La villa venne edificata per Vincenzo Nobili da Francesco M. Baratta, come attesta una lapide in facciata.
Compare per la prima volta con l’indicazione del nome “villa Spada” nella pianta del Nolli (1748).
La facciata è caratterizzata da una scala a tenaglia con due rampe di scale e una vasca centrale ornata con due statue semisdraiate, da cui si accede al terrazzo di accesso al piano nobile. In facciata si ammirano sopra il portale l'arma spada in travertino, un'iscrizione e due aquile in stucco.
La costruzione si imposta su un grande salone centrale a tutt'altezza decorato originariamente da una ampia volta a padiglione con affreschi, purtroppo del tutto scomparsi e danneggiati dai cannoneggiamenti francesi.
Attorno al salone si aprono invece le atre sale, di più modeste proporzioni ma con ancora alcune decorazioni ad affresco con temi iconografici chiaramente ispirati alla natura, quali, affrescati nelle volte Flora, Cerere e Bacco. Arredi più recenti sono stati poi collocati nella villa quali alcune singolari tele a tutta parete di fattura settecentesca ed una bellissima biblioteca lignea. Al piano inferiore degna di nota la piccola ma graziosa cappellina. Molto bel curati i giardini, con una piccola porzione all'italiana con piccola fontana entro parterre con alberi di mandarino e, nella parte tergale ad una quota più bassa, una fontana - ninfeo in rocce tufacee con cascatelle d'acqua.
Durante la difesa della Repubblica Romana la villa divenne infattidopo quella Corsini e poi Savorelli, il quartier generale di Garibaldi che si ritirava sempre più con le sue truppe verso Roma. Luciano Manara vi fu ricoverato dopo essere stato ferito per poi spirare all'ospedale della Trinità dei Pellegrini.
Oggi la palazzina della villa ospita sede dell’Ambasciata d’Irlanda presso la Santa Sede.
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