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Il quartiere corrisponde a quella che, ad inizio ‘900, era l’inurbanizzata zona della Piazza d’Armi, dove si tenevano le esercitazioni militari delle vicine caserme di viale delle Milizie che costituivano il confine nord del quartiere Prati. È dopo la Seconda Guerra Mondiale che prese il nome Della Vittoria, che poi diventerà Delle Vittorie.
È nel corso degli anni venti che verrà definito il tracciato urbano del quartiere grazie alla collaborazione tra l’allora sindaco Ernesto Nathan e l’ingegnere Edmondo Sanjust di Teulada. Il piano Sanjust si basava sul principio che l’espansione della città dovesse avvenire alternando alti fabbricati (fino a 24 metri) a villini di due o tre piani, con una rete stradale impostata su di uno schema radiale intorno ad una piazza centrale.
Il Comune di Roma, proprietario dei terreni, nel 1909 bandì un Concorso Nazionale, Casa Moderna, per la costruzione di villini signorili, case d’affitto e case popolari.
La prime case furono costruite dall'Istituto Case Popolari in via Sabotino, quattordici piccoli fabbricati che però vennero demoliti negli anni sessanta. Ai villini, invece, vennero destinati 13 lotti prospicienti il Tevere, tra via Avezzana e Lungotevere delle Armi, salvo poi esserne utilizzati solo 10, quanti erano stati i concorrenti. I villini sono per di più unifamiliari a tre, quattro o cinque piani, arricchiti da decorazioni in stucco ed accomunati da un ritorno allo stile rinascimentale e barocco, secondo un gusto ed una tendenza dell'epoca (1909/1911).
Una particolare cooperativa, l’ARS, composta appunto da artisti ed intellettuali, presentò poi al Comune, nel 1921, il progetto di 13 casette e studi per soci artisti da costruirsi nell’isolato tra viale Carso, via Chinotto e via Papa. La trattativa andò per le lunghe, fino a quando Enrico del Debbio, che di lì a poco avrebbe iniziato la pianificazione del Foro Italico, presentò una serie di nuovi progetti che vennero approvati dalla Commissione Edilizia. Profondamente segnato dalla sua formazione classica, l’architetto compose le diverse facciate dei villini seguendo i dettami del gusto contemporaneo art-decò.
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