programma
Sabato 23/07/2016
Appuntamento con i partecipanti all'escursione in piazzale Ostiense alle ore 7:00 (nuovo orario) e partenza in pullman GT per Napoli in autostrada. Lungo il percorso di viaggio sarà effettuata una pausa caffà in autogrill.
Una intera giornata in mare dedicata alla scoperta delle testimonianze archeologiche sommerse a causa del bradisismo.
Questo itinerario si articola tra l'area marina protetta della Gaiola a Posillipo, la Cala Trentaremi e Baia dove, con due diverse imbarcazioni entrambe con fondo trasparente, avremo occasione di ammirare i fondali archeologici delle ville romane giacenti sotto metri d'acqua di mare e che ci darà occasione di contemplare le splendide coste rocciose e le sue ville.
Inizieremo dalla celebre collina napoletana di Posillipo, con le ville sontuose e nascoste, le discese a mare, i costoni a strapiombo sull'acqua, gli edifici eleganti, il panorama mozzafiato. E' senza dubbio uno dei luoghi più celebrati con i tanti dipinti e vedute ad immortalare il Golfo di Napoli. Il nome deriva dall'imponente villa che vi sorgeva in età romana di Pausilypon (luogo che fa cessare gli affanni) che si estendeva tra la Cala di Trentaremi, le isole della Gaiola, le cale di San Francesco e dei Lampi fino all'attuale Marechiaro.
Oggi finalmente l'area è oggetto di adeguata attenzione sia dal punto di vista della conoscenza scientifica che della tutela e della valorizzazione. Sulla punta di capo Posillipo si trova uno dei due Parchi sommersi. quello della Gaiola, istituito nel 2002 nelle acque antistanti gli isolotti della Gaiola e il porticciolo di Marechiaro, con finalità di protezione Archeologica ed Ambientale.
La prima navigazione ci porterà a navigare al largo della costa della riserva marina protetta della Gaiola alla scoperta della villa appartenuta al cavaliere romano Publio Vedio Pollione e successivamente ereditata da Augusto.
Le strutture della villa che sorgevano a picco sul mare, sommerse in seguito dal fenomeno del bradisismo e dalle variazioni del livello dell'acqua, sono state inserite nell'ambito dell'Area Marina Protetta del Parco Sommerso di Gaiola. Grazie a questo importante vincolo l'intera area è finalmente protetta dalle speculazioni e devastazioni edilizie e dal degrado urbano. La barca dal particolare fondo trasparente, garantisce interamente la lettura delle aree archeologiche oggi sommerse.
Dal mare avremo occasione di ammirare anche la spettacolare formazione rocciosa a picco sul mare della collina, con scenari e vedute di grande suggestione ed impatto naturalistico grazie ad una vegetazione rigogliosa e fluente del tutto intatta grazie all'isolamento dell'area. Ammireremo anche l'isolotto della Gaiola, curioso ed affascinante scoglio nel mare con una costruzione in rovina ed un ardito ponticello. L'area gode di divieto di attraversamento di natanti e per questo garantisce un assoluto silenzio ed una grande suggestione.
Sbarcati a terra proseguiremo in pullman a Baia dove effettueremo una piacevole pausa pranzo nel caratteristico porticciolo di Baia.
Da qui nel pomeriggio avremo modo di effettuare la nostra seconda navigazione al largo di Baia con il battello Cymba, un'imbarcazione dall'ampio ponte e dal fondo finestrato che consente ai passeggeri di navigare osservando le ville, i mosaici policromi ed i reperti sommersi appartenenti alle numerose costruzioni del porto e strutture annesse, di ville ed edifici romani, comodamente seduti sotto il livello del mare.
Nell'antichità il porto di Baia era difeso da una stretta e lunga diga, gettata sulla spiaggia, che partiva dalla Punta dell'Epitaffio e si congiungeva alla punta Caruso, sulla quale passava la Via Herculanea.
Nella diga si apriva un canale che permetteva l'entrata delle navi nel bacino del Lucrino e da qui, con un'altro canale scavato nella roccia, nel lago d'Averno. La vita militare di questo porto fu breve, a causa dell'insabbiamento, poiché già nel 12 a.C., la flotta militare fu spostata nel vicino bacino naturale di Miseno e il porto venne riconvertito a scopo civile. La zona, dopo la parentesi militare, ritorna ad essere un luogo sacro delle divinità infernali e alle cure termali, nonché luogo di lussuose residenze. Le infrastrutture portuali, nei secoli successivi sono legate al destino del bradisismo. Cassiodoro ci informa, che alla fine del V secolo, la diga foranea del porto che discendeva fu distrutta. Nei secoli successivi si ha la completa scomparsa sott'acqua della diga e di tutte le strutture antiche, tanto che il Lucrino si unificò con il mare.
Dal mare si ammirerà l'intera area dei Campi Flegrei, dominati a sud da Pozzuoli con l'isolotto del Rione Terra e da nord dal magnifico scenario del castello Aragonese, una massa architettonica davvero imponente che sorveglia l'entrata al porto. Splendide anche le vedute sulle ville di terra e sull'abitato dell'intera Pozzuoli.
Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma con arrivo previsto alle ore 20.00 ca.