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Le Regge Estensi dell'Emilia
  I gioielli della Bella provincia Italiana: Carpi, Sassuolo, Vignola, Modena, Correggio...
   
  Venerdì 8 / Domenica 10 Aprile 2016
 
 
 
Un esclusivo itinerario in visita ad uno dei ducati dell'Italia Rinascimentale tra ville, palazzi e castelli. Dalla reggia di Colorno, la “piccola Versailles”, al maestoso palazzo ducale di Modena, alla scoperta di una tra le famiglie più celebrate d'Italia: gli Este.
 
 
 

programma

 

Venerdì 8/04/2016

Appuntamento con i partecipanti al viaggio in piazzale Ostiense e partenza per l'Emilia in pullman GT. Lungo il percorso saranno effettuate due soste in autostrada.

In mattinata visita della Rocca di Vignola.

La Rocca di Vignola, si presenta al visitatore come un imponente quadrilatero, prodotto finale di tante fasi costruttive ed in particolare di quelle apportate dai Grassoni prima e dai Contrari poi, che l'hanno trasformata da roccaforte ad imponente residenza nobiliare. Il toponimo Vignola deriva dal latino “vineola”, che significa “piccola vigna” e, ancora oggi la pianta della vite compare nel gonfalone della città. Non si conosce, invece, con certezza l'anno di fondazione della Rocca, ma si può ragionevolmente supporre che sia stata edificata negli anni successivi alla fine della dinastia Carolingia per fronteggiare le invasioni degli Ungari, quando a difesa dei nuclei abitati vennero innalzate torri e recinti fortificati. La tradizione attribuisce alla stessa Abbazia nonantolana l'erezione di questo primo fortilizio. La Rocca, edificata su roccia calcarea, si configura oggi disposta su cinque piani, dai sotterranei, dove si trovano le Sale dei Grassoni e dei Contrari, ai camminamenti di ronda. Per quanto concerne le sale e la loro funzione d'uso, al piano terreno si aprono quelle riservate alla rappresentanza, cioè adibite ai momenti pubblici ed ufficiali della vita di corte: banchetti, feste, musica, teatro, amministrazione della giustizia. Il primo piano era, invece, dedicato al privato, agli appartamenti dei signori e dei loro ospiti.

Pausa pranzo a Vignola. Nel pomeriggio trasferimento a Sassuolo e visita del palazzo Ducale.

Il seicentesco palazzo ducale di Sassuolo trae origine da un precedente castello, detto comunemente Rocca, costruito nel 1458 da Borso d'Este marchese di Ferrara e signore del luogo. Il castello passò poi ai principi Pio, che nel 1609 lo cedettero a Cesare d'Este che aveva scelto Modena come capitale del ducato di Modena e Reggio dopo la perdita di Ferrara in favore del papa Clemente VIII. Il castello fu poi fatto trasformare in palazzo dal duca Francesco I d'Este, uomo colto e molto ambizioso che, nonostante l'esiguità del suo piccolo ducato, svolse un'attività politica di respiro europeo e volle che la sua corte potesse stare alla pari delle grandi corti d'Europa. Per questo motivo volle trasformare il vecchio castello costruito a Modena dall'avo Obizzo d'Este nel grandioso Palazzo ducale opera dell'architetto Bartolomeo Avanzini consigliatogli dal Bernini, che gli farà quello stupendo ritratto marmoreo conservato oggi alla Galleria Estense di Modena con il ritratto a olio dello stesso duca del Velázquez.

Inglobando il vecchio castello l'Avanzini costruì un palazzo monumentale che fu decorato soprattutto dal pittore francese Jean Boulanger ed anche da molti altri artisti italiani dell'epoca come Giacomo Monti, Baldassarre Bianchi, Pier Francesco Cittadini, Michelangelo Colonna e il Guercino. Al primo piano è una grande galleria con opere di Monti e di Bianchi per l'architettura dipinta e gli ornati. Dalla galleria, che ha ampie vetrate sulla facciata verso la piazza che precede il palazzo e da cui riceve la luce, si accede alle varie stanze tutte affrescate generalmente con scene mitologiche e allegorie di varie Virtù ad opera del Boulanger e in piccola parte dal suo allievo Pietro Galluzzi da Urbino. In una sala detta dei cavalli, secondo un'antica descrizione del palazzo, erano anche sei grandi tele rappresentanti sei Principi estensi a cavallo, opere d'insigni pittori italiani. Su una parete è dipinto Francesco I a cavallo con lo sfondo della città di Modena, con la cittadella pentagonale fatta costruire da lui a difesa della città. È opera del noto pittore Lodovico Lana. Il salone è anch'esso tutto affrescato dal Colonna e dal Monti ed è dedicato essenzialmente alle glorie di Casa d'Este.

A fine visite trasferimento a Modena, sistemazione in albergo, cat. 4*. Cena tipica con menu del territorio e pernottamento.

 

Sabato 9/04/2016

Prima colazione a buffet in albergo. Trasferimento in pullman a Colorno.

La Reggia di Colorno, la Versailles dei Duchi di Parma, si trova a Colorno in provincia di Parma; fu costruita dal Duca Francesco Farnese, su ciò che rimaneva dell'antica rocca risalente al XIV secolo. Fu la Contessa Barbara Sanseverino che trasformò la rocca in un palazzo facendone la sede di un importante centro culturale. Dopo la condanna a morte della contessa, la reggia passò ai Farnese. Molti interventi furono progettati dall'architetto di Corte Ferdinando Galli Bibiena: il Palazzo, il giardino e le fontane di Colorno, divennero famose presso le altre corti per la loro bellezza. Nel 1731, quando morì l'ultimo dei Farnese, il Ducato di Parma passò a Carlo III di Borbone che trasferì molte collezioni e arredi del palazzo, a Napoli.

La reggia è una complessa struttura architettonica, con oltre 400 sale, corti e cortili e con un bellissimo giardino alla francese ristrutturato solo di recente. Suggestivi gli appartamenti del duca e della duchessa. Alle sale del piano nobile si accede tramite uno scalone, collegato alla Galleria e alla Sala d'Armi. Dalla Galleria si può giungere all'interno della prima torretta, che da sul giardino e nella quale si trova un delizioso salottino cinese. La sala più grande della Reggia è appunto la Sala Grande, voluta dal Petitot, all'interno della quale vi è un bellissimo camino realizzato da Boudard in marmo di Carrara. la seconda sala più grande è quella della Musica, non ancora restaurata. La sala meglio conservata è quella della Compagnia.

Ma l'ambiente più affascinante è l'osservatorio astronomico; nella volta sono raffigurati la rosa dei venti e i segni zodiacali. Pur essendo sale di rappresentanza, gli ambienti sono ridotti e intimi, in perfetta consonanza con il gusto francese dell'epoca. Sotto Francesco Farnese (inizi del XVIII sec.) vi fu la realizzazione, su progetto del Bibiena, del “Gran Parco”; tra i vanti del giardino c'era la Grotta Incantata, dotata di automi. La ristrutturazione dei giardini si ebbe sotto il Petitot, tra il 1750/1760, che si adeguò alla moda francese con la collaborazione del Delisle. Sotto Maria Luigia (seconda moglie di Napoleone) il parco venne trasformato in giardino all'inglese. Oggi la Provincia di Parma ha ripristinato la prima parte del giardino ricostruendo il parterre alla francese.

A fine visita trasferimento a Fontanellato per la visita del magnifico castello-palazzo.

Il visitatore viene scoprendo quasi all'improvviso la Rocca di Fontanellato, percorrendo strette strade di impianto medioevale, dove si aprono minute botteghe sotto bassi portici dagli architravi in legno e dalle rustiche pilastrature. La Rocca, circondata da una grande fossato si presenta con un'eleganza aristocratica singolare, che la rende inconfondibile. Castello che non ha perso nulla del fascino che gli deriva dall'esser stato una costruzione di difesa militare nei tempi ferrigni ed aspri del medioevo. La cinta esterna venne eretta, a partire dal torrione quadrato posto a nord - che in origine era molto più alto - probabilmente dopo il 1386 e completata su pianta quadrata prima del ‘400. La rocca Sanvitale presenta al suo interno diverse opere artistiche e testimonianze storiche di pregio. L'opera artisticamente più importante da segnalare riguarda la saletta di Diana ed Atteone, affrescata da Francesco Mazzola detto Il Parmigianino. Nella "sala di Maria Luigia" è presente l'opera di Antonio Canova "La mano con fior al polso". Nelle altre diverse sale della rocca si possono trovare poi numerosi oggetti di artigianato storico, come porcellane e posate, e cimeli della famiglia Sanvitale.

Così tutta la Rocca di Fontanellato unisce il senso di forza e di compatta solidità propria delle costruzioni militari con una grazia, un po' acerba, ma evidente, proprie di un'età signorile, che veniva scoprendo l'umanesimo e con esso i piaceri dell'intelligenza e del vivere. Le stanze, con arredi e decorazioni di vari periodi storici, tra il XVII e il XIX secolo, sono state destinate a museo. È presente un'esposizione di armi e cimeli della famiglia Sanvitale.

Pausa pranzo a Fontanellato.

Nel pomeriggio trasferimento a Carpi e visita del celebre palazzo principesco.

Il Palazzo dei Pio di Carpi, comunemente detto Castello, come noi lo vediamo ora, visivamente unitario benché composto da edifici disomogenei per datazione e caratteristiche, è una struttura che si estende da est a ovest tra le due piazze principali della città. L'apparente uniformità è data dalla facciata principale di ponente che è costituita, oltre che dalla parte centrale rinascimentale, dalla aggiunzione estense del 1580 e dalle cosiddette "Stanze del Vescovo" a sud, a congiungere la parte centrale rispettivamente con la torre del Passerino a nord e col Torrione di Galasso o degli Spagnoli a sud.
Il complesso del Palazzo dei Pio è frutto dell'assommarsi di edifici differenti per tipologia, datazione e funzione. La costruzione di queste strutture con le relative decorazioni, è avvenuta tra l'XI e il XVIII secolo, anche se oggi si sono perse le architetture più antiche e la parte esistente più antica dell'edificio, la Torre del Passerino, è databile al 1320 circa. Dall'Uccelliera al Torrione, dalla facciata alla Rocca Vecchia da nord a sud, un viaggio alla scoperta delle oltre duecento sale del Palazzo dei Pio.

Attraverso lo scalone d'onore, con begli apparati decorativi in pietra realizzati da Bartolomeo Spani, si accede alla loggia di primo ordine e quindi, attraverso la sala dei Mori, all'appartamento nobile. È questo il percorso rinascimentale di accesso al palazzo, quello che passando per la piazza e il cortile, costituiva un itinerario di avvicinamento al signore attraverso i luoghi di rappresentanza della sua residenza.

A breve distanza raggiungeremo infine raggiungeremo il Palazzo dei Principi di Correggio. Costruito tra la fine del XV secolo ed il 1508 (data di ultimazione dei lavori dell'ala nord-ovest e di parte dell'ala sud), il Palazzo dei Principi fu dapprima residenza di Francesca di Brandeburgo, vedova del conte Borso da Correggio, e dei suoi figli Gian Francesco e Manfredo. Dopo la caduta del Principato correggesco, il Palazzo fu per oltre due secoli sede del Governatore Estense e degli uffici di governo (Provveditore Ducale, Cancelleria, Dogana).

A fine visite trasferimento a Modena, sistemazione in albergo, cat. 4*. Cena tipica con menu del territorio e pernottamento.

Domenica 10/04/2016

Prima colazione a buffet. Rilascio delle camere e, a piedi, raggiungeremo per la visita il palazzo ducale di Modena, sede dell'Accademia Militare. Il Palazzo Ducale di Modena è stato, tra Seicento e Ottocento, la sede della Corte Estense; successivamente, dall'unità d'Italia, il Palazzo ospita la prestigiosa Accademia Militare di Modena. L'edificio, uno dei più importanti palazzi principeschi del Seicento, è stato edificato a partire dal 1634 sul sito dell'antico castello estense, che nel medioevo era posto ai limiti della città. I lavori, dapprima affidati all'architetto Gaspare Vigarani, furono in seguito portati avanti da Bartolomeo Avanzini; ma pare che il progetto abbia subito le modifiche di Pietro da Cortona, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini: in pratica tutti i grandi architetti del Seicento sembrerebbero aver partecipato alla realizzazione di un'opera che rivela tuttavia uno stile unitario, un barocco solenne ed elegante.

La maestosa facciata, alleggerita dal gioco cromatico dei marmi, è stata recentemente restaurata. Dalla porta centrale si accede all'elegante Cortile d'onore, sede delle cerimonie militari, e al suggestivo Scalone d'onore. Nel Salone centrale è degno di nota il soffitto, affrescato nel Settecento da Marco Antonio Franceschini con l'incoronazione di Bradamante, capostipite degli Este, già celebrata da Ariosto nell'Orlando furioso. Suggestiva testimonianza dello sfarzo della piccola corte modenese nel Settecento è il Salottino d'oro, il gabinetto di lavoro del duca Francesco III, che nel 1756 lo fece rivestire e decorare con pannelli rivestiti di oro zecchino. Dal 1797, vi trovarono sede uffici vari, alloggi di autorità militari, magazzini, la sede dell'Amministrazione centrale del Panaro e fu sede della Scuola Militare di Artiglieria e Genio durante la Repubblica Cispadana e durante il Regno d'Italia. Dopo i danni provocati dalla trasformazione in caserma per l'armata austriaca e da un grave incendio che interessò il salone d'Onore nel 1815, Francesco IV e Francesco V, i due sovrani austro-estensi, fecero molto per completare il Palazzo e recuperare quello che era stato asportato dai Francesi.

Pausa pranzo.

Nel primo pomeriggio visita del celebre Duomo romanico, Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, assoluto capolavoro dell'arte e dell'architettura italiana del Medioevo, firmato da Wiligelmo.

Nel pomeriggio partenza in pullman per Roma. Lungo il percorso saranno effettuate due fermate.

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Le informazioni sul viaggio
Tutte le escursioni e i viaggi sono riservate ai membri del Club di Turismo Culturale Italiano [scopri di più]
 

Quota Euro 535.00 p.p.(supplemento camera singola Euro 90.00 - camere singole limitate) *

La quota comprende: viaggio e trasferimenti in pullman GT con extra spazio per persona, pernottamento in hotel in centro a Modena (cat. 4*) con trattamento di prima colazione a buffet, cenecon menu del territorio a quattro portate con abbinamento di vini inclusi, tassa di soggiorno (ove prevista), tutti i biglietti d'ingresso / spese di apertura dei siti indicati, visite guidate da guide conferenziere locali e degli esperti di Turismo Culturale italiano, accompagnamento culturale da Roma, assicurazione assistenza medico/bagaglio/R.C., spese parcheggio pullman, ztl, iva, imposte e tasse.

La quota non comprende tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende"

 
Quota valida con minimo 20 partecipanti
Prenotazione con pagamento entro il 10/03/16 e fino a esaurimento posti disponibili. La prenotazione è confermata solo al momento del pagamento.
App.to ore 7:00 in piazzale Ostiense, alle Mura Aureliane.
Rientro a Roma ore 20:00 ca.
La quota non comprende tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende".
N.B. Il programma può subire delle modifiche per ragioni non dipendenti dalla nostra volontà.
 
* la quota può essere soggetta a variazioni del costo preventivato dei biglietti d'ingresso/accessi/prenotazioni, per variazioni delle tariffe aeree/ferroviarie/pedaggi autostadali, mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti, variazione dei tassi di cambio, se il pagamento della prenotazione avviene oltre i termini indicati, o per altri motivi [leggi]. In ogni caso eventuali variazioni saranno, da parte dell'organizzatore, preventivamente comunicate.
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