programma
Giovedì 18/02/2016
Escursione per ammirare, per la prima volta, alcuni gioielli della città di Pompei finalmente riaperti dopo importanti lavori di restauro e risistemazione.
Il restauro è stato condotto dalla Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia con i fondi del Grande Progetto Pompei.
Le domus oggetto di questi importanti lavoro sono la Fullonica di Stephanus, la Casa del Criptoportico, la Casa di Paquius Proculus, la Casa del Sacerdos Amandus, la Casa di Fabius Amandio e la Casa dell'Efebo.
Gli interventi e i lavori di restauro eseguiti su queste domus sono stati preminentemente di tipo strutturale ma hanno riguardato anche i numerosi apparati decorativi quali splendidi mosaici pavimentali o affreschi parietali. Sono state utilizzate - ad esempio - nella Fullonica di Stephanus strumentazioni laser che hanno garantito il recupero del colore e delle tonalità originarie degli affreschi. In altre domus si è provvisto anche al rinforzo strutturale e alla nuova impermeabilizzazione dei solai della domus di Paquius Proculus, Sacerdos Amandus e Fabius Amandio.
La cosiddetta Fullonica di Stephanus era una tintoria per il trattamento delle stoffe che venivano colorate in una grande vasca posta al centro dell'edificio ed è costituita dalla ristrutturazione di una casa preesistente. La struttura è suddivisa in due livelli, il piano terra all'attività lavorativa e quello superiore all'abitazione e all'asciugatura dei panni.
La Casa del Criptoportico è collocata sulla via dell'Abbondanza e deve la sua moderna denominazione alla presenza di un lussuoso criptoportico con grandi finestre, sul quale si aprivano una stanza di soggiorno e quattro ambienti termali coperti da volte originariamente decorate in fine stucco.
La Casa di Paquius Proculus venne scoperta con la campagna di scavi del 1910. Risale al II sec a.C. e si sviluppa su tre livelli in opera incerta. L'accesso principale conserva il celebre mosaico con il cane alla catena fra porte semi aperte.
L'atrio reca uno straordinario pavimento a riquadri geometrici con animali, remi, timoni e testine umane è tra i più estesi e meglio conservati di Pompei. Si conservano inoltre decorazioni pittoriche di I Stile e IV Stile. La parte posteriore della casa è occupata dal peristilio con colonne in calcare rivestite di intonaco rosso. Al centro del giardino si apre una vasca in marmo con quattro colonne che sostengono ol pergolato.
Tra gli ambienti che si aprono sul peristilio figura un sontuoso triclinio.
La Casa del Sacerdos Amandus fa parte dei primi condomini realizzati lungo la via dell'Abbondanza. Il nome deriva da una scritta di sostegno al sacerdote posta a fianco della porta d'ingresso della struttura e che reca l'iscrizione elettorale ed in osco “Spartacs”, un gladiatore. E' decorata da affreschi di III Stile.
La cosiddetta Casa dell'Efebo è
così denominata per il ritrovamento di uno splendido portalampada in bronzo oggi custodito al Museo archeologico di Napoli,
copia di un originale greco databile al V sec. a.C., che il proprietario della domus, P. Cornelio Tegete, trasformò in un singolare e bel portalampada. È una domus tipica del ceto medio mercantile pompeiano, arricchitosi dai traffici commerciali. Essa si compone dall'unione di diverse costruzioni comunicanti e conserva un triclinio arricchito da un emblema in opus sectile al centro del pavimento, e nel giardino si trova un gran dipinto di Marte e Venere, con un larario addossato al castellum aquæ.
Nei pressi entreremo anche all'interno del'ultima delle strutture riaperte, la Casa di Fabius Amandio.
Il pomeriggio sarà dedicato alla visita della celebre Villa dei Misteri che dopo due anni di restauri è tornata visitabile.
Scavata nel 1909, la cosiddetta Villa dei Misteri risale II secolo a.C. nella zona suburbana di Pompei a nord della città ed in seguito, in età augustea, ebbe il suo periodo di splendore, quando venne ampliata e abbellita. Nata come villa d'otium, dotata di ampie sale e giardini pensili a poca distanza dal mare, cadde in rovina dopo il terremoto del 62 d.C., per poi essere trasformata in villa rustica con l'aggiunta di attrezzi agricoli e di torchi per la spremitura dell'uva.
Fin dal primo momento la scoperta suscitò grande interesse, grazie al ritrovamento di un ciclo pittorico importantissimo, da cui la villa prende il nome, e sulla cui interpretazione oggi ancora si discute.
Senza ombra di dubbio la Villa dei Misteri è tra le più importanti del mondo romano grazie alla serie di affreschi del triclinio che raffigurano riti misterici.
Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma con arrivo previsto alle ore 20.00 ca.