programma
Giovedì 16/06/2016
Appuntamento con i partecipanti in piazzale Ostiense e partenza in pullman GT per la Toscana. Lungo il percorso in autostrada sarà effettuata una pausa caffè.
L'itinerario inizierà dalla Villa le Balze è una bella dimora ubicata in posizione panoramica sull'antica via che da San Domenico portava a Fiesole, ovvero la via Vecchia Fiesolana, fiancheggiata da un altissimo numero di ville, residenze d'epoca e giardini monumentali con vista su Firenze . La Villa venne edificata nel 1912 dal filosofo Charles Augustus Strong che affidò il progetto a Cecil Pinsent e Geoffrey Scott i quali edificarono una villa in stile neo-rinascimentale . La villa è disposta su tre piani con un giardino monumentale che inizia con il giardino degli aranci e seguito poi da un giardino formale con vasca circolare attorno alla quale si sviluppano aiuole geometriche delimitate da siepi di bosso. Poco oltre si apre un boschetto composto da filari di lecci che disegna un percorso culminante in una grotta di gusto manierista , circondato da iris, lavanda e rose. Notevole un pergolato con roseto che si raggiunge tramite una scala di pietra a due rampe, fra le quali sorge una grotta con fontana decorata con mosaici.
Pausa pranzo libero a Fiesole.
Nel pomeriggio giungeremo alla Villa Peyron nel Bosco di Fontelucente. La villa, il giardino formale e l'ampio parco, si trovano sulle colline fiesolane, in una magnifica posizione con spettacolare vista su Firenze. Il toponimo del luogo prende la denominazione da una fonte cinquecentesca, immersa nel rigoglioso bosco, posta a monte della villa e che fornisce per caduta l'acqua necessaria al funzionamento delle numerosissime fontane presenti nel giardino e nel parco. La villa fu costruita su preesistenze probabilmente di epoca etrusca, come evidenziano i muri ciclopici nel parco. Nei secoli l'area venne molto trasformata fino ad arrivare ad avere l'aspetto attuale grazie all'operato dell'architetto Giovannozzi, nei primi del ‘900. Il giardino, articolato su tre terrazzamenti digradanti verso sud, è sistemato con un parterre di bosso, lungo l'asse della villa realizzati prima da Angelo e dal figlio Paolo Peyron. E' a Paolo Peyron che si deve la realizzazione del lago e del soprastante complesso architettonico e monumentale. Le statue di pregevole fattura che ornano il giardino, al posto di quelle andate distrutte durante l'ultima guerra, provengono dalle ville venete del Brenta.
Proseguiremo poi ad uno dei gioielli dell'arte dei giardini in Toscana, la Villa Gamberaia. La villa risale almeno al XV secolo con Antonio e Bernardo Rossellino. Nel 1718 fu acquistata dai Capponi che progetteranno la villa nelle sue forme attuali. Si creò il giardino tergale, concepito come un cortile decorato a motivi rustici e posto ad un livello superiore rispetto all'edificio, l'aranceta, dove sono custoditi vasi d'agrumi, la lecceta, statue in pietra raffiguranti animali. Nel XIX secolo la villa venne ancora venduta passando di proprietà alle ricche famiglie aristocratiche europee fino ad arrivare nel 1896 alla principessa Kashko, tenendola fino al 1925. La parte più interessante del giardino è posta nel lato sud dell'edificio. Qui si apre un meraviglioso parterre, costruito per volere della principessa Ghyka, ove si ammirano quattro aiuole rettangolari d'acqua delimitate da siepi di bosso culminanti in un magnifico emiciclo-belvedere segnato da cipressi sagomati ad arco con un effetto scenografico simile ad un settecentesco teatro di verzura, che consente squarci prospettici di gran suggestione sulla campagna fiorentina. Parallelo alla villa e al parterre è posizionato un lungo prato (largo dieci metri e lungo trecento), fiancheggiato da un alto muro ornato da statue, composto da un prato decorato ai lati da vasi di ortensie e terminante in una grotta. Attraverso due doppie scale si accede ad un boschetto di lecci, ad un aranceto e infine ad un giardino dalla forma ovale che termina con una grotta contenente una vasca con la statua di Nettuno.
Al termine delle visite trasferimento in albergo nelle campagne fiorentine, sistemazione nelle camerre riservate.
Al seguire cena in ristorante con menu del territorio e rientro in albergo per il pernottamento.
Venerdì 17/06/2016
Prima colazione a buffet in albergo. Dopo la prima colazione carico dei bagagli e partenza in pullman GT.
In mattinata trasferimento in pullman nell'area a nord di Firenze nel comune di Pratolino dove ammireremo la splendida Villa Demidoff. La vasta tenuta, attigua all'Uccellatoio, venne acquistata nel 1568 da Francesco I dei Medici, il quale affidò all'architetto di fiducia di casa de Medici, il Buontalenti, l'incarico di edificare una splendida villa ove far soggiornare Bianca Cappello.
L'edificio è circondato da un grande parco e aveva un complesso di giochi artificiali con automi, scherzi d'acqua e scenari impreziositi dalla presenza di statue antiche, madreperle, pietre dure e marmi pregiati.
Si conserva una straordinaria fontana-scultura dell'Appennino eseguita dal Giambologna in dimensioni gigantesche.
All'esterno la statua è ornata di concrezioni calcaree, dalle quali versava l'acqua nella piscina. Alle spalle dell'Appennino si trovava il labirinto d'alloro e davanti si apre un prato, con ai lati antiche sculture. Nel tempo il parco diventò una riserva di caccia e nel 1819 il Granduca Ferdinando III di Lorena mutò lo splendido giardino all'italiana in giardino all'inglese.
Il parco, di proprietà di Leopoldo II dal 1837, fu venduto alla sua morte al principe Paolo Demidoff. Nonostante molte opere d'arte originarie siano state rimosse nel corso dei secoli, il parco ne conserva ancora molte di rilevante interesse quali il Colosso dell'Appennino, la Fonte di Giove, la Cappella a piante esagonale in cui è sepolta l'ultima principessa Demidoff, la Fonte del Mugnone, la cui statua fu scolpita dal Giambologna (1577), la Peschiera della Maschera adibita anche a piscina e attrezzata per bagni caldi, la Grande Voliera, la Fagianeria, la Grotta di Cupido e il Casino neoclassico di Montili.
In tutto il parco sono presenti alberi secolari, tra cui querce, farnie, cedri e ippocastani, veri e propri monumenti naturali ricchi di suggestione.
Proseguiremo il nostro percorso arrivando a Villa Schifanoia. La Villa sorge sui resti di una preesistente villa dei Palmieri. Nel ‘400 passò alla famiglia Cresci che la tennero fino alla metà del secolo successivo. Nel 1927 la Villa divenne proprietà di Myron C. Taylor, ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, che restaurò completamente la villa per ospitare la sua collezione di opere d'arte. Sfruttando la morfologia del paesaggio creò ampi giardini classici su tre terrazzamenti a differenti livelli , l'ambiente è arricchito da fontane, statue, vasche, meridiane ancora funzionanti e decorazioni varie. Nell'ampio terreno verso il lato sud Taylor fece creare un bellissimo giardino all'Italiana a terrazze, suddivise in tre eleganti parterre bordati di bosso e disposte attorno a una serie di piccole fontane. Il bel giardino formale all'italiana è animato da statue, decorazioni a spugne e fontane. Una leggenda vuole che durante la peste che nel 1300 aveva colpito Firenze, si sarebbe rifugiata la compagnia di giovani che con i loro racconti dette vita al Decamerone di Giovanni Boccaccio .
Pausa pranzo in ristorante.
Nel primo pomeriggio, prima di partire, effettueremo un'ultima visita. Il giardino di Villa Guicciardini Corsi Salviati rappresenta, nella storia dei giardini storici, un'importante testimonianza, perchè certifica stratificazioni e trasformazioni stilistiche dell'arte dei giardini di oltre 3 secoli. Le prime importanti trasformazioni della villa e del giardino sono del ‘600 quando Giovanni e Lorenzo Corsi affidarono i lavori a Gherardo Silvani e Baccio del Bianco. In seguito, dal 1708 al 1750 circa, villa e giardino vennero ad assumere le forme che, sono giunte fino ai nostri giorni. Le facciate furono ornate con decorazioni e stucchi con logge e balaustre ricche di statue, pinnacoli ed urne e statue in pietra serena raffiguranti personaggi mitologici. Il magnifico parterre geometrico della villa con giardino all'italiana. Venne edificata la peschiera con agli angoli quattro statue raffiguranti le stagioni. Nell'Ottocento seguendo la moda romantica che dall'Inghilterra si espandeva in tutta Europa il giardino subì importanti cambiamenti. Fu costruito un lago artificiale, sul quale era stata realizzata un'isola che ospitava un capanna rustica collegata da un ponticello in pietra. Una ulteriore trasformazione avvenne ad opera del marchese Francesco Antonio Corsi Salviati. L'impronta data dal marchese Francesco fu proseguita da suo figlio Bardo con piante ornamentali tra cui agrumi, rare orchidee, palme e roselline di Firenze. Nel 1907 la villa passò in eredità al conte Giulio Guicciardini Corsi Salviati che restaurò il giardino nella forma settecentesca.
Al termine delle nostre visite partenza in pullman GT per Roma con arrivo previsto alle ore 20.00 ca.