Pochi palazzi a Roma possono vantare di aver visto all'opera architetti e pittori del calibro del Maderno, Bernini, Borromini e del Cortona. Infatti, appena eletto papa, Maffeo Barberini, pontefice con il nome di Urbano VIII, non trovando adeguato alle nuove necessità il vecchio palazzo dei Giubbonari, acquista dagli Sforza una vigna con annessa una villa, che sarà poi inglobata dal Maderno nella parte di sinistra del palazzo. I lavori iniziarono nel 1625 e furono condotti fino al 1629, anno della sua morte, da Carlo Maderno e furono proseguiti dal Bernini con l’aggiunta della scala ellittica del Borromini. Il piano nobile si compone di un numero impressionante di sale ed ambienti, stupendamente decorate con fregi, affreschi, volte a stucco. Spiccano la Sala Ovale, progettata dal Bernini e la Sala del Trionfo della Divina Provvidenza, tra le più grandi di Roma, affrescata da Pietro da Cortona. La quadreria ospitata nei saloni è davvero magnifica e vi ammireremo opere di grande rilievo di artisti come Andrea del Sarto, Beccafumi, Sodoma, Bronzino, Lorenzo Lotto, Tintoretto, El Greco, Tiziano, Caravaggio, Guido Reni, Domenichino, Guercino, Lanfranco, Bernini, Nicolas Poussin, Pietro da Cortona, Canaletto e Vanvitelli. Splendido il giardino posteriore.