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La storia
Primo proprietario del palazzo fu Alessandro Maurelli, di origine parmense come i Farnese con cui era legatissimo, che, acquistando un preesistente palazzetto di proprietà dei Giustiniani, nella fine del '500, realizzò ex-novo la costruzione. Nel 1608 il palazzo viene ceduto ai Caetani che lo tennero di proprietà fino al 1622, anno in cui passò definitivamente alla famiglia del card. Michelangelo Tonti, arcivescovo titolare della diocesi di Nazareth, che peraltro in qualità di affittuario già lo abitava dal 1621. Alla morte del Tonti, avvenuta nel 1622, come da testamento, il palazzo doveva essere lasciato al collegio appena fondato dal Calasanzio e istituito dal cardinale per l'educazione dei giovani poveri; il collegio prese il nome di Nazareno. A seguito di lunghe questioni ereditarie, risolte solo ne 1679, fu solo nel secolo successivo che il collegio poté essere permanentemente ospitato nel palazzo del fondatore, prendendo il nome di palazzo del Collegio Nazareno.
La costruzione
Il palazzo sorge come si è detto su imprecisate costruzioni appartenute alle famiglie Giustiniani e poi Del Bufalo per volere del primo proprietario, Alessandro Maurelli, che lo realizzò intorno al 1580, probabilmente mantenendo piccole parti degli antichi fabbricati. Il palazzo è a due piani con piccolo ammezzato intermedio. La facciata è interamente rivestita di intonaco. Il portale si apre spostato leggermente sulla sinistra della facciata per poter avere lo spazio necessario per la manovra delle carrozze dal largo antistante; è realizzato da grandi bugne radiali ed è sovrastato da un balcone sorretto da tre mensole, dove, in quella centrale compare lo stemma della famiglia Maurelli. Il piano terreno è composto da otto finestre sorrette da mensole con teste leonine e architravate con cimasa in alto. Le finestre dei piani superiori sono estremamente semplici e privi di alcuna particolarità stilistica. Nella parte sinistra della facciata, dove questa piega verso sinistra, si imposta sopra i tetti una semplice altana a due arcate, realizzata intorno alla metà del Settecento. Il cortile è decorato da antiche sculture e da un piccolo ninfeo con la statua di S. Giuseppe Calasanzio sovrastato da un orologio. Prima delle trasformazioni tardo-settecentesche e del secolo successivo, la parte destra del cortile era occupata da uno splendido giardino segreto con aiole e un ninfeo a esedra con nicchie e fontane, a cui si aveva accesso sia dal cortile che dalla loggia a destra dell'ingresso. Alcuni ambienti del piano terreno recano resti delle prime decorazioni cinquecentesche eseguite al tempo del Maurelli. Le sale del piano nobile, a cui si accede da una scala anch'essa ornata da nicchie con busti, presentano notevoli decorazioni ad affresco e tempera, come nel grande salone settecentesco, decorato con un grande affresco nella volta raffigurante il Trionfo delle Scienze , delle Arti e della Fede , ed eseguito quando era già sede del Collegio Nazareno. Oltre al Salone si impostano altre sale decorate, alcune con gli stemmi Caetani, l'antica cappella un tempo nel corpo di fabbrica demolito negli anni '50 e l'antica sala del Teatro; quest'ultima venne trasformata in Cappella tra il 1869 e il 1872, con affreschi che raccontano episodi della vita del Calasanzio e della costruzione del palazzo, eseguite da Giovanni Gagliardi e Francesco Grandi. Splendida è la Galleria, realizzata nel Settecento con l'ampliamento e la conseguente nuova sistemazione degli spazi, dove corre un ricco fregio con paesaggi e sul soffitto tele. L'edificio venne ampliato nel Settecento con l'aggiunta di una nuova ala verso l'attuale via del Tritone, e, in questo secolo venne demolita la parte a sinistra della facciata che occupava parte del largo del Nazareno.
Gli ospiti
Nel 1658, nel palazzo venne fondata l'Accademia degli Incolti.
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