programma
Venerdì 4/03/2016
Appuntamento con i partecipanti al viaggio in piazzale Ostiense e partenza in pullman GT per le Marche. Lungo il percorso sarà effettuata una pausa caffè.
Arrivo a San Severino Marche in mattinata ed inizio delle nostre visite. La cittadina si centra sulla piazza del Popolo. Di forma ellittica, lunga 224 mt su lunghi porticati, è tra le più monumentali piazze del centro Italia.
La cittadina è nota per la forma ellittica della sua vasta piazza ove si affaccia il palazzo del Comune ed altri edifici su caratteristici porticati. Visiteremo la celebre Pinacoteca, costituita nel 1974 e che racchiude opere di Paolo Veneziano, due tele del Pomarancio, il polittico con Madonna e santi di Vittore Crivelli, la Madonna della Pace del Pinturicchio, opere dei fratelli Lorenzo, Jacopo Salimbeni e affreschi di scuola giottesca. Entreremo nel Teatro Feronia, opera dell'architetto Ireneo Aleandri che lo costruì nel 1827 sulle rovine di un teatro ligneo. La struttura neoclassica è di grande qualità con un bel sipario. La parte alta di Sanseverino, sulla cima del Monte Nero, è denominata Castello, la sede della città medievale.
Ammireremo il Duomo nuovo di Sant'Agostino che conserva pregevoli opere. La basilica di "San Lorenzo in Doliolo" del Trecento con una cripta del VI secolo.
Pausa pranzo a San Severino Marche.
Nel pomeriggio ci trasferiremo in pullman nella vicina Cingoli. Immersa in una delle zone più belle, ricche e rare del paesaggi, Cingoli sorge in posizione panoramica sul lato orientale del versante adriatico del gruppo montuoso che si staglia sull'alta valle del Musone.
Cingoli, considerata in relazione alla stupenda veduta panoramica, dalla quale si ha accesso a panorami sconfinati, ha con il tempo permesso alla città di guadagnarsi l'appellativo di “Balcone delle Marche” ed è
uno dei Borghi più Belli d'Italia. la cittadina è anche nota per aver dato i natali a Tito Labieno, luogotenente di Giulio Cesare.
Il borgo conserva, entro le mura, scorci pittoreschi, piazzette, chiese ed un notevole patrimonio di palazzi rinascimentali della nobiltà cingolana, tra cui Palazzo Conti, Palazzo Puccetti e Palazzo Castiglioni, dove nacque, nel 1761, e trascorse buona parte della sua vita Francesco Saverio Castiglioni, asceso al soglio papale nel 1829 con il nome di Pio VIII. Ma Cingoli conserva anche un assoluto capolavoro pittorico custodito nella Chiesa di San Domenico dove, nell'altare maggiore è collocata dal 1539 la grande tela Madonna del Rosario e Santi, una delle opere più complesse del pittore veneziano Lorenzo Lotto.
Al termine delle visite trasferimento in pullman in albergo, assegnazione delle camere riservate. Cena con menu del territorio. Pernottamento.
Sabato 5/03/2016
Prima colazione a buffet.
Partenza dall'albergo in pullman GT in direzione nord per arrivare al piccolo e grazioso borgo di Cagli. Graziosa cittadina ricca di monumenti, posta lungo l'antica via Flaminia alle pendici del monte Petrano (m.1163), dove il torrente Bosso si unisce al Burano. È l'antica Cale che sotto il dominio bizantino fu uno dei capisaldi della Pentapoli interna o montana. Le sue origini, comunque, sono molto più antiche come testimoniato da numerosi reperti. Come città Cagli è già annoverata nell'atto di donazione del re Pipino il Breve a favore della Chiesa romana nel 756. Si tratta della stessa città parzialmente distrutta dal fuoco appiccato dalla fazione ghibellina per sottrarla, cinque secoli dopo, al potere della fazione guelfa. Nella fine del XV secolo entrò nel ducato di Urbino così che Federico da Montefeltro la fece fortificare da Francesco di Giorgio Martini, le cui opere sono oggi visibile nel grande torrione a pianta ellittica.
Nel borgo si ammirano il Palazzo Pubblico, antica residenza ducale, il quattrocentesco Palazzo Preziosi-Brancaleoni e il cinquecentesco Palazzo Tiranni-Castracane, la chiesa di San Francesco, la chiesa di San Domenico, entrambe con interni ad aula arricchiti di tele a affreschi. Monumento romano di grande rilevanza è infine il Ponte Mallio sul torrente Bosso il cui fornice centrale con relativi contrafforti a grandi blocchi di pietra viene fatto risalire all'epoca repubblicana.
A seguire giungeremo nel vicino borgo di Pergola. Il territorio di Pergola risulta abitato fin dalla preistoria, come testimoniato dai numerosi reperti dell'età neolitica, del bronzo e del ferro e, in epoche più recenti, dalle popolazioni umbre, etrusche e romane. E' proprio qui che nel 1946 venne ritrovato il famoso gruppo archeologico dei bronzi dorati da Cartoceto di Pergola.
Pergola nasce come libero comune nel 1234 per creare posti di lavoro e commercio alle popolazioni dei vicini castelli e di Gubbio, la città che aveva giurisdizione sul territorio, estremo lembo del confine nord orientale dell'Umbria e che lo aveva assorbito dall'antica Luceoli. Dal Quattrocento, a causa della sua posizione strategica per i controlli dei traffici e delle vie di comunicazione, il borgo venne aspramente conteso da alcune tra le signorie più importanti dell'Italia del tempo: Sforza, Malatesta, da Montefeltro e Della Rovere. Nel 1631 entra a far parte dello Stato Pontificio.
La nostra visita è focalizzata al gruppo dei Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola, o semplicemente Bronzi dorati da Cartoceto. Si tratta di un gruppo statuario equestre romano composto da due cavalieri, due cavalli e due donne in piedi; rappresentano l'unico gruppo scultoreo in bronzo dorato di provenienza archeologica rimastoci dell'epoca romana. Le vicende del loro ritrovamento, sequestro e della contesa è una vicenda che fece epoca [approfondisci - pdf] Tutti i personaggi probabilmente facevano parte di un'unica famiglia di rango senatoriale. L'identificazione dei personaggi è incerta e nel tempo si sono susseguite diverse ipotesi. Oggi il gruppo, di origine romana, probabilmente risalente al 50 a.C., fa bella mostra di sé nella sala realizzata con soluzioni tecnologiche all'avanguardia, dove una "tenda d'aria" garantisce il microclima ideale per la conservazione di queste statue uniche al mondo.
Pausa pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio proseguiremo l'itinerario trasferendoci a Frontone. I primi documenti che parlano del Castello di Frontone risalgono al Mille e la sua storia è legata a quella delle signorie di Cagli, Gubbio e Urbino.
Nel 1530 il Castello ed il territorio di Frontone divenne contea del Ducato di Urbino, dono di Francesco Maria Della Rovere al nobile Gianmaria Della Porta.
Il Castello, possente costruzione arroccata sulla cima di un ripido colle, testimonia ancora un passato ricco di storia, nobiltà e rispetto anche grazie ai lavori di potenziamento del sistema difensivo progettati da Francesco di Giorgio Martini, famoso architetto e conoscitore della scienza militare. Il piccolo borgo che si articola attorno al castello è un piccolo gioiello di pace e quiete con un panorama davvero notevole.
Proseguiremo l'itinerario trasferendoci, a breve distanza, a Fonte Avellana, uno splendido complesso formato dall'abbazia camaldolese di Santa Croce e ricordata da Dante nell'XXI Canto del Paradiso. Al posto delle originarie celle sparse attorno ad una cappella, sorsero a partire dall'XI secolo numerosi edifici in pietra tra cui il chiostro, la chiesa con cripta, la sala del Capitolo, lo splendido scriptorium, le celle dei monaci, la foresteria e la Biblioteca, nobili e austeri ambienti che si stringono attorno alla massiccia torre campanaria ed ospitano ancor oggi i monaci camaldolesi. Sotto la guida di San Pier Damiani, arrivato nel 1035, le diverse celle sparse vennero ricondotte sotto un'unica regole in grado di conciliare le aspirazioni alla vita eremitica con i vantaggi della vita conventuale, ma anche culturale. Alla fine del XV secolo con il Cardinale Giuliano Della Rovere, futuro Papa Giulio II, il complesso fu ampliato e ristrutturato, raddoppiando il numero delle celle dei monaci, alzando di un piano la fabbrica e praticando finestre simmetriche lungo i muri di cortina.
Al termine delle nostre visite pomeridiane rientro in albergo in pullman.
Cena con menu del territorio. Pernottamento.
Domenica 6/03/2016
Prima colazione a buffet.
Mattinata dedicata alla visita di Fabriano. La storia di Fabriano si perde nel tempo, infatti le testimonianze archeologiche dimostrano che quest'area è stata una delle prime ad essere abitata sin dalla preistoria. Il nucleo originale della città cominciò a delinearsi a partire dall'anno 1000, ma fu nel XIV° secolo che Fabriano ebbe il suo massimo sviluppo economico e sociale, quando grazie alla famiglia dei Chiavelli giunse al rango di Signoria, non è un caso quindi che in questo periodo si sviluppi anche la scuola pittorica fabrianese che ha prodotto artisti come Gentile da Fabriano. Successivamente dopo un breve periodo di sottomissione a Francesco Sforza la città passò sotto il dominio dello Stato Pontificio, che ne sancì una lenta decadenza nei secoli seguenti.
L'itinerario previsto ci condurrà agevolmente ad ammirare le principali testimonianze storiche ed artistiche della cittadina: il Palazzo del Podestà, monumento di forte suggestione, definito uno dei più alti esempi di stile gotico nelle Marche, il Palazzo del Comune già sede della signoria dei Chiavelli, affonda le radici nel secolo XIV, la Cattedrale di S. Venanzio, già Chiesa matrice di Fabriano fondata nell'Alto Medioevo, il Portico dei Vasari, la Fontana Sturinalto nella Piazza Centrale, l'antica Platea Magna, centro politico e civile della città, il Complesso di S. Domenico.
Dopo la pausa pranzo ci trasferiremo a San Vittore delle Chiuse per la visita delle spettacolari Grotte di Frasassi e della chiesa romanica di San Vittore. Le grotte di Frasassi sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano nel territorio del comune di Genga, all'interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Considerate il più grande complesso ipogeo in Europa le Grotte di Frasassi di caratterizzano per un insieme di percorsi sotterranei della lunghezza di circa 30 km, suddivisi in 8 livelli geologici differenti (il nostro itinerario avrà una durata di 45 minuti ed un percorso accessibile a tutti senza alcuna difficoltà). Le grotte sono note per le stalattiti e le stalagmiti, concentrazioni calcaree secolari, dalle più differenti forme.
Il complesso è formato da una serie di grotte di cui la prima, visitabile dall'attuale ingresso, è l'Abisso Ancona, enorme cavità che ha un'estensione di 180 x 120 m ed un'altezza di 200 m; è talmente ampia (oltre 2 milioni di m3 di volume) che al suo interno potrebbe essere contenuto senza problemi il Duomo di Milano. Dopo l'Abisso Ancona si incontra la Sala dei 200, il nome deriva semplicemente dalla lunghezza della grotta, 200 mt appunto. In seguito si incontra il Gran Canyon, ricco di gole e crepacci, tra questi crepacci si trovano le acque del fiume Sentino, si prosegue poi verso la Sala dell'Orsa, caratteristica per la presenza di alcuni pozzi dai quali sgorgano acque solfuree, il giro prosegue poi verso la cosiddetta Sala Infinto.
Usciti dalle grotte visiteremo brevemente la chiesa di San Vittore alle Chiuse, edificio romanico di grande interesse.
Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma con arrivo previsto alle ore 20.30 ca. Lungo il percorso sarà effettuata una sosta in autostrada.