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  Villa Chigi la Farnesina
 
   
 

Villa Chigi, detta la Farnesina, è considerata uno dei più alti esempi del primo Cinquecento romano. Essa fu costruita per volere del banchiere senese Agostino Chigi (1465-1520), che chiamò per la realizzazione del progetto, tra il 1505 e il 1506, l’architetto Baldassarre Peruzzi.
Il sito scelto era di grande amenità, posto su via della Lungara, tra il colle del Gianicolo e il Tevere. E’ considerata la prima villa extra-urbana di Roma. Durante il Sacco di Roma (1527) la villa fu occupata e deturpata dai Lanzichenecchi, come testimoniano alcuni graffiti come quello nella Sala delle Prospettive.
La villa venne ceduta nel 1579 al cardinale Alessandro Farnese, nipote di Paolo V da cui prese la denominazione che conserva tutt’oggi. Nel 1927 la villa venne venduta allo Stato Italiano e dal 1929 è sede dell’Accademia dei Lincei e del Gabinetto Nazionale delle Stampe.
Il complesso comprendeva anche le enormi scuderie, oggi in rovina, la loggia sul Tevere, distrutta quando vennero realizzati i nuovi argini del fiume tra il 1884 e il 1886, e la grotta, anch’essa scomparsa, che accoglieva una peschiera. Nel giardino erano state collocate, secondo il gusto dell’epoca, numerose statue antiche. Alla decorazione della villa partecipò anche Raffaello, autore, insieme ai suoi allievi Raffaellino del Colle, Giovanni
Francesco Penni, Giulio Romano e Giovanni da Udine, degli affreschi della “Sala di Psiche” con le Storie di Amore e Psiche, tratte dall’Asino d’Oro di Apuleio e dell’affresco del Trionfo di Galatea nella contigua Loggia di Galatea.
In tale sala si possono ammirare la volta affrescata entro il 1511 dal Peruzzi, le dodici lunette di Sebastiano del Piombo con storie tratte dalle Metamorfosi di Ovidio, dipinte nello stesso anno, e il Polifemo, dello stesso autore e riferibile al 1512-14. Al piano nobile, tra il 1512 e il 1514, il Sodoma realizzò nella camera nuziale del Chigi, gli affreschi con le Storie della vita di Alessandro Magno mentre lo stesso Peruzzi ideò la decorazione della “Saletta del Fregio” e del “Salone delle Prospettive”, tra le prime di questo genere.

 

 

 

 

 

     
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