programma
Domenica 3/04/2016
Appuntamento in piazzale Ostiense e partenza in pullman GT per la Campania con arrivo previsto a metà mattinata. Lungo il percorso sarà effettuata una sosta caffè in autogrill.
Quest'area della Campania custodisce importantissime testimonianze storiche in grado di raccontare, attraverso le millenarie pietre, secoli di storia. Ma anche di ingegneria romana, di mitraismo, di arte longobarda, bizantina, normanna e federiciana.
La giornata inizierà dalla città di Santa Maria Capua Vetere. Qui sorgeva la Capua dell'antichità. Altera Roma, l'altra Roma: così la chiamò Cicerone nel I secolo a.C. Era probabilmente la più grande città d'Italia nel IV secolo a.C.
Santa Maria Capua Vetere appare come uno dei tanti vivaci centri che popolano la pianura Campana. Il territorio è particolarmente fertile tanto che i Romani lo consideravano "Felix": ferace, estendendone poi il concetto dalla natura all'intera Campania. Venne distrutta a seguito di incursioni Vandaliche prima e successivamente saracene nell'841 d.C., dopo oltre 16 secoli di storia.
L'Antica Capua fu anche il luogo d'origine della rivolta dei gladiatori capeggiati da Spartaco. Qui sorgeva un'importante Scuola dei Gladiatori e, nell'Anfiteatro Campano, si svolgevano magnifici incontri. Visiteremo il famoso Anfiteatro Campano, secondo per dimensioni solo al Colosseo, che probabilmente servì come modello essendo stato il primo anfiteatro del mondo romano.
Venne costruito da una colonia conquistata da Augusto dopo la battaglia di Azio, intorno al I secolo a.C.; fu restaurato da Adriano nel 119 d.C., il quale fece aggiungere statue e colonne mentre Antonino Pio lo inaugurò nel 155 d.C. A breve distanza avremo modo anche di entrare nel Museo dei Gladiatori che conserva alcuni importanti elementi capaci di narrare le vicende costruttive e decorative dell'edificio e dei giochi gladiatori.
Continueremo le nostre visite mattutine con il Mitreo, scoperto nel 1922, che conserva uno dei rarissimi esempi di pittura parietale.
Il mitreo di Santa Maria Capua Vetere, dedicato al culto del dio persiano Mitra, fu costruito tra il II e il III secolo d.C. Esso è caratterizzato da un'aula sotterranea rettangolare con volta a botte, dipinta a stelle a sei punte con colori verdi e rossastri e con una pavimentazione realizzata in cocciopesto.
Nel pomeriggio, a breve distanza, passeremo in visita alla splendida cittadina di Capua, vero gioiello dell'urbanistica che conserva un enorme patrimonio artistico ed architettonico.
La città sorge all'interno di un'ansa del fiume Volturno, circondato sul lato aperto da mura con fossati, splendido esempio di fortificazione del XVI-XVII secolo. Dopo aver vissuto un lungo periodo di splendore, dopo la caduta di Roma, fu saccheggiata nell'anno 455 dalle truppe guidate da Genserico.
Rifiorì nel X secolo come capitale del Principato di Capua, stato autonomo esteso su tutta la “Terra di Lavoro” fino al fiume Garigliano, dominando su Montecassino e su Gaeta, opulento porto tirrenico. Poi vennero Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi.
Due figure trasformeranno per sempre la città: Federico II, che la amava particolarmente e Carlo V considerandola un vero baluardo. Le visite ci porteranno alla scoperta dei suoi monumenti civili e religiosi: il Castello delle Pietre o dei Normanni risalente al 1062; il Castello di Carlo V, voluto dall'Imperatore nel 1542 come parte del rafforzamento difensivo della città; il Palazzo Fieramosca, costruito in stile gotico nel ‘200 dove, nel 1476, vi nacque Ettore Fieramosca, l'eroe della disfida di Barletta; il celebre Ponte Romano e le Torri di Federico II, voluti dall'Imperatore svevo nel 1234 e uno dei simboli della città.
Ma Capua conserva anche un numero impressionante di splendide chiese con influenze artistiche di lontana origine bizantina, longobarda o normanna.
Percorreremo in visita il tratto urbano dell'antica via Appia ove incontreremo la bella chiesa dell'Annunziata risalente alla fine del XIII secolo e sorta lungo la via Appia; la chiesa di Sant'Angelo in Audoaldis, di origine altomedioevale; le tre chiese longobarde, sorte sui resti del Palazzo dei Principi Longobardi; esse sono costituite da San Salvatore a Corte (960), ristrutturata in epoca normanna; San Giovanni a Corte (X secolo), rifatta nel '700; San Michele a Corte (IX - X secolo), dedicata all'Arcangelo patrono dei longobardi.
Le nostre visite si incentreranno su due dei più importanti monumenti capuani. Il Museo Archeologico Campano e le torri federiciane dell'antico ponte romano sul fiume Volturno.
Il museo è ospitato nella Torre di Sant'Erasmo, eretta in epoca medievale sul tempio capitolino della città romana. Fu utilizzata in seguito da Longobardi e Normanni come fortezza per divenire residenza dei sovrani svevi, angioini e aragonesi. Qui vi nacque Roberto d'Angiò nel 1278 che trasformò la fortezza prima in archivio reale e poi in scuderia regia. Poco dopo vi venne ospitato papa Bonifacio VIII, appena eletto papa. Vi si conserva una tra le più importanti collezioni archeologiche della Campania e d'Italia. I capolavori esposto sono di assoluto valore: tra queste le "Matres", dei simulacri votivi raffiguranti, una donna seduta, ricoperta da una tunica e che regge sul grembo uno o più bambini in fasce in atto di offrire se stessa e la sua prole alla divinità altrice e tutelare nel tempio venerata. Esse costituiscono non solo la più singolare stipe sacra che sia mai emersa dai depositi di un santuario italico ma un complesso di produzione scultorea unico, in senso assoluto in tutta la Penisola.
Nei pressi infine avremo modo di ammirare la Porta delle due Torri, una monumentale architettura fortificata creata dall'imperatore Federico II di Svevia, dove il ponte romano attraversa il Volturno e che costituiva la principale porta di accesso in città arrivando da nord. La costruzione fu ordinata nel 1234 all'architetto Niccolò di Cicalae fu terminata nel 1240.
Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma con arrivo previsto alle ore 20.00 ca.