alle ore 7.00 p.le Ostiense, mura aureliane [leggi]
 
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