| |
Un itinerario alla scoperta del quartiere Sallustiano attraverso le ville realizzate a cavallo del Novecento con gusto artistico ed architettonico che spazia dall'Eclettico al Liberty. Passeremo in rassegna piccoli gioielli firmati da grandi interpreti dell'arte e dell'architettura romana e italiana tra fine Otto ed inizi Novecento. Il percorso si articola su quell'elegante area sorta a ridosso della piazza Sallustio e contenuta tra la via XX Settembre e via Boncompagni. Questo itinerario ci farà ammirare il villino di Rudinì progettato dal grande Basile, il villino Casati-Stampa, il villino Franzosini, il villino Pignatelli, il villino Primoli, il grazioso villino Rasponi, il villino Rattazzi, il piccolo e magnifico villino Spierer, il villino Wood Worth.
In particolare ci soffermeremo sul villino Boncompagni de Bildt, che avremo modo di visitare all'interno. Questo interessante casino sorge nel quartiere costituitosi a seguito della lottizzazione del parco della villa Ludovisi.
L’edificio fu progettato nel 1901 dall’architetto Giovanni Battista Giovenale e rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura eclettica romana. La villa fu abitata dal principe Andrea Boncompagni Ludovisi e dalla moglie, la svedese Blanceflor, nata a Roma nel 1891, figlia del barone Carl Bildt e di Alexandra Keiller. Il casino si compone da due piani più ammezzato; il piano terra rialzato per spazi di rappresentanza e gli ambienti privati ai piani superiori. Anche se una parte degli arredi originari non è più esposta rimangono visibili le decorazioni parietali. L'ingresso alla villa avviene da un vestibolo coperto usato per le carrozze prima e per le autovetture poi. Una bella scala di pianta ellittica immette nell'atrio dove sono esposti due tele di soggetto marino del pittore Manglard. Notevoli sono la sala sulla sinistra con superbi pavimenti marmorei e una bovindo; originariamente la sala recava arazzi, ora rimossi, mentre sono esposti un dipinto della principessa Blanceflor realizzato dal pittore ungherese Laszlo e un dipinto di anonimo raffigurante papa Gregorio XIII Boncompagni. Bello lo studiolo con carte giapponesi alle pareti, ed alcuni arredi tra i quali due candelabri, un orologio di manifattura svedese e una bella copia della colonna Traiana. Segue poi il solenne ed ampio salone principale, coperto da una grande volta a padiglione dipinta con i simboli araldici della famiglia, le cui testate presentano aperture ovali. Alle pareti, interamente dipinte a tempera, si presentano eleganti scene di paesaggio incorniciate entro colonne e quadrature architettoniche. Vengono rappresentati viali e prospettive, probabilmente scene immaginate dei vecchi e perduti giardini della villa Ludovisi. In un altro ambiente notevole la culla utilizzata dalle altezze reali di Casa Savoia, realizzata nel 1901 dall'artista Giulio Monteverdi, con magnifico cesto in argento e baldacchino.
La Villa con i relativi arredi è stata donata allo Stato dalla principessa, morta nel 1972, che nel suo testamento auspicava che il villino fosse destinato a scopi culturali.
Per questo motivo l’edificio oggi ospita un museo, satellite della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, per la promozione e la documentazione delle arti decorative, della moda e del costume del XIX e del XX secolo
|