| |
Il giardino Barberini venne progettato come parte integrante del palazzo, in diretto rapporto con gli ambienti monumentali del piano nobile. Il cardinale Francesco Barberini, nipote di papa Urbano VIII, mostrò grande interesse nella sistemazione del giardino, per il quale seguì i consigli del grande collezionista, mecenate noto e coltissimo umanista Cassiano Dal Pozzo , appassionato di botanica. Tra i numerosi lavori promossi dal cardinale, rientra anche la realizzazione ad opera di Bernini del ponte ruinante per collegare la sala del Trono con i giardini segreti. Recenti restauri lo hanno portato all'antica bellezza. Il giardino è posto nella parte posteriore rispetto alla facciata principale del palazzo ed è accessibile attraverso la lunga rampa in salita che, partendo dal piazzale della fontana, in maniera rettilinea arriva sino alla nicchia dove oggi campeggia una grande statua di Apollo citaredo nella palazzina Savorgnan di Brazzà. Il lato settentrionale è occupato dalla lunga stecca del palazzo che oggi chiude il lato sulla via Barberini mentre, a sinistra della rampa, su un ampio terrazzamento -creato con un enorme movimentazione di sterro e riporto - si impostano i giardini. Questi si articolano in quattro parterre su due viali perpendicolari, al cui centro si apre una fontana. I parterre ospitano al centro un elaborato disegno geometrico, realizzato sempre in siepi sempreverdi. Un lato del giardino, parallelo alla rampa, è chiuso da una serra appoggiata sul muro, il quale ospita una raccolta lapidaria classica. Un altro lato del giardino invece è ornato da un terrazzamento con due rampe con bella balaustra, le quali conducevano in un'area del giardino, oggi non più di pertinenza del palazzo. A breve distanza ammireremo, all'interno del Palazzo Volpi di Misurata al Quirinale, un monumentale glicine che si arrampica per decine di metri sulla facciata interna della bella corte.
|