programma
Domenica 21/02/2016
Questa nostra giornata ci porterà alla scoperta di alcune gemme del Medioevo della nostra regione, poste in Ciociaria, nel territorio della provincia frusinate.
Le nostre visite avranno inizio da un grazioso borgo ciociaro noto per le cascate urbane del fiume Liri, Isola del Liri, dove, solenne e solitario, si erge la poderosa mole del castello.
Il Castello Boncompagni-Viscogliosi di Isola del Liri, monumento nazionale, è uno dei complessi architettonici più imponenti e meglio conservati di tutta la Provincia di Frosinone, realizzato su un grande blocco di travertino che sbarrando il corso al fiume Liri lo divide in due rami a formare le famose cascate, la più nota Cascata Verticale a sud e la non meno suggestiva Cascata del Valcatoio a ovest, alte quasi 27 metri ed aventi la particolarità di essere le uniche al mondo a precipitare in un centro abitato.
Le prime notizie del castello dell'Isola risalgono al 1004 quando i monaci di Montecassino trasformarono alcune rozze costruzioni ivi presenti in luogo di preghiera e di pace dopo averle ricevute in dono da tale Raniero.
Nel '400 lo stato di Sora, dipendente dal re di Napoli, divenne contea e poi ducato.
Il primo duca che fissò stabilmente la sua residenza nel castello dell'isola fu Leonardo Della Rovere, nipote del Papa Sisto IV e marito di Caterina figlia bastarda del re di Napoli Ferdinando I d'Aragona.
I Della Rovere rimasero nel castello fino al 1579 anno in cui Papa Gregorio XIII comprò l'intero ducato di Sora per 100.000 scudi e l'avvenimento fu festeggiato in Roma in forma solenne. Successivamente il ducato fu ampliato con l'acquisto dello stato di Arpino di cui facevano parte Aquino e Roccasecca dai Marchesi d'Avalos.
Fu Jacopo Boncompagni ad ampliare il Castello e abbellirlo, spesso in occasione di matrimoni.
Così come i nomi dei Duchi furono iscritti sui portali, gli stemmi delle diverse famiglie imparentate trovano ospitalità nelle fasce decorative e negli stucchi che ornano il piano nobile del Castello. Sono così rappresentati i leoni rampanti degli Sforza con le mele cotogne, le scarpette degli Zapata, lo scudo dei Ruffo, l'aquila e il leone dei Gallio e tutte le imprese araldiche pertinenti alla famiglia Boncompagni.
Antonio Maria, ottavo duca di Sora per disagi economici vendette il ducato nel 1796 al Re di Napoli ritirandosi a Roma.
Il Castello dell'Isola assurse allora al ruolo di Palazzo Reale e fu talvolta utilizzato da Ferdinando IV.
Nel 1850 fu venduto a Sig. Giuseppe Polsinelli che ne sviluppò l'uso industriale trasformando gli splendidi saloni in sale per la tessitura, la filatura e la tintura della lana.
Nel 1924 il sito ormai in abbandono fu acquistato dall'ing. Angelo Viscogliosi che tornando dal Politecnico di Zurigo con in tasca una laurea in Ingegneria Meccanica aveva ben pensato di sfruttare il salto della Cascata Verticale per ricavare energia elettrica utile alla cartiera di famiglia posta a meno di un chilometro di distanza.
A lui, che aveva intuito la primitiva bellezza dei disadorni ambienti industriali, si deve la rinascita del Castello e della cappella di Santa Maria, la piantumazione dei giardini e il restauro della cascata. I figli e i nipoti di Angelo Viscogliosi continuano la sua opera curando manutenzione e restauri, conservando l'uso residenziale del Castello, ed aprendolo al godimento di studiosi e visitatori, come anche la Cappella della Madonna delle Grazie è aperta alla devozione degli Isolani.
Al termine delle nostre visite mattutine avrà luogo la pausa pranzo a Isola del Liri (possibilità di prenotazione del pranzo).
Nel pomeriggio, a breve distanza da Isola del Liri, giungeremo a Collepardo dove visiteremo un altro monumento nazionale, la Certosa di Trisulti, immersa tra secolari boschi di querce in una cornice naturale quasi integra.
Risalente originariamente all'anno 996, la certosa venne fondata nel 1204 per volontà di Papa Innocenzo III e affidata, dal 1208, ai monaci Certosini.
Il complesso nel corso dei secoli è stato ampliato e modificato più volte, e si presenta oggi in eleganti linee barocche. Nel piazzale principale si imposta l'antica foresteria realizzata in sile romanico-gotico e chiamato "palazzo di Innocenzo III", che si caratterizza per un elegante portico dove si apre l'antica biblioteca (36.000 volumi), e la chiesa di San Bartolomeo.
La chiesa è dedicata alla Vergine Assunta, a san Bartolomeo e al fondatore dei certosini, San Bruno. La struttura ha un'origine gotica ma venne rimaneggiata con importanti cicli decorativi barocchi a cui si aggiunse la bella facciata della fine del Settecento opera dell'architetto pontificio di origine senese Paolo Posi.
La certosa è celebre per l'antica farmacia del XVIII secolo, costituita da ambienti disposti su due livelli; è decorata con realistici trompe-l'œil di ispirazione pompeiana e magnifici armadi settecenteschi.
Il salotto d'attesa è detto salottino del Balbi: anch'esso è stato decorato — in maniera molto originale — dal pittore napoletano; il dipinto che ritrae frate Benedetto Ricciardi, all'epoca direttore della farmacia, si distingue per l'elevato realismo e la complessa costruzione prospettica. All'interno della farmacia si possono ancora ammirare, custoditi da secoli all'interno di eleganti armadi, i vasi in cui erano conservate le erbe medicamentose e i veleni estratti dai serpenti.
Estremamente interessante il giardino antistante la farmacia in cui le siepi di bosso ripropongono forme animali: un tempo era l'orto botanico. o per meglio definirlo, il cosiddetto giardino dei semplici per le piante medicinali utilizzate dagli erboristi e farmacisti della farmacia certosina.
La Certosa è oggi officiata dai monaci cisterciensi della vicina abbazia di Casamari ed è per questo ancora importante luogo di culto. Dal XIX secolo il complesso architettonico della certosa di Trisulti fa parte dei Monumenti Nazionali dello Stato Italiano.
Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma con arrivo previsto alle ore 19.00 ca.