programma
Domenica 28/02/2016
Un'intera giornata in Campania, nella provincia di Caserta, dove tre assoluti gioielli dell'arte, della cultura, del buon vivere, della tecnica e dell'illuminismo, attendono di essere visitati.
Secondo uno scritto del monaco Erchemperto, Ystoriola Langobardorum Beneventi degentium già nell'anno 861 d.C. esisteva un nucleo urbano denominato Casam Irtam.
Originariamente appartenente ai Longobardi, il borgo di Caserta vecchia, fu a partire dall’879 sede di una importante contea e vescovado. Con le incursioni dei saraceni e le devastazioni delle città della pianura, gli abitanti e il clero delle zone circostanti trovarono in Casertavecchia un rifugio sicuro. In questo periodo la popolazione aumentò in modo così considerevole da determinare il trasferimento della sede vescovile dall'antica città di Calatia all'interno del nuovo borgo.
Nel 1062 arrivarono i normanni e si costruì la cattedrale di San Michele Arcangelo, ultimata nel 1153. Nell'edificazione della chiesa e del campanile si prese spunto da diversi stili (arabo-siculi, benedettini, romanici ecc.) e quindi l'insieme è del tutto particolare, una miscela di elementi mediterranei.
Secondo alcuni storici dell'arte, la pianta del Duomo di Caserta Vecchia, similmente a quanto avvenne alla Sant’Angelo in Formis e come anche a Sessa Aurunca, sarebbe stata costruita ad imitazione della Badia di Monte Cassino che andò distrutta nel 1349. L’intero complesso è tra i più rimarchevoli dell'intero Mezzogiorno italiano.
L’itinerario ci condurrà in visita alla Cattedrale, al Castello e ad ammirare gli angoli di questo vero gioiello del Medioevo italiano, restaurato e ricco di scorci pittoreschi.
All'interno del caratteristico borgo di Caserta Vecchia svolgeremo una pausa pranzo.
Poco distante visiteremo il famoso Reale Sito di San Leucio, luogo simbolo inserito nelle liste dei patrimonio mondiali dell'Umanità dell’UNESCO.
Il sito è conosciuto in tutto il mondo per l’antica manifattura specializzata nella produzione di tessuti pregiati. Il complesso è costituito da un borgo per gli operai concepito con la volontà di gratificare ed aiutare il lavoratore-operaio, migliorandone le condizioni di vita e conseguentemente anche di lavoro, quasi a riprendere l'idea dell'organizzazione “colbertina” francese.
Infatti, oltre al celebre opificio, San Leucio è anche un borgo attrezzato - sul modello di alcune simili esperienze inglesi e scozzesi - per gli operai.
Siamo nel 1778 e autori di questo straordinario ed innovativo progetto - il primo del genere in Italia e tra i più importanti a livello europeo- furono il re Carlo III di Borbone, il famoso ministro Bernardo Tanucci e l’architetto Francesco Collecini.
La visita alla manifattura con i macchinari originari e il processo produttivo costituiscono una esperienza da non perdere anche grazie ai restauri degli ultimi decenni che lo hanno reso fruibile.
Infine giungeremo alla basilica di Sant’Angelo in Formis, posta alle falde del monte Tifata e famosa per l'omonima basilica benedettina di stile bizantino.
La prima costruzione della basilica si può far risalire all’epoca longobarda ma nel 1072 l'allora abate Desiderio dell'abbazia di Montecassino (poi nominato papa con il nome di Vittore III) decise di ricostruire la basilica. A lui si devono infatti i superbi affreschi di scuola bizantino-campana che decorano l'interno e che costituiscono uno tra i più importanti e meglio conservati cicli pittorici dell'epoca nel sud Italia. L'intero complesso, anche grazie alla terrazza belvedere con affaccio alla vallata-pianoro antistante - è senza dubbio di estrema suggestione.
Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma con arrivo previsto alle ore 20.00 ca.