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La villa Mattei-Celimontana fu costruita per volontà di Ciriaco Mattei, nella zona dell’antica vigna del Celio che era appartenuta alla famiglia Paluzzelli, acquistata dallo stesso Ciriaco nel 1553.
Per realizzare il progetto, il Mattei chiamò l’architetto Giacomo Del Duca, discepolo di Michelangelo, il quale progettò il casino e compì un riordino della preziosa collezione di arte antica del Mattei, collocandola nel bellissimo ed ampio giardino della villa.
Essa comprendeva numerose sculture, affascinanti fontane e statue moderne secondo un preciso tracciato simbolico-allegorico. Al giardino lavorarono in seguito gli architetti Giovanni e Domenico Fontana, che curarono tra l’altro l’inserimento nel giardino dell’Obelisco capitolino, che si trovava precedentemente presso Santa Maria all’Ara Coeli, donato a Ciriaco dal Comune di Roma nel 1582 e ivi trasportato nel 1587. Sul modello del circo romano, l’obelisco venne collocato nel “teatro” dove facevano bella mostra anche alcuni antichi sarcofagi.
Erede di Ciriaco Mattei, Giovanni Battista fece trasformare il casino in residenza da Francesco Peparelli e, oltre ad ordinare alcuni lavori di ristrutturazione, fece affrescare diverse sale interne: una con la Primavera e l’Autunno riferibili a Andrea Lilli, un’altra con Davide e Abigail, riconducibili al Sigismondi, un Apollo e Marsia di Orazio Monaldi e il Ratto di Proserpina di Orazio Zecca. Tra i primi anni del Settecento ed il 1802, anno in cui la villa fu venduta, la collezione venne purtroppo in gran parte dispersa.
Nel 1813 la villa fu ceduta a Manuel Godoy, principe de La Paz, che fece compiere numerosi lavori tra cui un’ulteriore sistemazione del giardino. Più tardi fu acquistata dal barone Riccardo Hoffmann ma durante la Prima Guerra Mondiale fu espropriata dallo Stato italiano, perché l’Hoffmann era di nazionalità tedesca. L’area del parco fu poi ceduta al Comune di Roma e nel 1926, dopo una nuova sistemazione, venne aperta al pubblico. Nel palazzetto ha invece sede la Società Geografica Italiana.
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