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Tra le ville romane, Villa Lante al Gianicolo è quella ad aver conservato più di tutte l’originario aspetto rinascimentale. Al momento della costruzione era situata fuori le Mura Aureliane in una zona coperta di vigne ed orti, poi compresa entro le nuove Mura Gianicolensi, volute nel Seicento da Urbano VIII. La villa fu costruita per volere di Baldassarre Turini, nobile toscano, a partire dal 1518, e il progetto del casino, secondo il Vasari, fu affidato a Giulio Romano. I lavori furono interrotti nel 1521 quando, alla morte del papa, il Turini si trovò in difficoltà finanziarie che lo costrinsero a vendere parte della sua prestigiosa collezione di statuaria antica.
Con l’elezione di Clemente VII al soglio pontificio, nel 1523, il Turini riuscì a recuperare il suo credito e assunse la carica di segretario del nuovo pontefice. Nel 1524 ripresero dunque i lavori con alcune variazioni del progetto iniziale.
Il Casino, dal volume cubico, presenta un piano seminterrato a monte, un imponente primo piano e un attico, coperto da un tetto piramidale. All’interno dell’edificio si trovano splendidi affreschi di controversa attribuzione (sono stati menzionati Giulio Romano, Polidoro da Caravaggio o membri della bottega di Raffaello). Il complesso programma iconografico è stato letto come una esaltazione della Casa dei Medici e dell’elezione al soglio pontificio di Giovanni de’ Medici come inizio di una nuova epoca di splendore a Roma. L’ambiente più celebre della villa è senza dubbio la Loggia panoramica aperta sulla splendida veduta di Roma, uno spazio voltato a botte e decorato da magnifici stucchi e sorretto da arcate su colonne dall’elegante disegno a “serliana”.
Come per la vicina villa Farnesina, anche villa Lante fu oggetto delle “particolari attenzioni” dei Lanzichenecchi, i quali nel 1527 lasciarono tracce del loro passaggio, ancora oggi visibili.
Nel 1551 la villa fu acquistata dai Lante, importante famiglia di mercanti di origine pisana, i quali mantennero la proprietà della villa sino al 1817, quando fu ceduta ai Borghese.
Dopo complessi passaggi di proprietà, nel 1950 la villa è divenuta sede dell’Institutum Romanum Finlandiae.
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