programma
Sabato 27/02/2016
Appuntamento con i partecipanti in piazzale Ostiense e partenza in pullman GT per la Toscana. Lungo il percorso in autostrada sarà effettuata una pausa caffè.
L'itinerario inizierà dalla città di Prato, capitale della manifattura tessile. Florida città etrusca, romana, in epoca alto-medievale la città, sorta lungo il fiume Bisenzio, si impaludò. Occupata dai Bizantini prima e dai Longobardi poi, fu nel corso del X secolo che, grazie all'unione di due centri abitati contigui posti lungo il fiume, la città prese nuova forma e vitalità.
Questi due nuclei urbani si fusero nel corso dell'XI secolo ed i signori del Castrum Prati, gli Alberti, ottennero l'investitura imperiale di "conti di Prato". Nello stesso periodo venne consolidata l'opera di bonifica della Piana e la costruzione del sistema idrico, che regolava il corso del fiume Bisenzio (grazie alla pescaia detta Cavalciotto, presso Santa Lucia, tuttora esistente), e ne incanalava le acque in una fitta rete di gore, che servivano per far funzionare le gualchiere, cioè gli opifici tessili.
Nel 1107 dopo l'assedio da parte delle truppe di Matilde di Canossa, i conti Alberti si ritirarono nei propri castelli della Val di Bisenzio e l'abitato cominciò a costituirsi come libero Comune. Si tratta di un esempio piuttosto raro di comune indipendente sorto in un centro urbano che non costituiva una diocesi; per questo Prato per secoli non fu mai definita " civitas ", ma solo "terra".
Fu certamente uno tra i primissimi comuni italiani a darsi uno Statuto, redatto già a metà del XIII secolo. Per due secoli Prato conobbe una forte espansione urbana (vennero quasi raggiunti i 15000 abitanti), dovuta alla fiorente industria della lana e alla forte devozione verso una reliquia appena giunta: la Sacra Cintola. Fu in lotta con la vicina Pistoia e soprattutto con Firenze a cui fu venduta il 23 febbraio 1351 da Giovanna d'Angiò per 17.500 fiorini d'oro, e a quest'ultima città rimase legata fino ai giorni nostri.
Nell'economia pratese la produzione manifatturiera tessile ha sempre svolto un ruolo di primissimo piano fin dall'epoca medievale, come testimoniano i documenti del famoso e ricco mercante e mecenate Francesco Datini, ma è nel corso dell'Ottocento che Prato vide un forte sviluppo industriale, così da essere definita "la Manchester della Toscana".
Visiteremo il Castello dell'Imperatore che può essere considerato la più importante testimonianza architettonica del medioevo pratese. E' l'unico maniero Svevo del centro-nord d'Italia, iniziato nel 1248 per volere dell'Imperatore Federico II di Svevia, nell'ambito di un progetto finalizzato a porre sotto controllo militare le principali vie di comunicazioni che dal sud del paese portavano in Germania, in particolare la strada che dal passo di Montepiano portava attraverso la valle del Bisenzio al cuore della Toscana. E' perfettamente conservato, con torri, mura e corte.
Passeremo poi ad uno dei capolavori dell'arte del Rinascimento del nostro itinerario, la chiesa di Santa Maria delle Carceri. L'edificio sorge nel luogo delle vecchie carceri, da cui il nome. Venne realizzata per volere di Lorenzo il Magnifico da Giuliano da Sangallo a partire dal 1486.
Di proporzioni armoniose, la chiesa ha pianta a croce greca con cupole di forme brunelleschiane e paramento esterno in marmo alberese e serpentino verde.
L'interno di impronta classica è ravvivato da un fregio in maiolica attribuito ad Andrea della Robbia. L'altare maggiore progettato dal Sangallo, custodisce il miracoloso affresco della Madonna delle Carceri fra i Santi Leonardo e Stefano. Pregevoli sono le vetrate eseguite nel 1491, su disegno di Domenico Ghirlandaio.
La Cattedrale conserva eccezionali gioielli dell'arte rinascimentale tra le quali spicca la Cappella della Cintola realizzata nel 1386-90 su progetto di Lorenzo di Filippo. La cappella è interamente affrescata con Storie della Vergine e della Sacra Cintola, ciclo di sorprendente unità figurativa dipinto nel 1392-95 da Agnolo Gaddi (circa 1350-1396) e dalla sua bottega.
Incontreremo anche le Storie di Santo Stefano e San Giovanni Battista sono un ciclo di affreschi nella cappella Maggiore del eseguiti da Filippo Lippi e aiuti. L'opera ha un ruolo centrale nella vicenda artistica del Lippi e nell'evoluzione dell'arte rinascimentale. Altro capolavoro è il famoso pulpito di Donatello, realizzato in seguito ad alcune trasformazioni della facciata. Il progetto venne affidato a Michelozzo e scolpito da Donatello tra il 1428 e il 1438.
Pausa pranzo nel centro storico di Prato.
Nel pomeriggio proseguiremo con le nostre visite pratesi. Ammireremo poi il Museo dell'Opera del Duomo che, grazie al nuovo allestimento, si presenta davvero avvincente. Le numerose sale - quelle del Trecento e del Quattrocento, quella della sacra Cintola, quella dei Parati conservano numerose opere d'arte.
La più importante è la Sala del Rinascimento dove è esposta la pala di Filippo Lippi con le Esequie di San Girolamo e la Sala del Pulpito dove, dal 1970, sono conservati i pannelli originali del Donatello realizzato tra il 1434 ed il 1438.
Infine ammireremo l'austero ed imponente Palazzo Pretorio, che domina la Piazza del Comune di Prato. Il Palazzo nasce alla fine del Duecento come sede comunale del tribunale, delle prigioni e delle magistrature forestiere. La sua anima muta radicalmente nel XIX secolo, quando le sale dell'edificio diventano uffici del Granducato di Toscana. Ospita importanti collezioni artistiche firmate Agnolo Gaddi, Pietro da Miniato, Filippo Lippi e molti altri.
Al termine delle nostre visite ci trasferiremo in pullman GT a Montecatini per la sistemazione in albergo (cat. 4*), con assegnazione delle camere riservate.
Al seguire cena in ristorante con menu del territorio e rientro in albergo per il pernottamento.
Domenica 28/02/2016
Dopo la prima colazione carico dei bagagli e partenza in pullman GT da Montecatini per Pistoia.
All'arrivo nella cittadina inizio delle nostre visite pistoiesi con il magnifico duomo. La prima origine della Chiesa di san Zeno è del V secolo anche se reperti archeologici lasciano intendere l'eventuale origine longobarda. L'attuale edificio religioso risale al XII secolo, dovuto ad una ricostruzione, periodo nel quale risulta esserci stata anche la consacrazione da parte del vescovo Atto e l'edificazione di un altare dedicato a San Jacopo, il patrono della città. Lo stile architettonico attuale della chiesa è romanico e pone l'accento sul semplice ed elegante loggiato della facciata principale.
All'interno della cattedrale si trova anche la tomba di Cino da Pistoia il grande poeta stilnovista, amico di Dante, ammirato da Petrarca e Boccaccio, opera di Agostino da Siena.
Mirabile anche uno splendido Crocefisso ligneo di Coppo di Marcovaldo, datato 1274 e il monumento a Niccolo Forteguerri (cardinale) iniziato da Andrea del Verrocchio e quindi completato dal Lorenzetto e il dipinto 'Madonna di Piazza' sempre iniziato dal Verrocchio.
Visiteremo anche la Pieve di Sant'Andrea. Il nucleo originario della chiesa sembra risalire al VII secolo, ossia quando il culto dell'Apostolo Andrea si diffuse largamente in Italia. L'attuale edificio risale al XII secolo, la data del 1166 è incisa sull'architrave della porta maggiore.
Il pulpito per la chiesa di Sant'Andrea a Pistoia è stato realizzato da Giovanni Pisano tra il 1297 e il 1301. In questo pulpito ritroviamo molti degli elementi stilistici che differenziano la scultura di Giovanni da quella del padre Nicola. In sintesi, mentre il padre è più classicheggiante, il figlio Giovanni aderisce con maggiore enfasi allo stile gotico che si stava affermando in quegli anni nell'Europa centro settentrionale. Ma il suo goticismo si ritrova soprattutto nella ricerca di effetti di pathos: per il resto la pienezza della forma è ancora di matrice del tutto classica.
Ma il documento artistico più importante della città è senza dubbio il fregio dell'Ospedale del Ceppo. L'Ospedale sorse nel 1277 nel luogo in cui due coniugi, Antimo e Bendinella, trovarono, dietro indicazione della Madonna che era loro apparsa, un ceppo fiorito in pieno inverno (da cui il nome dell'Ospedale): lì essi fondarono un luogo non soltanto di cura delle malattie, ma anche di accoglienza. Gli amministratori dell'ospedale, liberi da ogni controllo locale, dettero inizio fra il 1451 e il 1456 a una razionalizzazione e riorganizzazione dei vari corpi di fabbrica affidata all'architetto fiorentino Michelozzo di Bartolomeo, che conferì al complesso la prima struttura monumentale.
Il fregio venne realizzato da Santi Buglioni suddiviso in pannelli ed illustra le sette opere di misericordia I tondi furono eseguiti a partire dal 1525 da Giovanni della Robbia e raffigurano l'Annunciazione, la Gloria della Vergine, la Visitazione e lo stemma mediceo. Dopo i recentissimi restauri conclusi pochi mesi fa è tornato a splendere in tutti i suoi vivaci colori.
Sempre parte dell'ospedale, visiteremo un'altra rarità poco nota, il Teatro Anatomico,
rarissimo gioiello tardo settecentesco neoclassico, totalmente affrescato secondo il gusto dell'epoca con grottesche e medaglioni dai colori pastello. Con buona probabilità si tratta, nel suo genere, del più piccolo Teatro Anatomico del mondo ed è in perfetto stato di conservazione.
Pausa pranzo nel centro storico di Pistoia.
Le visite pistoiesi termineranno con un solenne documento artistico ed architettonico, il Battistero di San Giovanni in Corte, l'ultimo esempio di grande battistero medievale.
L'edificio, a pianta ottagonale, venne costruito fra il 1301 e il 1366, i è una raffinatissima espressione del cosiddetto “gotico italiano”, ovvero di quella scia del gotico francese che in Italia assunse caratteri del tutto peculiari, integrandosi con il preesistente romanico.
Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma con arrivo previsto alle ore 20.00 ca.