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La storia
A partire dal 1928 nella piana attraversata da Viale Angelico e compresa tra Ponte Milvio e il quartiere di Piazza d'Armi, l'Opera Nazionale Balilla iniziò la costruzione di un importante complesso sportivo affidandone l'incarico a Enrico Del Debbio. L'ampia zona presentava caratteristiche interessanti e per questo si decise di realizzare un intervento di ampie proporzioni che non comprendesse solo gli edifici e i campi dell'Accademia di Educazione fisica. Il primo progetto del 1927 fu quindi superato e tra il 1932 e il 1933 furono costruiti i primi importanti edifici: l'Accademia di Educazione fisica, lo Stadio dei Marmi e le foresterie sud, lo stadio dei Cipressi, l'obelisco di Mussolini. L'Accademia ospitava l a Scuola fascista di educazione fisica, erede degli Istituti di Magistero di Roma, Torino e Napoli chiusi nel 1923 a seguito della Riforma Gentile. L'istituto avrebbe dovuto svolgere una funzione essenziale: formare gli insegnanti di educazione fisica delle scuole e gli istruttori ginnico-sportivi dell'Opera nazionale balilla (ONB). Le necessità contingenti però, ovvero la mancanza di dirigenti per l'organizzazione giovanile, spinsero Renato Ricci, presidente dell'ONB, a compiere delle scelte diverse. La Scuola assunse, infatti, il ruolo di centro per la formazione della dirigenza maschile delle organizzazioni giovanili fasciste. Il palazzo che ospitava l'Accademia, oggi sede del Coni, è detto anche Palazzo H, per la sua caratteristica forma se vista dall'alto. Costituita da due ali collegate da un corpo di fabbrica pensile, il passaggio sottostante, oggi tutto in vetro, inquadra lo Stadio dei Marmi , adornato sulle testate da statue di atleti, opere degli architetti Silvio Canevari e Carlo De Veroli.
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